#20peril2020: “Solo la luna in silenzio” di Natsume Sôseki

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Titolo: Solo la luna in silenzio. Haiku sceltiSoseki Solo la luna in silenzio

Autore: Natsume Sôseki (trad. Diego Martina; Dei Merangoli Editrice, pp. 122, € 11)

Cos’è? Una selezione di centeventi haiku di uno dei più grandi scrittori nipponici del Ventesimo secolo, presentati in giapponese e in italiano. Conosciuto essenzialmente per i suoi romanzi (come non ricordare Io sono un gatto e Il signorino?), Sôseki è stato, in realtà, anche un prolifico haijin (autore di haiku), complice anche la sua amicizia di lunga data con Masaoka Shiki, uno dei più grandi maestri nel campo. Questa raccolta offre una buona panoramica sulla ​​produzione poetica ​​di Sôseki, purtroppo ancora poco nota nel nostro paese. 

Uno haiku dal volume:

Ciliegi: un nome
e ogni cosa sfiorisce
nello splendore. 

Consigliato a chi…: cerca una voce lirica sui generis, colta e ironica.


#20peril2020: Daniela Travaglini, “La voce di Kurihara Sadako”

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Daniela Travaglini la voce di Kurihara SadakoTitolo: La voce di Kurihara Sadako. Ciliegi di Hiroshima e la poetica della bomba atomica. Opere scelte (Aracne, 2019, pp. 148, € 15)

Autrice: Daniela Travaglini (a cura di)

Cos’è? Una raccolta di scritti (in larga prevalenza poesie, ma non mancano alcuni  brevissimi saggi) composti fra gli anni Quaranta e Ottanta da una hibakusha di Hiroshima, ossia una sopravvissuta alla bomba atomica. I temi toccati sono tanti: il trauma del bombardamento, la denuncia della brutalità del nucleare, la fragilità umana, l’educazione alla pace.

Una frase d’impatto:
Nel cuore dei sopravvissuti
un’estate di fiamme che divampano ardenti.

Consigliato a chi…: desidera conoscere una voce originale, delicata ma autorevole della genbaku bungaku (letteratura della guerra atomica).

Per approfondire: un post di Daniela Travaglini, la traduttrice e la curatrice del volume, nel suo blog, Tradurre il Giappone, in cui si presenta il volume; Quando dici Hiroshima. Kurihara Sadako e la poetica della bomba atomica, un articolo per Pagine Zen – sempre firmato da Daniela Travaglini -, nel quale vengono fornite un’introduzione alla genbaku bungaku e alla figura della stessa Kurihara, poco conosciuta in Italia.


Le collezioni digitalizzate dell’università “L’Orientale”

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prime lezioni pratiche lingua giapponeseL’università “L’Orientale” di Napoli è, senza dubbio, uno dei più importanti poli italiani per gli studi asiatici. digitUNO è un progetto di digitalizzazione di testi e documenti rari e di pregio dell’ateneo, che permette ad appassionati e studiosi di consultare e scaricare gratuitamente materiale interessante e prezioso.

Per quel che riguarda il Giappone, fra le tante opere disponibili, possiamo trovare tanto volumi di carattere letterario, quanto diari e testimonianze di viaggio. Nella prima categoria rientrano, per esempio, la più antica versione italiana del Kojiki, curata da Mario Marega (1938), e l’antologia di poeti nipponici allestita da Gherardo Marone e Harukichi Shimoi (1917). Nella seconda, invece, troviamo opere quali Giappone e Siberia: Note d’un viaggio nell’estremo oriente al seguito di S.A.R. il Duca di Genova di Luchino Dal Verme (1885) e Il Giappone moderno di Giovanni De Riseis (1896).

Buona lettura!

 


Novità in libreria (2017)

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il giovane robotLa lista che qui presento è in continuo aggiornamento e non mira a essere esaustiva. Ogni suggerimento è ben accetto.

Narrativa

Poesia

Saggistica

Graphic novel

Prossime uscite

  • Iwaki Kei, Sayōnara Orenji, traduzione di Anna Specchio (Edizioni E/O) [data prevista: gennaio 2018]
  • Murakami Ryu, 69 (Sixty-nine), traduzione di Gianluca Coci (Atmosphere libri) [data prevista: 2017]
  • Sukegawa Durian, Le ricette della signora Toku, traduzione di Antonietta Pastore (Einaudi) [data prevista: gennaio 2018]

Grazie ad Alessandro, Jessica e Liana per i suggerimenti.


La tavola periodica degli elementi in forma di haiku

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La prestigiosa rivista “Science” ha pubblica una tavola periodica degli elementi molto particolare: a ciascuno di essi è stato dedicato uno haiku.

Le composizioni sono state realizzate da Mary Soon Lee, poetessa, nonché autrice di testi fantasy e di fantascienza, e sono leggibili gratuitamente a questo indirizzo.

 

tavola elementi haiku


Le parole ultime: “Jisei. Poesie dell’addio”

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yamamoto takato“En ma fin git mon commencement” (nella fine è il mio principio): in queste poche, apparentemente paradossali parole, la regina Maria Stuart di Scozia concentrò il significato della sua esistenza terrena, proiettandola in quella celeste.

Un’operazione per certi versi simili è riscontrabile anche in alcune jisei, le liriche giapponesi spesso vergate poco prima della propria morte, raccolte da Ornella Civardi in un’opera unica nel panorama editoriale italiano, Jisei. Poesie dell’addio (SE, 2017, pp. 128, € 14). Le prime testimonianze risalgono a un’epoca antecedente il IX secolo; col passare dei secoli, il genere si è poi evoluto in forme e direzioni diverse, senza mai estinguersi del tutto (per esempio, anche Mishima, nel 1970, fece precedere il suicidio da versi di commiato). E così, illustra Civardi con una prosa colta e suggestiva nel saggio a suggello del volume, in questa raccolta, assieme ai tanka del periodo Heian (794-1185) imbevuti di mono no aware, troviamo i densi versi estremi (yuige) dei monaci buddhisti e le jisei umoristiche, ancora in voga nell’Ottocento, in cui la morte viene affrontata con un sorriso di complicità o scherno. L’antologia accoglie circa un centinaio di testi, ciascuno dei quali commentato in maniera sintetica ma esauriente dalla curatrice, che spesso mette in luce i nessi tra la composizione in oggetto, la storia personale del poeta, il contesto storico-religioso, la tradizione letteraria e la cultura nipponica.

A mani vuote son venuto,
me ne vado a piedi nudi,
la partenza e l’arrivo confusi
in un unico segno.

Kozan Ikkyô (1360)

 

Quando muoio,
seppellitemi sotto una botte
dell’osteria:
chissà mai che il fondo
non abbia a creparsi.

Moriya Sen’an (1838)

Malgrado l’indubbia alta qualità del volume, purtroppo non può però passare inosservata una mancanza piuttosto rilevante: sono, infatti, del tutto assenti i testi in giapponese. Se, in generale, nell’ambito della poesia, c’è la consuetudine di presentare al lettore traduzioni e originali assieme, nel caso della lirica nipponica questa buona pratica si rende quasi necessaria per poter meglio assaporare e comprendere i diversi livelli di senso, a partire, naturalmente, dalla scelta dei kanji e del lessico.

Nonostante ciò, le poesie offerte ai lettori conservano intatta la loro bellezza; intuiamo, dietro un velo di parole, la stanchezza della vecchiaia, l’energia di una personalità mai arrendevole, la nostalgia per il “mondo di rugiada” (come lo chiava Issa) che ci si appresta a lasciare, la paura dell’ignoto. Immaginando una mano che forse per l’ultima volta impugna un pennello o una voce tremula alla ricerca di un orecchio amico a cui affidare gli ultimi pensieri, è così impossibile non percepire intimamente, con un brivido, che quelle manciate di versi, in fondo, sono anche per noi.

S’accende
e subito si spegne
la lucciola.

Mukai Chine (1688)

 

Immagine di Yamamoto Takato.


5 blog stranieri di letteratura giapponese da seguire

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Takeuchi Keishu Mouse Lamp

Quando sono in cerca di idee per articoli da scrivere, desidero scoprire novità editoriali internazionali o, semplicemente, ho voglia di leggere una recensione ben fatta, ho cinque stabili punti di riferimento in rete. Eccoli, con la speranza anche voi possiate apprezzarli come me.

  • Contemporary Japanese literature (in inglese): come suggerisce il titolo, il blog è dedicato alla letteratura contemporanea (anche se non mancano incursioni nel mondo degli anime, dei manga e dei videogame) ed è curato da Kathryn Hemmann, docente di letteratura cinema e cultura giapponese alla George Mason University (Stati Uniti). Le sue recensioni sono coincise, ma dense e ricche di spunti di riflessione.
  • Koratai (in spagnolo): la letteratura giapponese la fa da padrona in questo blog che non disdegna soffermarsi anche su opere “de otras latitudes” (di altre latitudini). Ana Matellanes García, specializzata in comunicazione digitale, ha creato così un angolo accogliente, esteticamente molto gradevoe, in cui è un piacere abbandonarsi alla lettura.
  • La Littérature Japonaise (in francese): specializzato in letteratura del ventesimo e del ventunesimo secolo, è per me un punto di riferimento del quale difficilmente potrei fare a meno: il mercato francese è, infatti, molto attivo sul fronte delle traduzioni dal giapponese e delle pubblicazioni dedicate all’arcipelago nipponico. Da segnalare nel blog la sezione dedicata ai traduttori.
  • Monkey Business International (in inglese): promuove le attività del magazine letterario “Monkey Business”, fondato nel 2008 da Motoyuki Shibata, traduttore e docente universitario di letteratura statunitense. Come evidenzia il sottotitolo (“new writing from Japan”), ha un occhio di riguardo per la letteratura contemporanea; periodicamente, inoltre, pubblica antologie in inglese di autori giapponesi.


“Kyoto è una città bella/ fino alle lacrime.”: Wisława Szymborska, Kyoto e Hiroshima

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kyoto tempio

Kyoto ha fortuna,
fortuna e palazzi,
tetti alati,
gradini in scala musicale.
Attempata ma civettuola,
di pietra ma viva,
di legno,
ma come crescesse dal cielo alla terra.
Kyoto è una città bella
fino alle lacrime.

Vere lacrime
d’un certo signore,
un intenditore, un amatore di antichità,
che in un momento decisivo
al tavolo delle conferenze
esclamò
che in fondo ci sono tante città peggiori –
e d’improvviso scoppiò in lacrime
sulla sua sedia.*

Così si salvò Kyoto,
decisamente più bella di Hiroshima.

Ma questa è storia vecchia.
Non posso pensare sempre solo a questo
né chiedere di continuo
cosa accadrà, cosa accadrà.

Nel quotidiano credo alla durata,
alle prospettive della storia.
Non riesco ad addentare le mele
in un continuo orrore.
[…]

da Scritto in un albergo, tratto da Wisława Szymborska, La gioia di scrivere. Tutte le poesie (1945-2009), Adelphi, 2012, p. 231

* Secondo quanto si racconta, Henry L. Stimson, il Segretario alla guerra del governo statunitense, propose di risparmiare Kyoto dal bombardamento atomico facendo appello a una serie di ragioni “ufficiali”. In realtà, ciò che molto probabilmente lo spinse a chiedere che la città venisse risparmiata, fu il suo amore per essa: a Kyoto, infatti, sarebbe stato sia da giovane, sia in luna di miele.


Libri di letteratura e cultura giapponese: novità gennaio-giugno 2015

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Murakami Haruki Uomini senza donneQuesta prima metà del 2015 ci ha regalato molti interessanti titoli, fra cui l’edizione economica del Genji monogatari curata da Maria Teresa Orsi e Uomini senza donne di Murakami Haruki. I libri in arrivo per l’autunno e l’inverno 2015 potete invece trovarli qui.

*Romanzi*

  • Uomini senza donne di Murakami Haruki (trad. di Antonietta Pastore, Einaudi, pp. 250, € 16,15). Dalla presentazione dell’editore: “Il protagonista di Samsa innamorato, un giorno, si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Sa solo che si chiama Gregor Samsa. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e “mostruosa” condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un’enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos’altro di sconosciuto: il desiderio e l’erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di Shahrazàd, è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film… e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, come faceva Shahrazàd nelle Mille e una notte. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero.”.

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Un tocco di dolcezza: le poesie di Shibata Toyo

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Di Toyo Shibata ho parlato più e più volte: il suo sorriso dolce e i suoi occhi vivaci mi hanno sempre trasmesso una grande tenerezza. Questa donna dall’aria gentile è divenuta famosa in Giappone solo in tarda età, quando ha pubblicato i suoi versi semplici, legati solitamente ai piccoli e grandi avvenimenti della vita quotidiana. (il post continua sotto la foto)dorayaki se sei triste guarda il cielo shibata toyo

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