In seguito al terremoto e ai conseguenti, gravissimi problemi che stanno funestando il Giappone, mi sono spesso chiesta in questi giorni che senso avesse ora parlare nel blog di libri, letteratura, versi; talvolta mi è persino sembrato quasi un modo di voltare la testa dalla parte opposta della tragedia, di fingere che tutto vada come al solito.
Mi torna spesso alla mente un pomeriggio del gennaio scorso, all’ultimo piano della stazione di Nagoya, inondato dal sole. Chiacchierando con un’amica giapponese delle differenze tra i nostri due paesi, le chiesi come i suoi connazionali potevano aver fiducia nel nucleare, dopo aver subito diversi attacchi atomici. “Ma le centrali nucleari sono diverse; la loro energia è positiva, aiuta il Giappone”, mi disse.
Oggi ho deciso di interrompere il mio silenzio con una piccola pretesa: vorrei che le mie parole e i miei post servissero a ricordare che il popolo giapponese non è soltanto ripetutamente vittima del nucleare, ma soprattutto il custode di una cultura ricca e affascinante.
N. b.: mi sono vista costretta a nascondere _tutti_ i commenti a questo post, in quanto i toni si stavano man mano riscaldando. Il dibattito sul nucleare interessa a ragione molti di noi, compresa me; vi prego però di portarlo avanti in sedi diverse da questo spazio, che vorrebbe semplicemente trattare di libri e letteratura. Grazie.

Ricordo che da piccola, guardando il cartone animato di Kiss me Licia, mi chiedevo cosa preparasse Marrabbio, dato che mi pareva di non aver mai visto una cosa del genere; idem per quegli strani dolcetti di Doraemon. Solo molti anni dopo avrei saputo che si trattava, rispettivamente, degli okonomiyaki e dei dorayaki, due dei cibi giapponesi che amo di più.
si pensi, per esempio, a Morbose fantasie o La chiave.
Come si interseca il passato del Giappone, ricco di tradizioni, con il suo presente pop? A questa domanda hanno tentato di rispondere gli studiosi che sono stati impegnati in due edizioni del convegno “Wabi Sabi Cyber” (promosso dall’università “L’Orientale” di Napoli), i cui atti sono stati riuniti in Culture del Giappone contemporaneo. Manga, anime, videogiochi, arti visive, cinema, letteratura, teatro, architettura (Tunué, pp. 288, € 16,50).
(Via Negri 28, Cagliari): “Monogatari – Uno sguardo alla letteratura giapponese, dal Genji monogatari ad Haruki Murakami”, tenuto da Giorgia Zedda, con la collaborazione dell’associazione ViViArt. E’ richiesta la prenotazione e una quota di partecipazione di 10 euro. L’incontro fa parte della rassegna “Nihon bunka – Incontri di cultura giapponese”; il programma delle iniziative è consultabile
A coloro che vivono in quel di Firenze, suggerisco di partecipare martedì 22 febbraio, alle ore 16,30, alla conferenza “Murasaki Shikibu, signora del romanzo: il genio e l’eleganza, che si terrà presso il Palazzo Giugni (via Alfani 48, Firenze).
Grazie alla domanda di una lettrice, Claudia, stamattina ho scoperto una piccola chicca online: l’ebook gratuito de L’angusto sentiero del nord (Oku no Hosomichi) di Matsuo Bashō, il fondatore del genere haiku nella forma che si è soliti definire canonica. Si tratta di una delle opere fondamentali del poeta che – attraverso haiku e brevi prose – descrive il suo lungo pellegrinaggio poetico, compiuto nel 1694, poco prima di morire, nel Giappone settentrionale.
Il tè è la bevanda per eccellenza del Sol Levante; le sue origini –