Tag: Giappone

L’enciclopedia dell’immaginario: i “Manga” di Hokusai

Una fanciulla seminuda impegnata a sistemarsi l’acconciatura, un uomo che legge accanto alla teiera, una donna china che rivela la nuca candida: sono solo alcuni volti del complesso di personaggi che affollano in un istante la mente di chiunque si accosti a Hokusai.

E un’opera, forse più di altre, rende merito della sua grandezza e della sua straordinaria capacità inventiva: (altro…)

Un anno dopo il terremoto: le reazioni dei giapponesi in “Fukushima e lo tsunami delle anime” di Paolo Salom

Il lago Inawashiro, prima dell'11 marzo 2011; era detto 'lo specchio del paradiso'.

Buongiorno a tutti. Sono arrivata oggi da Fukushima. Sono venuta insieme a molti compagni che hanno riempito diversi pullman, sia dalla prefettura di Fukushima stessa sia dai posti dove siamo stati sfollati. […]
Ci sono alcune cose che desidero dirvi tanto per cominciare. (altro…)

La vita di Mishima in un podcast

Voglio condividere con voi un interessante documentario sulla vita di Mishima, andato in onda nel 2003 su Radio 3 per il programma “La Storia in giallo”, arricchito di testimonianze (alcune delle quali autobiografiche) e brani tratti dalle opere letterarie dello scrittore nipponico.

Potete scaricarlo gratuitamente da qui, sotto forma di podcast (ossia registrazione audio). Buon ascolto.

I gatti e gli scrittori giapponesi

Io sono un gatto. Un nome ancora non ce l’ho. Dove sono nato? Non ne ho la più vaga idea. Ricordo soltanto che miagolavo disperatamente in un posto umido e oscuro. E’ lì che per la prima volta ho visto un essere umano. Provai un senso di vertigine quando mi mise sul palmo della mano e mi sollevò per aria. Appena ritrovai una certa stabilità lo guardai in faccia. Che creatura curiosa, pensai. E questa impressione di stranezza la conservo ancora.

Così inizia una delle più celebri opere della letteratura giapponese, Io sono un gatto (1905) di Sōseki Natsume, e non è un caso.  (altro…)

Un sogno lungo trent’anni: “La vergine eterna” di Ōe Kenzaburō

Ho cercato a lungo una sua foto, un ritratto qualunque: nulla. Mi sarebbe bastato un ritaglio di giornale, una polaroid dai bordi ingialliti, persino un necrologio seguito da un vecchio scatto stinto dagli anni. Malgrado ciò, sono certa che Sakura Ogi Magarshack sia davvero esistita. Che sia stata un enfant prodige del cinema nipponico, che abbia consacrato la sua vita al palcoscenico, che durante l’occupazione americana in Giappone nel secondo dopoguerra abbia comparso bambina in un ambiguo cortometraggio ispirato ad Annabel Lee (una delle più note liriche di Edgar Allan Poe), diretto da un soldato dell’esercito statunitense che sarebbe poi divenuto suo marito.

Me lo ha rivelato Ōe Kenzaburō in uno delle sue opere più recenti, La vergine eterna (trad. di G. Coci, Garzanti, 2011, pp. 251, € 18,60; ora in offerta su Amazon.it cliccando qui a € 15,81), e io gli credo. (altro…)