Poche parole

In seguito al terremoto e ai conseguenti, gravissimi problemi che stanno funestando il Giappone, mi sono spesso chiesta in questi giorni che senso avesse ora parlare nel blog di libri, letteratura, versi; talvolta mi è persino sembrato quasi un modo di voltare la testa dalla parte opposta della tragedia, di fingere che tutto vada come al solito.
Mi torna spesso alla mente un pomeriggio del gennaio scorso, all’ultimo piano della stazione di Nagoya, inondato dal sole. Chiacchierando con un’amica giapponese delle differenze tra i nostri due paesi, le chiesi come i suoi connazionali potevano aver fiducia nel nucleare, dopo aver subito diversi attacchi atomici. “Ma le centrali nucleari sono diverse; la loro energia è positiva, aiuta il Giappone”, mi disse.
Oggi ho deciso di interrompere il mio silenzio con una piccola pretesa: vorrei che le mie parole e i miei post servissero a ricordare che il popolo giapponese non è soltanto ripetutamente vittima del nucleare, ma soprattutto il custode di una cultura ricca e affascinante.

N. b.: mi sono vista costretta a nascondere _tutti_ i commenti a questo post, in quanto i toni si stavano man mano riscaldando. Il dibattito sul nucleare interessa a ragione molti di noi, compresa me; vi prego però di portarlo avanti in sedi diverse da questo spazio, che vorrebbe semplicemente trattare di libri e letteratura. Grazie.

Podcast di “Nihonga: visioni di Giappone” di G. C. Calza

Se voi foste i curatori del palinsesto radiofonico della Rai, quale spazio dell’anno e della giornata affidereste a un esperto per un programma dedicato al Giappone? Ovvio: alle 20, dal 18 luglio al 12 agosto, così chiunque voglia ascoltarlo sia o in vacanza, o tramortito da una giornata d’afa.
E’ questo infatti l’orario che era stato riservato a Gian Carlo Calza, docente di Storia dell’arte dell’Asia orientale, per il suo Nihonga: visioni di Giappone, andato in onda l’anno scorso. Polemiche a parte, la Rai ha saputo (in parte) farsi perdonare mettendo online le ben venti puntate che hanno allietato la passata estate dei nippofili, dedicate alla trattazione di molteplici aspetti della cultura del Sol Levante. Potete trovare tutto il materiale qui, fruibile e scaricabile gratuitamente.
Buon ascolto.

Presentazione a Roma di “Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante” ed esposizione

Ricordate che, qualche tempo fa, vi ho parlato di Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante, di Stefano Faravelli? Bene: sabato 26 febbraio, alle ore 17, a Roma verrà presentata l’opera presso il Museo nazionale d’arte orientale ‘Giuseppe Tucci’ (Via Merulana 248). Inoltre, presso la stessa struttura, sarà possibile visitare sino al 13 marzo una mostra che raccoglie i disegni originali riprodotti nel libro.

Non solo sushi con “La cucina manga”

Ricordo che da piccola, guardando il cartone animato di Kiss me Licia, mi chiedevo cosa preparasse Marrabbio, dato che mi pareva di non aver mai visto una cosa del genere; idem per quegli strani dolcetti di Doraemon. Solo molti anni dopo avrei saputo che si trattava, rispettivamente, degli okonomiyaki e dei dorayaki, due dei cibi giapponesi che amo di più.
La Kappa edizioni ha fortunatamente pensato a tutti coloro che sono entrati in contatto con la cucina del Sol Levante attraverso i loro personaggi preferiti, dando alle stampe La cucina dei manga (Kappa edizioni, pp. 144, € 14, ora in offerta su Amazon.it a € 11,90) di Yoko Ishihara, con illustrazioni di Chihiro Hattori. Il volume permette non soltanto di scoprire i principali ingredienti utilizzati in Giappone, ma soprattutto insegna come adoperarli per realizzare passo dopo passo gustosi piatti, avvalendosi di vignette in stile manga.
E per chi ha ancora voglia di cimentarsi ai fornelli, ricordo anche In cucina con Banana Yoshimoto. Buone letture e buon appetito!

Nuova edizione per le “Storie di Yokohama” di Tanizaki

Tanizaki Jun’ichirō è spesso ricordato per le sue storie non prive di sensualità ed erotismo decadente ; si pensi, per esempio, a Morbose fantasie o La chiave.
Oggi vorrei però segnalarvi un’opera molto meno conosciuta, vale a dire la raccolta Storie di Yokohama, di recente riedita da Cafoscarina (pp. 190, € 15; trad. a cura di Luisa Bienati), che custodisce tre racconti composti nei primi anni ’20 (Minato no hitobito, ossia La gente del porto; Aoi hana, Fiore blu; Ave Maria), ispirati dal grande amore che il giovane scrittore provava per la città giapponese, poi sconquassata dal terremoto del primo settembre 1923.

Fra tradizione e pop: “Culture del Giappone contemporaneo”

Come si interseca il passato del Giappone, ricco di tradizioni, con il suo presente pop? A questa domanda hanno tentato di rispondere gli studiosi che sono stati impegnati in due edizioni del convegno “Wabi Sabi Cyber” (promosso dall’università “L’Orientale” di Napoli), i cui atti sono stati riuniti in Culture del Giappone contemporaneo. Manga, anime, videogiochi, arti visive, cinema, letteratura, teatro, architettura (Tunué, pp. 288, € 16,50).
Ancora non ho avuto modo di sfogliare il libro, ma avendo partecipato a uno dei congressi, sono certa sia un’opera di ottima qualità, che riunisce prospettive e interessi eterogenei.

Ad aprile, a Cagliari, incontro sulla letteratura giapponese

Segnalo rapidamente un interessante evento che si terrà il 16 aprile 2011 presso “Il ridotto” (Via Negri 28, Cagliari): “Monogatari – Uno sguardo alla letteratura giapponese, dal Genji monogatari ad Haruki Murakami”, tenuto da Giorgia Zedda, con la collaborazione dell’associazione ViViArt. E’ richiesta la prenotazione e una quota di partecipazione di 10 euro. L’incontro fa parte della rassegna “Nihon bunka – Incontri di cultura giapponese”; il programma delle iniziative è consultabile cliccando qui.
Per informazioni e iscrizioni: viviart@hotmail.it, nihonbunka@hotmail.it.

A Firenze conferenza su Murasaki Shikibu

 

A coloro che vivono in quel di Firenze, suggerisco di partecipare martedì 22 febbraio, alle ore 16,30, alla conferenza “Murasaki Shikibu, signora del romanzo: il genio e l’eleganza, che si terrà presso il Palazzo Giugni (via Alfani 48, Firenze).
Ricordo che Murasaki Shikibu è l’autrice della principale opera della letteratura giapponese, il Genji monogatari, ritenuto da alcuni studiosi il primo romanzo psicologico della storia.
L’evento – organizzato dal Lyceum Club Internazionale, con la collaborazione e della Fondazione il Fiore e della Fondazione Roberto Capucci – vedrà la partecipazione di Maria Teresa Orsi (professore Ordinario di Lingua e Letteratura Giapponese), Ikuko Sagayama (Professore Ordinario di Lingua e Letteratura Giapponese), e Maria Teresa Giaveri (Professore Ordinario di Letteratura Comparata).

Ebook de “L’angusto sentiero del nord” di Matsuo Bashō (haiku)

Grazie alla domanda di una lettrice, Claudia, stamattina ho scoperto una piccola chicca online: l’ebook gratuito de L’angusto sentiero del nord (Oku no Hosomichi) di Matsuo Bashō, il fondatore del genere haiku nella forma che si è soliti definire canonica. Si tratta di una delle opere fondamentali del poeta che – attraverso haiku e brevi prose – descrive il suo lungo pellegrinaggio poetico, compiuto nel 1694, poco prima di morire, nel Giappone settentrionale.

La traduzione che vi presento oggi è stata curata da Nicolas Bouvier e da Cesare Barioli, ed è disponibile su internet grazie alla cortesia di Cascina Macondo; potete consultare il volume qui.

Vi consiglio, infine, di accompagnare la lettura con i commenti dello scrittore Howard Norman (per visualizzarli basta cliccare sulla località) per il National Geographic, riguardanti proprio l'”angusto sentiero”. Ricordo inoltre le immagini di  Michael Yamashita (una è qui a lato) dedicate ai viaggi di Bashoo, di cui ho parlato anche in questo post.

Daruma, il tè e la meditazione

Il è la bevanda per eccellenza del Sol Levante; le sue origini – ci ricorda Una stanza tutta per (il) tè sono lontane nel tempo e nello spazio.
Sebbene nell’immaginario popolare il tè rievochi alla mente principalmente la raffinata cerimonia (talvolta non priva di presunte sfumature erotiche, come aveva notato Mishima),  locha (questo il suo nome in giapponese) ha – secondo un poetico racconto secolare – radici molto più umili e, per certi versi, filosofiche:

[…] Secondo la leggenda, il tè ebbe origine con Daruma, fondatore della setta Zen del Buddhismo. Si narra che egli abbia viaggiato dell’India alla Cina portando con sé la sacra ciotola dei patriarchi. Al “Buddha bianco”, com’era chiamato dai Cinesi, venne dato asilo in un tempio collocato in una grotta, in montagna, dove rimase a meditare per nove anni, guadagnandosi il titolo di “santo che guarda fisso”. Durante una delle sue meditazioni si addormentò. Quando si risvegliò era così dispiaciuto che si tagliò le palpebre, per essere sicuro che mai più avrebbe commesso una simile trasgressione. Nel punto in cui erano cadute le sue palpebre, crebbe dal suolo una strana pianta, le cui foglie avevano la proprietà di scacciare il sonno. Il germe del Chanoyu* era stato gettato – la meditazione!

Julia V. Nakamura, La cerimonia del tè. Un’intepretazione per occidentali

* Chanoyu significa letteralmente “acqua calda per il tè”, ed è l’espressione con cui di solito si designa la cerimonia del tè.