“Koto” di Kawabata Yasunari, o le stagioni dell’anima

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koto kawabata giovani amanti della città imperiale burUn lago che pare appena increspato da qualche onda, o da una brezza improvvisa: questa, per me, è una delle immagini che meglio riassume Koto ovvero i giovani amanti dell’antica città imperiale di Kawabata Yasunari (trad. di M. Teti, pp. 160, BUR, € 7,23).

Un romanzo impalpabile ma denso, in cui nulla pare accadere in superficie perché tutto è, essenzialmente, un susseguirsi di vicende e moti interiori, come ben sperimenta la protagonista Chieko. Allevata con mille premure da un disegnatore di kimono e da sua moglie in una Kyoto dal fascino retro, la ragazza – d’indole malinconica e pensierosa – ha da sempre nutrito sospetti verso il suo passato e le sue vere radici. Dopo l’incontro fortuito con una sconosciuta, sembra quasi farsi certezza il dubbio che i genitori, in realtà, non siano tali: e, pur di conoscere la verità, la giovane è pronta a mettere in discussione ogni punto saldo e ogni consolazione.

L’animo di Chieko muta in armonia con le diverse stagioni, sapientemente descritte da Kawabata attraverso i cambiamenti della natura e le ricorrenze tradizionali (quali matsuri, parate, riti…). La solitudine delle violette che inaugura l’opera lascia così il posto ai ciliegi carichi di fiori, ai presagi dell’autunno e, poi, ai cedri velati appena dalla neve, che paiono stringersi assieme per proteggersi l’un l’altro, quasi a voler custodire un segreto: lo stesso che la solitaria fanciulla, ormai diventata donna, deciderà di condividere con chi ama.

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E’ possibile leggere un saggio di Mariella Soldo dedicato a Koto sempre qui nel blog, a questo indirizzo.


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