Categoria: narrativa

Sōseki: “Solo i poeti e i pittori […] si nutrono di nebbia, bevono rugiada”

Three Women Reading Uemura Shōen
Uemura Shōen, Tre lettrici

In tutti i piaceri è insita la sofferenza, perché traggono la loro origine dall’attaccamento alle cose. Solo i poeti e i pittori conoscono e gustano l’essenza fragrante di questo mondo di contrastri e intuiscono la sua intrinseca purezza. Si nutrono di nebbia, bevono rugiada, valutano i viola, commentano i rossi e, giunti alla morte, non hanno rimpianti. Il loro piacere non dipende dalla materia, e una volta divenuti materia non trovano nell’immenso Universo l’ambito in cui essere costretti a porre in risalto il proprio io. Hanno spontaneamente abbandonato i limiti angusti e fangosi, nel loro copricapo squarciato penetra l’infinita, azzurra tempesta.

da Guanciale d’erba di Sōseki Natsume, trad. di Lydia Origlia, Neri Pozza, 2005, pp. 76-77

“Moka” di Satoe Tone, o la ricetta della felicità

moka satoe toneAvete presente quei libri che potreste riconoscere con piacere fra mille? Ecco: per me quelli di Satoe Tone sono esattamente così.

I suoi brevi volumi – in Italia pubblicati da Kite edizioni – presentano un’inconfondibile combinazione di colori, tenerezza, atmosfere fiabesche; e l’ultimo arrivato, Moka (trad. di Giulia Belloni, Kite edizioni, 2015, pp. 32, € 16, in offerta a 14,40), non fa eccezione. (altro…)

5 libri per scoprire il Genji monogatari, capolavoro della letteratura giapponese

Genji Monogatari hana no en ebina
Ebina Masao (1913-1980), “Hana no en”

Accostarsi al Genji monogatari di Murasaki Shikibu – l’opera per eccellenza della letteratura giapponese – non è mai cosa facile. I riferimenti a una cultura spazialmente, cronologicamente e culturalmente distante; il linguaggio non sempre piano; lo stile narrativo inconsueto per i lettori occidentali e, non ultime, le dimensioni stesse del romanzo potrebbero scoraggiare più di qualcuno.

genji monogatari conchiglia
Dalla serie “Tsurezuregusa” di Hokkei Totoya (1780-1850)

Ecco, quindi, alcuni testi che sono senz’altro d’aiuto per cimentarsi con questo capolavoro, capaci, come sono, di prenderci per mano e condurci alla sua scoperta:

  • Punto di partenza obbligato, un’ottima edizione del Genji monogatari, come la Storia di Genji, tradotta dal giapponese da Maria Teresa Orsi e arricchita dalle bellissime illustrazioni di Yamaguchi Itarō (Einaudi, pp. 1493, € 90, ora in offerta a € 76,50). Rispetto alla precedente traduzione in italiano (non realizzata a partire dal giapponese), le differenze sono rilevanti: qui potete trovare le mie impressioni.
  • Genji, il principe splendente di Gian Carlo Calza (Electa, 2008, pp. 80) si concentra soprattutto sulla ricca produzione figurativa legata al romanzo. Purtroppo, al momento, il volume sembra essere fuori stampa, ma è possibile procurarsene una copia in biblioteca.
  • Il mondo del principe splendente. Vita di corte nell’antico Giappone di Ivan Morris (trad. di P. Porri, Adelphi, pp. 419, € 24, in offerta a 20,40) permette di immergerci nell’era Heian (794-1185), esaminandola in modo approfondito ma non pedante. Tre appendici e due capitoli sono specificatamente consacrati a Murasaki Shikibu e al suo lavoro più celebre.
  • Musica e danza del principe Genji. Le arti dello spettacolo nell’antico Giappone di Daniele Sestili (ed. LIM – Libreria Musicale Italiana, pp. 190, € 19; qui la mia recensione) offre una ricca panoramica sul raffinatissimo periodo Heian, con un’ampia pluralità di prospettive, proponendosi comunque come un testo godibile da un largo pubblico grazie alla sua chiarezza e alla sua fluidità. Lo studioso non soltanto analizza i repertori (musicali, coreutici, corali…) tipici del tempo – insieme alle circostanze, ai ruoli e ai significati in cui essi si dispiegavano -, ma riesce anche (e soprattutto) a rievocare il fascino imperituro di tutta un’epoca.
  • Infine, chi fosse interessato specialmente agli aspetti linguistici e traduttivi non può tralasciare Tradurre il Genji Monogatari, numero monografico della rivista Testo a fronte. Teoria e pratica della traduzione letteraria, a cura di Andrea Maurizi (n. 51, II semestre 2014, Marcos Y Marcos, pp. 287, € 24; qui l’indice), in cui si raccolgono contrbuti di molti traduttori che si sono cimentati nell’ardua impresa di rendere accessibile a tutti noi un’opera tanto affascinante quanto complessa, sotto ogni punto di vista.

Se volete saperne ancora di più sul Genji monogatari, seguitemi per le strade di Uji, una cittadina giapponese, sulle tracce del principe splendente, per conoscere il museo e i monumenti ispirati all’opera.

Ps: un ringraziamento particolare a Virginia Sica per la segnalazione del volume Tradurre il Genji Monogatari.

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Immagini tratte da qui e qui.

“Sonno” di Murakami Haruki, illustrato da Kat Menschik

murakami secondo kat menschik
Murakami secondo Kat Menschik

“Morire, dormire./ Dormire, forse sognare.”, recita l’Amleto di Shakespeare nel suo celebre monologo.

Oggi, a secoli di distanza, anche Murakami si sofferma a riflettere su questi temi in un racconto, Sonno, già apparso diversi anni fa nella raccolta L’elefante scomparso e altri racconti e ora ripubblicato in un volume apposito, insieme alle bellissime tavole dell’artistica tedesca Kat Menschik (trad. di A. Pastore, Einaudi, 2014, pp. 77, € 15, ora in offerta a 12,75), a cui avevo già accennato qui.

Se nel romanzo After dark troviamo Eri, una giovane sprofondata da settimane in un torpore dal quale non sembra volersi riscuotere, qui, invece, abbiamo a che fare con un’anonima trentenne che non può e, in fondo, non desidera neppure abbandonarsi al riposo.

piedi murakami racconto sonnoUn’esistenza da casalinga come tante, un marito, un figlio, un appartamento accogliente, un passato da studentessa brillante, i piccoli impegni quotidiani che si affastellano l’uno sull’altro, sino a trasformare i giorni in una routine incolore. E poi, una notte, all’improvviso, una visione – terribilmente incredibile, incredibilmente vera: il desiderio e il bisogno di dormire si dileguano, per una, due, quattro, troppe notti per trattarsi soltanto di una coincidenza.

Eppure, la donna non sembra risentire della sua insonnia: il suo corpo anzi si rinvigorisce e l’interiorità sembra liberarsi con sollievo delle ombre e delle remore che le impedivano di contattare le parti più vere di sé. Ecco che allora le ore di veglia si trasformano in tempo prezioso; la madre e la moglie esemplare che di giorno si affanna in casa lascia il posto a una ragazza che, dopo il crepuscolo, tenta di evadere dalla sua vita attraverso letture frenetiche o fughe in auto.

murakami sonno racconto Al di là delle sue palpebre, però, nel buio, è sempre in agguato un mondo sconosciuto, percorso da un angoscioso senso di morte e rivelazione:

Una sensazione di gelo mi pervade fin nel midollo e mi paralizza. Di nuovo rimango ferma ad occhi chiusi. Non riesco piú ad aprirli, guardo il buio spesso che si erge davanti a me, un buio profondo e disperato come l’universo stesso. Sono sola. La mia coscienza si sta concentrando e dilatando. Ho l’impressione che volendo potrei vedere l’universo tutto intero, fino in fondo. Però non lo faccio. È troppo presto.

Le numerose illustrazioni di Kat Menschik riescono visivamente a mostrarci il lato onirico e a tratti ossessivo dell’esistenza della protagonista; i tre colori utilizzati – bianco, nero, grigio – sembrano quasi alludere al conflitto fra la vita, la morte e l’insolita condizione intermedia sperimentata nell’opera. Se esista una via di fuga da questa situazione, sta al lettore intuirlo.

5 racconti di Murakami in inglese da leggere online

Scheherazade Murakami Haruki racconto ineditoNata nel 1925, The New Yorker è una delle riviste più lette e apprezzate nel mondo; oltre che per le sue leggendarie copertine, è famosa anche per i contributi firmati da autori del calibro di Philip Roth, J. D. Salinger, Truman Capote,  Alice Munro, Vladimir Nabokov e, non ultimo, Murakami Haruki.

Lo scrittore ha pubblicato qui diversi racconti (alcuni dei quali inediti in Italia), che sono felice di proporvi nell’originale inglese o nella sua traduzione in questa lingua:

Potete, invece, trovare tutti gli articoli riguardanti Murakami apparsi nel periodico a questo indirizzo. A questo punto, insomma, non mi resta che augurarvi buone letture!

Fonte: Openculture

“Salmonella Men on Planet Porno – un’altra fantascienza” di Elena Faccenda

julian opie The Ortega Family
Julian Opie, “The Ortega Family” (2008)

Tsutomu Morishita è uno dei molti colletti bianchi che popolano le imprese di Tokyo. I suoi ritmi sono piuttosto regolari; una vita da pendolare spesa dalla sua desolata abitazione alla compagnia elettrica per cui lavora, dove anche presta servizio come segretaria la riluttante Akiko Mikawa, che continua a rifiutare ogni suo corteggiamento. Tutto scorre liscio e senza turbolenze fin quando una mattina il notiziario del mattino riporta l’ennesimo fallito tentativo da parte di Tsutomu di invitare Akiko per un tè. No, non era un’allucinazione: le ultime su Tsutomu si allargano a macchio d’olio e a velocità della luce, comprendendo quanti più mezzi di comunicazione possibili. La vita di questo banale impiegato sta per varcare il luccicante mondo della notorietà, ma non senza eliminarne i rischi (altro…)

Due racconti inediti di Murakami Haruki e Banana Yoshimoto

Recentemente sono apparsi in Italia due testi (sinora) inediti degli scrittori giapponesi probabilmente più amati nel nostro paese, Murakami Haruki e Banana Yoshimoto.

murakami Welt-Literaturpreis 2014 il mio muro di berlino
Murakami col premio vinto al Welt-Literaturpreis

Il primo, Il mio Muro di Berlino, composto da Murakami in occasione dell’accettazione del «Welt-Literaturpreis», ricorda il venticinquennale della caduta della celebre barriera (1989):

(altro…)

“Dove batte il cuore” di Satoe Tone: un piccolo, grande amore

dove batte il cuore satoe toneDue gatti, Bianca e Nero, avvolti nella notte; disegni semplici, intrisi di una grazia sorprendente; atmosfere teneramente infantili e, al tempo stesso, senza età: tutto questo fa di Dove batte il cuore di Satoe Tone (trad. di Giulia Belloni, Kite edizioni, 2013, pp. 32, € 11,90) un piccolo capolavoro di dolcezza, e conferma l’autrice (ancora una volta) una delle illustratrici giapponesi per bambini più interessanti, capace di rendere ogni opera una festa per gli occhi e l’anima. (altro…)

Dacci il nostro tormento quotidiano: “Vendetta” di Ogawa Yōko

vendetta yoko ogawa letteratura giapponeseUndici acuminati frammenti di vita per altrettanti affilati racconti: questo ci regala Ogawa Yōko nella sua ultima raccolta, Vendetta (trad. di L. Testaverde, Il Saggiatore, pp. 224, € 15, in offerta a 12,75). 

Un lungo filo rosso di sangue li lega l’un l’altro, in un gioco di rimandi e citazioni tutto da svelare, pagina dopo pagina, con trepidazione. Perché il lettore, qui, non può mai trovar pace: in ogni capitolo di questa saga del dolore si affacciano tormenti, ossessioni, paure e dettagli raccapriccianti, che la realtà non riesce più a contenere. (altro…)

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