Un bookclub tutto giapponese: si comincia con Kirino Natsuo

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kirino natsuo la notte dimenticata dagli angeli

Volete unirvi a un bookclub tutto dedicato al Giappone? A agosto inizia il gruppo di lettura promosso da cinque blogger – Michela (MichelaDePellegrin), Daniela (Tradurre il Giappone), Stefania (Cafè Nihongo), Frida/Nicoletta (OneTwoFrida), e, infine, me – ; protagonista sarà l’ultimo romanzo di Kirino Natsuo, La notte dimenticata dagli angeli (trad. di G. Coci, Neri Pozza, 2016, pp. 442, € 18; in offerta su Amazon a € 15,30).

Partecipare è semplicissimo: dal 1 al 7 agosto noi blogger useremo i nostri canali social (alla fine del post trovate tutti i contatti) per esprimere riflessioni, riportare estratti, discutere spunti tratti dal romanzo. Voi potrete a vostra volta scrivere commenti nel blog, condividere immagini, suggerimenti, pensieri su Twitter, Facebook, Instagram; non importa se si tratta di una manciata di parole, di una foto, di una frase che vi ha particolarmente colpito, basta non fare rivelazioni troppo scottanti sulla trama!

Questi sono gli hashtag che vi chiediamo gentilmente di utilizzare: #librogiappone #lanottedegliangeli #KirinoNatsuo

E questi, infine, sono i modi per raggiungerci:

Michela : Twitter – Facebook – Instagram
Frida/Nicoletta: TwitterFacebookInstagram
Daniela : Twitter FacebookInstagram
Stefania : Twitter FacebookInstagram
Anna Lisa (ossia io, bibliotecagiapponese.it): TwitterFacebookInstagram

Vi aspettiamo!


Le tombe di Murasaki Shikibu e Kawabata (da “Tumbas” di Nooteboom Cees)

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tomb of murasaki shikibu

Tomba di Murasaki Shikibu a Kyoto

“Dopo più di novanta tombe può farsi valere la tendenza a stilare liste, come la dama di corte giapponese Sei Shoˉnagon che intorno all’anno 1000 annotò nelle sue Note del guanciale le cose che trovava più belle in ogni stagione. La mia lista si presenterebbe in questo modo: tombe inadatte ai loro morti, tombe difficili da trovare, tombe di persone conosciute di persona, tombe che dovrebbero trovarsi da qualche altra parte. Murasaki Shikibu, autrice della magistrale Storia di Genji, fu come Sei Shoˉnagon dama di compagnia alla raffinatissima corte di Kyoto durante il periodo Heian: ora riposa in uno strano luogo non protetto di quella stessa città, accanto a una strada su cui le auto corrono a tutta velocità, accostata al muro cieco di un edificio insignificante. Una piccola lapide e un’iscrizione a caratteri giapponesi in un cortiletto aperto: una sepoltura del tutto inadeguata a una donna per cui le minime differenze tra l’abito di un camerlengo di terzo rango e quello di un camerlengo di quarto rango erano questioni di vita quotidiana e che nel segreto di quella corte ha composto un capolavoro che viene letto a mille anni di distanza.

E anche davanti alla tomba del sottilissimo Kawabata – il poeta delle fluide linee poetiche e dei sentimenti erotici finemente modulati – provo un senso di smarrimento. Non saprei dire che genere di sepoltura mi fossi aspettato, in ogni caso qualcosa che suggerisse un senso di malinconia e di fugacità, non quello spoglio monumento di marmo grigio scuro, una specie di fortezza della morte entro cui silhouette esotica tra tutti quei grandi scienziati americani. Ora è sepolto in una sconfinata distesa di tombe nei pressi di Kamakura. Siamo arrivati fin lì con il taxi 33-54. Credo di essermi annotato quel numero perché era l’unica cosa che riuscissi a leggere. Tutti i cimiteri sono romanzi, ma questo romanzo per me non ha parole, solo segni. La giornata è luminosa. Il grigio, quando vuole, può irradiare una luce intensa. È un lungo cammino fino alla tomba, una composizione per ghiaia e suola delle scarpe. Qualcuno prova a spiegarmi il significato dei segni. Il suo stemma di famiglia, un triangolo rivolto verso il basso tra tre triangoli rivolti verso l’alto. Cosa c’è scritto: il suo nome, che ha vinto il premio Nobel, che è stato insignito di un ordine importante, che si tratta di  una tomba di famiglia. E poi quella sorprendente invenzione giapponese: un nome postumo. Perché noi non abbiamo niente del genere? Un nome che vale soltanto quando non ci sei più, così nell’aldilà sanno come devono chiamarti. Puoi scegliertelo da solo? E se sì, come vorresti chiamarti? Qualcuno? Niente? Nessuno? Chiunque? Il Morto? O, semplicemente, con il nome con cui hai
attraversato la tua vita ormai conclusa?”

Brano tratto da Tumbas. Tombe di poeti e pensatori di Nooteboom Cees (trad. di F. Ferrari, Iperborea, 2015, pp. 39-40)

* * *

L’immagine della tomba di Murasaki Shikibu tratta da Tale of Genji

 


Ebook gratis dedicati al Giappone, diffusi da Ca’ Foscari

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Veduta di Massaki dalla foresta del santuario Suijin, la piccola ansa di Uchigawa ed il villaggio di Sekiya

Hiroshige, “Veduta di Massaki dalla foresta del santuario Suijin, la piccola ansa di Uchigawa ed il villaggio di Sekiya”

L’università Ca’ Foscari di Venezia ha messo gratuitamente a disposizione di tutti numerosi volumi realizzati da studiosi, alcuni dei quali dedicati specificamente al Giappone. E’ infatti possibile scaricare gli ebook delle seguenti collane:

Buone letture!


Gratis online il corso “Japanese Culture Through Rare Books”

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Japanese Culture Through Rare Books

FutureLearn è una piattaforma che fornisce gratuitamente numerosi corsi di livello universitario, organizzati da atenei e istituzioni culturali di tutto il mondo, quali, per esempio, la British Library, il King’s College di Londra e il Trinity College di Dublino; per seguire le lezioni basta iscriversi al sito e disporre di una buona connessione internet.

A luglio 2016 partirà il modulo Japanese Culture Through Rare Books, tenuto dal professor Sasaki Takahiro della Keio University (qui è possibile consultare il programma generale), dedicato alle forme del libro in Giappone tra il nono e il diciottesimo secolo d.C. Le attività si protrarranno per tre settimane, per un totale di nove ore. Tutte le lezioni sono in lingua inglese, con sottotitoli in lingua inglese; è possibile fermare i video (realizzati in alta definizione) in ogni momento e rivederli quante volte si desidera.


“In search of Murakami Haruki”, un documentario dedicato allo scrittore giapponese

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Oggi vi propongo “In search of Haruki Murakami”, un originale documentario in inglese di cinquanta minuti dedicato alla figura e alla produzione dello scrittore. Fra i contributi ospitati, vi sono anche quelli di Alfred Birnbaum e Jay Rubin, celebri traduttori dello scrittore.

Buona visione e grazie a Roberto per la segnalazione!


Ebook gratis: “Oriente, Occidente e dintorni…: scritti in onore di Adolfo Tamburello”

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oriente occidente e dintorniE’ disponibile gratuitamente online Oriente, Occidente e dintorni…: scritti in onore di Adolfo Tamburello, a cura di Franco Mazzei e Patrizia Carioti (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, 2010).

Il volume – diviso in cinque tomi – raccoglie oltre cento saggi realizzati da numerosi studiosi e dedicati in special modo (ma non solo) alla cultura giapponese, nonché ai suoi rapporti con l’Italia e l’Europa, sebbene non manchino incursioni in altri ambiti.

L’opera è liberamente scaricabile in formato PDF dalla piattaforma Open Archive dell’Università “L’Orientale” di Napoli a questo link.

Buone letture!


Il cinema giapponese al Far East Film Festival 2016

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The Inerasable - NAKAMURA Yoshihiro - psycho-horror - Japan 2016

“The Inerasable”

Come già accennato, il Far East Film Festival è alle porte. Quest’anno, fra gli ospiti giapponesi, vi saranno:
TANADA Yuki, regista, Round Trip Heart
OKITA Shuichi, regista, Mohican Comes Home
MATSUDA Ryuhei, attore, Mohican Comes Home
NAGATA Yoshihiro, produttore, The Inerasable
OBAYASHI Nobuhiko, regista
YOSHIDA Keisuke, regista, Hime-Anole
GO Morita, attore, Hime-Anole
UCHIDA Eiji, regista, Lowlife Love
SHIBUKAWA Kiyohiko, attore, Lowlife Love
KAWAKAMI Nanami, attrice, Lowlife Love
KURIBAYASHI Riri, attrice/Sexy J idol group, Lowlife Love
Adam TOREL, produttore, Lowlife Love
Pio D’EMILIA, giornalista, Fukushima: A Nuclear Story
SAITOH Takumi, attore, The Kodai Family
MITSUKA Megumi, produttore, The Kodai Family
ONE Hitoshi, regista, Bakuman

I film giapponesi in concorso sono:

Bakuman, ONE Hitoshi, mangaka action comedy, Japan 2015, European Premiere
Creepy, KUROSAWA Kiyoshi, über-psycho-thriller, Japan 2016, Italian Premiere
Flying Colours, DOI Nobuhiro, lost youth drama, Japan 2015, European Premiere
The Inerasable, NAKAMURA Yoshihiro, psycho-horror with ghost, Japan 2016. European Premiere
Hime-Anole, YOSHIDA Keisuike, pitiless thriller-drama, Japan 2016, World Premiere
The Kodai Family, HIJIKATA Masato, telepathic love story, Japan 2016 World Premiere
Lowlife Love, UCHIDA Eiji, movie-industry dramedy, Japan 2016, Italian Premiere
Maniac Hero, TOYOSHIMA Keisuke, yuppie fantasy-action comedy, Japan 2016, World Premiere
Mohican Comes Home, OKITA Shuichi, punk-hipster-redemption drama, Japan 2016, European Premiere
Round Trip Heart, TANADA Yuki, anarchic road-movie romance, Japan 2015, Italian Premiere
Three Stories of Love, HASHIGUCHI Ryosuke, redemption contemporary drama, Japan 2015, Italian Premiere

Blue Christmas

“Blue Christmas”

Film giapponesi fuori gara:

Rassegna BEYOND GODZILLA: ALTERNATIVE FUTURES AND FANTASIES IN JAPANESE CINEMA

Blue Christmas, OKAMOTO Kihachi, Japan 1978
Exchange Students, OBAYASHI Nobuhiko, Japan 1982
Gamera 3: Incomplete Struggle, KANEKO Shusuke, Japan 1999
The Girl Who Leapt Through Time, OBAYASHI Nobuhiko, Japan 1983
House, OBAYASHI Nobuhiko, Japan 1977
Invasion of the Astro Monster, Honda Ishiro, Japan 1965
Latitude Zero, HONDA Ishiro, Japan 1969
Mysterians, HONDA Ishiro, Japan 1957
Matango, HONDA Ishiro, Japan 1963
School in the Crosshairs, OBAYASHI Nobuhiko, Japan 1981

Segnalo, infine, anche il documentario Fukushima: A Nuclear Story di Matteo Gagliardi.

Per altre informazioni, vi rimando al sito del Festival. Buone visioni!


Ritorna il Far East Film Festival (Udine, 22-30 aprile 2016)

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Far east film festival 2016Anche quest’anno Biblioteca giapponese è felice di essere web media partner di Far East Film Festival, la principale rassegna cinematografica italiana dedicata al cinema asiatico, ormai giunta alla diciottesima edizione. Il festival si terrà a Udine, dal 22 al 30 aprile, presso il Teatro Nuovo e il Teatro Visionario. Qui tutte le info.


L’amore e la quotidianità (da “Il signor Cravatta” di Milena Michiko Flašar)

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umbrella“[…] Non è strano? Piú che di tutto il resto mi ero innamorato di quello Stupido detto da Kyōko. Del suo sguardo diretto e libero. Che mi scrutava dentro. Io volevo che lei mi scrutasse dentro.

Ma era difficile. Per quanto spesso ci incontrassimo, lei andava in un’altra direzione. Credo che non sapesse dove. Procedeva decisa e basta, non necessariamente con la speranza di arrivare da qualche parte, ma per la pura gioia di essere in cammino. Sono una pianta, diceva, ho bisogno di fuoco, di aria, di terra, di acqua. Altrimenti deperisco. E: Anche nel matrimonio si deperisce, non è vero? Il fuoco si spegne. L’aria diventa rarefatta. La terra si secca. L’acqua si esaurisce. Io appassirei. E tu anche. Si gettò indietro i capelli. Lavanda. E se invece no, obiettai. Se proprio la quotidianità, la nostra quotidianità fosse la promessa che ti faccio? Il tuo spazzolino accanto al mio. Tu che ti arrabbi perché ho dimenticato di spegnere la luce in bagno. Noi che scegliamo una tappezzeria che un anno dopo ci sembra orrenda. Tu che dici che sto mettendo su pancia. La tua sbadataggine. Hai di nuovo lasciato l’ombrello da qualche parte. Io che russo e tu non riesci a dormire. Io che in sogno sussurro il tuo nome. Kyōko. Tu che mi fai il nodo alla cravatta. Che mi saluti con la mano quando vado a lavorare. Io che penso: Sei una bandiera al vento. Lo penso con un dolore lancinante nel petto. Per amor del cielo, non basta questo? Non è sufficiente per essere felici? Svicolò: Dammi tempo. Ci penserò.

Aspettai. Per un mese. Poi finalmente arrivò una lettera. La sua scrittura. Rotonda. Aveva allegato dei fiori pressati. La mia risposta è sí, lessi: Sí, vorrei perdere migliaia di ombrelli finché non avrai messo su pancia. Le risposi. Scrittura spigolosa. Andiamo a scegliere la tappezzeria.”

Milena Michiko Flašar, Il signor Cravatta (trad. di Daniela Idra, Einaudi, 2014)

immagine tratta da qui

 


I sakura del monte Imose nei versi di Kamo no Chōmei

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kamo no chomei sakura

Con un cuore che predilige i fiori ma non detesta il vento

Yoshinogawa
shigarami kakete
sakura saku
Imose no yama no
arashi wo zo matsu

Mettiamo gli argini
al fiume di Yoshino
e aspettiamo che il soffi il vento
dal monte Imose
dove fioriscono i ciliegi*

* L’argine servirà a fermare e raccogliere i fiori che cadono.

Le poesie di Kamo no Chōmei, a cura di Aldo Tollini, Libreria Editrice, CaFoscarina, 2002, p. 40

Immagine tratta da qui.