Categoria: narrativa

Dacci il nostro tormento quotidiano: “Vendetta” di Ogawa Yōko

vendetta yoko ogawa letteratura giapponeseUndici acuminati frammenti di vita per altrettanti affilati racconti: questo ci regala Ogawa Yōko nella sua ultima raccolta, Vendetta (trad. di L. Testaverde, Il Saggiatore, pp. 224, € 15, in offerta a 12,75). 

Un lungo filo rosso di sangue li lega l’un l’altro, in un gioco di rimandi e citazioni tutto da svelare, pagina dopo pagina, con trepidazione. Perché il lettore, qui, non può mai trovar pace: in ogni capitolo di questa saga del dolore si affacciano tormenti, ossessioni, paure e dettagli raccapriccianti, che la realtà non riesce più a contenere. (altro…)

“La Terra vista da qui” di Satoe Tone, il Protocollo di Kyoto e 84 pinguini

satoe tone la terra vista da quiLa banchisa scricchiola sotto le zampe, i pack si incrinano, e una famiglia allargata di ben ottantaquattro pinguini cerca disperatamente una nuova casa, dato che il suo habitat si rivela ogni giorno più fragile a causa dei cambiamenti climatici globali.

Così inizia la favola La Terra vista da qui (trad. di G. Belloni e V. Mai, Kite, 2014, pp. 32, € 15, ora in offerta a 12,75), dedicata a un tema di scottante attualità quale la protezione dell’ambiente naturale. L’autrice, Satoe Tone, è una disegnatrice giapponese molto apprezzata nel nostro paese, già distintasi per aver vinto il Premio Internazionale d’Illustrazione della Fiera del libro per ragazzi (Bologna, 2013); a lei è dedicato questo documentario in inglese della rete nipponica Nhk, che ci mostra, peraltro, qualche simpatica scena della sua vita in Italia. (altro…)

Murakami, Yoshimoto, Kirino, Ōe e Ogawa per l’autunno-inverno 2014 (in progress)

sonno haruki murakami racconto illustrato letteratura giapponeseQualche anticipazione sulle prossime uscite a tema Giappone: ogni segnalazione è, come sempre, molto gradita! Purtroppo, a causa della mancanza di informazioni disponibili, le schede di alcuni volumi sono piuttosto scarne: mi riprometto di rimpolparle non appena avrò reperito ulteriori dati.

Ps: un grazie particolare va a Barbara, gran consigliera di libri.

Romanzi

  • Sonno di Murakami Haruki (trad. di Antonietta Pastore, Einaudi, pp. 180, € 15), racconto del 1993 illustrato dalla disegnatrice tedesca Kat Menschik  e tratto dalla raccolta L’elefante scomparso e altri racconti. Potete scoprirne di più in proposito e vederne un booktrailer in questo mio post.

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Ritorno in Giappone: “La nostalgia felice” di Amélie Nothomb

amelie nothomb nostalgia felice518400000 secondi, 5844 giorni o, detta ancora altrimenti, sedici anni: per un tempo così lungo Amélie Nothomb, la celebre scrittrice belga, non ha messo piede in Giappone, «il paese della bellezza» che l’ha vista bambina e poi, dopo quasi due decenni, giovane alle prese con un’alienante esperienza lavorativa, descritta magistralmente in Stupore e tremori. 

Il suo rapporto con il Sol Levante è fatto di assenze, nostalgie, tormento, dolcezza e ricordi: l’adorata bambinaia Nishio-san che stende la biancheria al sole, l’odio per le onnipresenti e voraci carpe (immortalato in Metafisica dei tubi), la stupefacente gentilezza di Rinri, il fidanzato di Tokyo (cui è dedicato Né di Eva né di Adamo)…

E così, all’indomani del sisma nipponico del 2011, Amèlie decide – o, meglio, sente il bisogno(altro…)

La poesia imperfetta e il vaso che perde acqua dalle crepe

 romanzo Giappone Il signor Cravatta di Milena Michiko FlasarAll’improvviso una stretta, Kumamoto mi bloccò. Mi aveva afferrato le braccia con entrambe le mani. Ci sono, esclamò, non esiste la poesia perfetta! La sua perfezione evidentemente sta proprio nel fatto che è imperfetta. Capisci? Io non volevo capire. Lui, al mio orecchio: Ho un’immagine in testa. La vedo chiaramente davanti a me. I colori sono cosí nitidi che mi accecano. Ma non appena riesco a coglierla tutta, esplode, e ciò che scrivo sono solo singole parti che non formano un intero. Capisci ora? È come se cercassi di incollare pezzo per pezzo un vaso rotto. I frammenti però sono cosí piccoli che non so quale si lega all’altro e, anche se li unisco, ce n’è sempre uno che resta fuori. Ma quel frammento! È quello che fa la poesia. È il solo che le dà un senso. Nella sua voce c’era una febbre: La mia poesia funebre dev’essere un vaso, che perde acqua dalle sue crepe incollate.

Mi lasciò andare. Vacillai. Sentivo sulle braccia la pressione delle sue dita.

Tu sei malato, sussurrai.

Anche tu, rispose.

Era un avvertimento. Lo sentii e feci finta di non sentirlo.
***
da Il signor Cravatta di Milena Michiko Flasar (trad. di Daniela Idra, Einaudi, 2014, pp. 144, € 14,50, ora in offerta a 12,33)

La voce delle onde (Mishima) e il richiamo dell’estate

Gli spruzzi delle onde, frammisti alla pioggia cadente, colpirono Shinji in pieno viso. La fresca e frizzante salsedine gli voce delle onde mishima romanzo letteratura giapponesescendeva giù per le guance bagnate, lungo il naso, e gli ricordò il sapore della labbra di Hatsue.
Le nubi correvano al galoppo nel cielo buio, rotto da un fluttuare inquieto di luce ed oscurità. A tratti, ancor più in alto nel cielo, Shinji coglieva bagliori di nubi cariche di luce opace, che parevano promettere schiarite future, ma poi subito s’estinguevano.
Shinji era così intento a contemplare il cielo che un’ondata sopravvenne proprio dove egli si trovava bagnandogli la cinghia degli zoccoli di legno. Ai suoi piedi trovò una splendida conghiglia rosa, evidentemente trasportata da quella stessa onda.
La raccolse e la esaminò. Era di forma perfetta, senza la minima screpolatura sui bordi sottili come carta. Decise che sarebbe stato un bel regalo e la ficcò in tasca.

Mishima Yukio, La voce delle onde, p. 65 (trad. di Liliana Frassati Sommavilla, Feltrinelli, pp. 180)

La sabbia umida. L’aria gonfia di salsedine. (altro…)

La festa di Tanabata raccontata da Ekuni Kaori in “Stella stellina”

Tanabata festa giapponese 7 luglioOgni 7 luglio in Giappone ricorre Tanabatafestività di origine cinese – di cui abbiamo già parlato qui -, in coincidenza con l’incontro delle due stelle Vega e Altair, rappresentate romanticamente da una coppia di amanti (Orihime e Hikoboshi) che ha la possibilità di ricongiungersi solo una volta l’anno.

Per l’occasione è tradizione scrivere i propri desideri su alcune strisce di carta (tanzaku), per poi appenderle ai rami del bambù. Ma lasciamoci raccontare di questo momento da Shōkō, la protagonista di Stella stellina di Ekuni Kaori (trad. di P. Scrolavezza, ed. Atmosphere, 2014, pp. 160, € 15, ora in offerta a 12,75), romanzo che ho recensito qualche tempo fa. Buona lettura e buon Tanabata! (altro…)

Nuove uscite di letteratura, saggistica e lingua giapponese (estate 2014)

Poche settimane fa ho pubblicato un post con le nuove uscite della primavera e dell’estate 2014; ecco un’ulteriore lista di titoli in uscita in questi mesi:

Narrativa

  • Ore d’ozio di Kenko Hoshi, a cura di Adriana Boscaro (Marsilio, 2014, pp. 168, € 15). Dalla quarta di copertina: “Opera più famosa della letteratura classica ore d'ozio kenko hoshi letteratura giapponesemedievale, scritta intorno al 1330, lo Tsurezuregusa ha goduto e gode tuttora di enorme successo, sia all’estero, dove è stato tradotto in numerosissime lingue, sia nella madrepatria. In virtù del suo stile raffinato e del suo particolare genere è infatti oggi letto in tutte le scuole del Giappone come esempio più significativo della tradizione classica. All’interno del testo scorrono con suggestiva limpidezza le 243 prose che lo compongono, piccole gemme di un sapere poliedrico e di una lucida saggezza. Riflessioni personali, aforismi, appunti e ricordi si alternano in modo spontaneo e genuino tradendo la profonda sensibilità dell’autore, che fa propri i canoni della letteratura giapponese medievale e i principi estetici del pensiero buddhista nipponico. Estraniatosi dalle accese dinamiche di Corte, l’autore fa dell’immersione nella natura il prisma attraverso cui considerare la realtà circostante: il passato mondano, la società, ma anche la posizione dell’uomo nell’universo, l’essenza stessa della vita. Il «beato ozio» diventa allora un momento di ebbrezza che permette di acuire il proprio sguardo e di inoltrarlo prima verso la contemplazione e poi verso la stesura di queste brevi, penetranti, a volte autoironiche «quisquilie», ineguagliabili nella loro semplicità e bellezza”.

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