Le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki nelle canzoni di De Gregori e dei Nomadi

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bambini di Hiroshima

Bambini, il futuro di Hiroshima.

Dopo aver ricordato negli anni scorsi le tragedie di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945) con alcune recensioni (L’ultima estate di Hiroshima, Nagasaki per scelta o per forza…) e una foto, questa volta ho deciso di optare per la musica, scegliendo due canzoni di celebri cantanti italiani.

La prima è un inedito di Francesco De Gregori senza titolo (ma comunemente chiamata Hiroshima): presenta la città proprio durante il bombardamento, quando ancora c’è posto per i sogni. Potete ascoltare il pezzo qui.

Questo qui è soltanto un trucco
disse il sogno al musicante
Qui le scelte sono poche
e le strade sono tante.

Ogni volta che mi volto
la mia ombra è una conferma
I miei passi che camminano
e la terra che sta ferma.

Le modelle di Hiroshima
nude per il troppo vento
camminavano nel vuoto
l’imbarazzo ormai era spento.

Il pilota è tranquillo
la virata è riuscita
Il torero sorrideva
e l’arena era infinita.

E il fiume cresceva
e le facce dei pesci
venivano a galla.

E il fiume cresceva
e il sole scherzava
sull’acqua tranquilla.

Camminavo sopra il ponte…
con le mani in mano ai sogni.
Camminavo sopra il ponte…

 

Nella seconda canzone  –Il pilota di Hiroshima dei Nomadi – la prospettiva è capovolta: il protagonista è uno degli aviatori che bombardò la città, che deve però fare i conti con la propria coscienza.

 Fuori nel mondo chissà dove
o su nel cielo fra gli eterni eroi,
ma nel fondo di un profondo eterno
vive un uomo vive il suo inferno.

La sua bocca più non parla,
le sue notti non le dorme più,
sta nascosto dietro il suo pensiero,
muore un uomo muore senza il vero.

Il pilota di Hiroshima un duro
alla maniera di John Wayne
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

Fuori nel mondo chissà dove,
nel riflesso del cielo nello stagno
striscia ancora la scia di vapore
del suo aereo e di quelle ore.

Il pilota di Hiroshima un duro
alla maniera di John Wayne
Ray Ban scuri, il lavoro era guerra,
ma negli occhi quel bimbo sulla terra.

Sente battere le ali,
sente il freddo tutto intorno a sé,
vede luce di luce più abbagliante
di quel sole esploso in un istante.

 

Foto tratta da qui.


2 commenti su “Le bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki nelle canzoni di De Gregori e dei Nomadi

  1. Cara Anna Lisa, ho scoperto oggi il tuo blog e ne sono entusiasta. Grazie per il viaggio che mi hai fatto compiere, un passo dopo l’altro per avvicinarmi ad un mondo sconosciuto ma attraente e originale. Ziapat

    • Cara Ziapat, il tuo commento mi fa molto piacere. Spero che il mio blog sia solo il punto di partenza di un viaggio meraviglioso nella sterminata e ricchissima cultura giapponese. A presto, e buona strada. 😉

      Anna Lisa

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