La necessità di ricordare: “Nagasaki. Racconti dell’atomica” di Hayashi Kyōko

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orologio nagasaki bomba atomica

Tomatsu Shomei, “Atomic Bomb Damage: Wristwatch Stopped at 11:02, August 9, 1945, Nagasaki”

  Le vittime della bomba atomica, prima ancora di essere vittime della guerra o dello scontro generato tra nemici e alleati, sono vittime del genere umano.

E’ questa, con buone probabilità, una delle frasi che meglio riassume il senso di una consistente parte dell’opera di Hayashi Kyōko, sopravvissuta – come narra in Nagasaki. Racconti dell’atomica (trad. di M. Suriano, Gallucci editore, 2015, pp. 231, € 18, in offerta a € 15,30) – all’esplosione dell’ordigno nucleare rilasciato sull’omonima città.

Tra il rombo del motore del Bockscar che risaliva e la distruzione della fabbrica ci fu solo il tempo per quelle brevi parole: ‘Un raid!’ E in quel lasso di tempo 73889 persone morirono all’istante. Quasi lo stesso numero, 70499, furono scaraventate fuori nel sole cocente di piena estate, con la pelle scorticata come il coniglio bianco di Inaba.

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“Il mondo dei fiori e dei salici. Autobiografia di una geisha” di Masuda Sayo

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http://www.bibliotecagiapponese.it/wp-content/uploads/2014/06/Il-mondo-dei-fiori-e-dei-salici.-Autobiografia-di-una-geisha-di-Masuda-Sayo-romanzo-letteratura-giapponese-.jpgL’atmosfera elegante del «mondo dei fiori e dei salici», la squisita conversazione, il trucco estremamente elaborato di quelle splendide donne, il loro abbigliamento, l’arte di intrattenere il cliente, l’attrazione particolare esercitata dalle geisha di una certa età, dotate di un fascino che trascende la sensualità: sono questi gli elementi essenziali che compongono il piacere. Un piacere che può essere acquistato con sicurezza grazie al denaro.

Questo scrive Mishima Yukio nelle Lezioni spirituali per giovani samurai e altri scritti (trad. di L. Origlia, Feltrinelli, pp. 126, € 7, ora in offerta a 5,95), attribuendo all’universo delle geisha una raffinatezza e una grazia senza pari. Eppure, difficilmente trovereste lo stesso nelle memorie di Masuda Sayo raccolte ne Il mondo dei fiori e dei salici. Autobiografia di una geisha (trad. di S. Taddei, O Barra O, 2014, pp. 178, € 14, ora in offerta a 11,90).

Non aspettatevi, dunque, fanciulle incantevoli Continua a leggere »


Prima edizione italiana di “Erba lungo la via” di Natsume Sōseki

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erba lungo la via natsume sosekiDopo la traduzione di Anima e cuore, Antonio Vacca ci propone la prima e unica edizione italiana di Michikusa (1915) di Natsume Sōseki, col titolo di Erba lungo la via (pp. 270), disponibile sia in ebook (già acquistabile su Amazon a 6,95 euro), che in formato tradizionale (€ 15,50, in vendita a partire da metà/fine gennaio); solo la versione cartacea presenta dodici illustrazioni originali di Kiyokuro.

Questa la trama dell’opera: Continua a leggere »


“Hokusai”, un manga per conoscere il grande artista giapponese

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Un’imponente onda domina la scena, colmando lo sguardo di blu. Sullo sfondo, quasi in disparte, il vero soggetto della grande onda hokusaistampa: la montagna più celebre del Giappone, protagonista indiscussa de Le trentasei vedute del monte Fuji.

L’opera potrebbe forse apparire una metafora della lunghissima e complessa carriera del suo creatore, Hokusai (1760-1849): strega molti con la sua affascinante semplicità densa di particolari, ma pochi riescono a scorgervi la profondità e la ricchezza di significati, frutti di un’instancabile ricerca artistica e esistenziale.

hokusai mangaRipercorre questo affascinante cammino l’omonimo fumetto Hokusai (trad. a cura di Francesco Nicodemo; Edizioni BD, pp. 592, € 12; ora in offerta a 9,69), realizzato dal celebre mangaka Ishinomori Shōtarō, allievo di Tezuka Osamu: Continua a leggere »


La geisha più celebre parla di sé e della sua “Storia proibita di una geisha” in un podcast

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Iwasaki Mineko, la geisha più celebre del Giappone, a cui si è ispirato Arthur Golden per il suo Memorie di una geisha, nonché autrice di Storia proibita di una geisha (che ho recensito qui) Continua a leggere »


“Asakusa kid” di Kitano Takeshi

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Mi sono già occupata, poco tempo fa, di Kitano Takeshi, citandovi un volume di saggistica; oggi, però, vorrei lasciare spazio alle parole del regista-attore-pittore-scrittore stesso, e al suo autobiografico Asakusa kid (trad. di Marco Fiocca e Otake Yuko, Mondadori, pp. 200, € 7,80). Eccovi la recensione che Manta? ne ha fatto; buona lettura.

Succede, a volte, di poterti affezionare a certi personaggi mai visti di persona che abitano chissà dove, un libro un film o un paese vero. Sembra quasi di averli conosciuti da qualche parte, di averci condiviso un non so che una birra o qualche idea, un momento della vita.
Leggere questo librino se si è sentita questa sorta di condivisione con Kitano vedendo i suoi film i programmi TV o guardando i dipinti è come uscire a bere con un amico e trovarsi sbronzi senza farci caso.
Non so se le mie parole siano esatte, questo è un libro che può dire a chi lo legga anche meno di niente. Zero. Perché soltanto sotto alle gelosie, alle situazioni grottesche e paradossali, sta nascosto il continuo omaggio dell’autore a colui che lo prese sotto la propria ala insegnandogli non solo a recitare, ma mostrandogli perfettamente (e dimostrandolo con completezza solamente dopo la sua morte) l’arte del dissimulare.
È un minuzioso gesto d’amore travestito da buffonata, una statua votiva alla malinconia costruita con cose sceme, con la carta sporca d’unto di un cartoccio di patate, e nascondendo la propria situazione disperata. Una piccola elegia per un ambiente in decadenza ed un ulteriore omaggio indiretto a chi, sotto la scorza del dissacrare della violenza o dell’irascibilità, possa vedere il barlume di un altro mondo più intimo e sincero.