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“Panorami giapponesi” a Bologna per ricordare Mishima

Ancora un’iniziativa per commemorare il quarantesimo anniversario della morte di Mishima: prende il nome di “Panorami giapponesi” e avrà luogo il 25 novembre a Bologna.
Ringrazio Paola per la segnalazione. Ecco il programma:

In occasione del quarantennale della morte del grande scrittore e drammaturgo giapponese Yukio Mishima, che cade esattamente il 25 novembre, si terrà a Bologna, presso il teatro Dehon, via Libia 59, una grande manifestazione pluridisciplinare intitolata PANORAMI GIAPPONESI, che comprende:
– Un convegno nazionale intitolato MISHIMA, MOM AMOUR – L’UOMO, LO SCRITTORE, L’ONORE
– Una lettura di Haiku accompagnata da danze Butoh intitolato LE QUATTRO STAGIONI DELL’ANNO
– La proiezione di un film su Mishima intitolato MISHIMA – A LIFE IN FOUR CHAPTERS di Paul Schrader
– La prima nazionale dello spettacolo MADAME DE SADE di Yukio Mishima (Regia di Piero Ferrarini;(Lo spettacolo parteciperà al Nippon Festival di Lugano)
– La presentazione del volume TEATROAPERTO/35 a cura di Piero Ferrarini, edito da Persiani in occasione dei 35 anni di attività della compagnia

A Roma Ito Ogawa parla del suo “Ristorante dell’amore ritrovato”

Notizia flash, presa pari pari dalla newsletter Neri Pozza:

Giovedì 18  novembre,  alle ore 10.30, presso il Tempio di Adriano, Piazza di Pietra a Roma, Ito Ogawa parlerà del suo romanzo “Il ristorante dell’amore ritrovato”. Interviene con l’autrice, il regista giapponese Minoru Kurimura. Modera l’incontro Gianluca Coci.

A Cagliari “Il Giappone di Yukio Mishima”

Per commemorare il quarantesimo anniversario della morte di Mishima, che ricorre il 25 novembre, in tutta Italia si stanno organizzando eventi e giornate di studio.
Per la stessa ragione, dal 13 novembre, a Cagliari, presso il C.I.S. (Centro di Iniziative Sociali; piazza del Carmine n.4),  avrà luogo la serie di incontri “Il Giappone di Yukio Mishima”, organizzati dall’Associazione Culturale “Caravella”, che spazieranno dal cinema all’Aikido.  Qui sotto il programma completo (cliccateci su per ingrandirlo):

Eventi legati al Giappone al festival “Tradurre (in) Europa” di Napoli

Mi dispiace segnalare ai lettori che – diversamente da quanto indicato tempo fa –  Yoshimoto Banana e Murakami Haruki non saranno presenti al festival <<Tradurre (in) Europa>>, che si terrà a Napoli dal 22 al 29 novembre 2010.
All’interno della rassegna (che vi consiglio di seguire per intero) figureranno comunque eventi legati al Giappone:
–  mercoledì 24 novembre, alle ore 12, presso l’Accademia di Belle Arti – Spazio èkphrasis, III, avrà luogo <<Haiku occidentali-orientali>>, a cura di Maria Rosa Piranio in collaborazione con Edizioni Empiria, con letture di Terri Olivi e Riccardo Duranti, e fotografie di Silvia Stuky. Interverrà anche Carla Vasio (Edizioni Empiria).
Venerdì 26 novembre, presso il Caffé Eva Luna, alle ore 20.30, sarà la volta di <<Dalle nove a mezzanotte: voci dal Novecento>> (a cura di Ilaria Fantappié): Gianluca Coci leggerà Oe Kenzaburo.
Sabato 27 novembre, alle ore 12, presso la fumetteria Alastor – Spazio èkphrasis, V, avrà luogo un incontro dal titolo <<Tradurre fumetti. Dal manga giapponese al graphic novel brasiliano>> (a cura di Daniela Allocca e Gabriella Sgambati), con Manuela Capriati, Clelia Pinto, Marcello Buonomo; moderatore Antonio Iannotta.

Nuova edizione dello “Hagakure”

Quando si parla di samurai, all’uomo medio vengono in mente scene degne di Kurosawa Akira o, al contrario, di uno scalcinatissimo film di serie B, a base di “ghesce” sospiranti e “katane” sguainate.
Nella realtà storica, naturalmente (e per fortuna) le cose stanno in ben altro modo. Ci aiuta a comprendere ciò uno dei testi appartenenti alla cultura nipponica più fraintesi, vale a dire l’Hagakure di Yamamoto Tsunetomo, da poco pubblicato in una nuova edizione realizzata da Francesca Meddi (pp. 87, € 8.0) per la casa editrice Solfanelli (che ringrazio per l’omaggio), corredata di due interessanti saggi di approfondimento trasversale (L’ultimo samurai?, dedicato a Mishima, e Lo stoicismo e lo zen).
Il testo – il cui titolo significa <<All’ombra delle foglie>> – è pù spesso conosciuto come Codice segreto dei samurai, quando in realtà – come viene precisato nell’introduzione della curatrice – era originariamente rivolto soltanto ai giovani appartententi allo stesso han (il territorio retto dal daimyo) dell’autore.
I riferimenti alla morte, alla dignità e all’orgoglio (in ambito pubblico e privato) presenti in quest’opera sono stati e purtroppo sono ancora fraintesi, col risultato di ricondurre tutto ad un’errata e riduttiva visione decadente dei valori del Sol Levante, che avrebbe il suo sbocco naturale nel seppuku di Mishima e nella pratica suicida dei kamikaze della seconda guerra mondiale. In realtà, il reale significato di questi raccolta di aneddoti e aforismi va scoperto pagina dopo pagina, con pazienza, alla luce della storia e dei costumi nipponici.
Concludo citandovi uno dei brani che ho preferito:

Un samurai disse: <<Ci sono due tipi di orgoglio: uno interiore ed uno esteriore. Ma solo se si possiedono entrambi, si rivelerà utile. Paragoniamo l’orgoglio alla lama affilata di una spada: sarà bene che questa venga tenuta riposta nel fodero e di tanto in tanto sguainata, brandita, ripulita e poi nuovamente rinfoderata. Se venisse brandita in continuazione susciterebbe il timore degli altri, allontanando non solo i nemici, ma anche gli alleati. Sarebbe un errore anche il tenerla sempre riposta nel fodero, perché perderebbe la sua affilatura e si ricoprirebbe di ruggine, suscitando il disprezzo e lo scherno della gente.>>

Eventi giapponesi in area bolognese

Grazie a Fraimirtilli, vi segnalo alcune interessanti iniziative connesse al mondo della scrittura che si terranno in area bolognese, curate dall’Associazione Culturale Takamori.
Cominciamo con ordine:
– 27 novembre, ore 16: “Donne e scrittura nel Giappone odierno: rinnovate sfide o nuovi limiti?
L’incontro – tenuto dalla dott.ssa  Tiziana Carpi – si terrà presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena ed è a ingresso gratuito.
Questa la presentazione:

Se si considera che le scrittrici giapponesi di inizio Novecento hanno avuto, dopo alcuni secoli di invisibilità, il ruolo di portavoce delle donne in un tempo di profondi cambiamenti politici e sociali, quale ruolo può ricoprire ora la nuova generazione di scrittrici che dagli anni ’70-’80 ha invaso, e in alcuni casi sconvolto, il panorama letterario contemporaneo? A partire dalle più note quali Yoshimoto Banana e Yamada Eimi, sino a toccare nomi più recenti come Kawakami Mieko, Kanehara Hitomi e Wataya Risa ed altre ancora, in un breve ma fitto excursus, si indagherà su chi sono, cosa e come scrivono e quali sfide lanciano al nuovo modo di “fare” e “fruire” letteratura in Giappone e al di fuori di esso.

– 11 dicembre, ore 10: “Arte ed educazione alla scrittura nella calligrafia giapponese.”
L’incontro – tenuto dalla dott.ssa Rita Casadei e con la partecipazione di Arimitsu Yasuko – si terrà presso la Sala dello Zodiaco, Palazzo Malvezzi (Via Zamboni 13 Bologna).
Ed ecco la presentazione:

La scrittura giapponese è da secoli considerata una forma d’arte a tutti gli effetti. Per secoli, i monaci buddhisti hanno trascritto sutra elaborando nuove forme di calligrafia che si sono cristallizzate col tempo in nuove forme artistiche di scrittura. Ciò che può sembrare del tutto naturale, è però frutto di un minuzioso studio delle forme. Al fine di penetrare in profondità i meandri di questa forma artistica, verrà illustrato il concetto di forma, tuttora condivisa a livello quotidiano, quale modulo condiviso per lo sviluppo della coscienza morale giapponese,. Alla parte teorica viene affiancata una dimostrazione pratica di calligrafia da parte della Sig.ra Arimitsu Yasuko.

A Roma gruppo di lettura dedicato a “Le note del guanciale” (6 e 20 novembre)

Non di rado accade che alcune interessanti opere della letteratura giapponese siano poco lette a causa dei riferimenti al periodo storico in cui hanno visto la luce, difficilmente comprensibili a chi non ha una buona conoscenza dell’epoca.
Chi frequenta Roma avrà la possibilità di “decifrare” Le note del guanciale sotto la guida della dott.ssa Gala Maria Follaco, all’interno dell’apposito gruppo di lettura promosso da Doozo Art, books and sushi (Via Palermo 51-53), che si riunirà sabato 6 novembre e sabato 20 novembre, dalla 17:30-19:30.
Gli eventi  sono a ingresso gratuito ed è richiesta la prenotazione (info@doozo.it; tel. 06-4815655).
Ecco qualche notizia in più tratta dal comunicato stampa:

Nei due incontri si effettuerà la lettura dell’opera accompagnata da spiegazioni sull’epoca storica, sulla figura  dell’autrice e sulle dinamiche della vita delle dame nella corte Heian.
Nel primo incontro si introdurrà il contesto storico, con particolari riferimenti alla composizione delle due corti, all’educazione impartita alle donne, alla posizione di Sei Shōnagon e alla rivalità con l’altra grande scrittrice sua contemporanea, Murasaki Shikibu. Si presenterà poi l’opera, ponendo in risalto la peculiarità del genere zuihitsu, di cui è archetipo. Si leggeranno i passi più significativi e più famosi.
Nel secondo incontro si procederà con la lettura di parti raggruppate secondo grandi tematiche, come il ciclo delle stagioni, i rapporti tra uomini e donne, le cerimonie religiose e l’atteggiamento verso la letteratura e le arti. A conclusione del secondo incontro si discuterà insieme dell’immagine del Giappone Heian emersa dalla lettura delle note di Shōnagon.

La stanza del tè

Sono felice di inaugurare il sito con una collaborazione di qualità, nuova di zecca: sto parlando di Francesca e di Una stanza tutta per (il) tè, blog dedicato non soltanto ai mille profumi e sapori della bevanda orientale, ma anche e – forse, soprattutto – alle sensazioni e ai pensieri che essa stimola.
Dal momento che non c’è nulla di meglio che leggere un buon libro sorseggiando un’ottima tazza bollente, ogni mese vi proporrò una pagina tratta da un volume nipponico, a cui Francesca abbinerà un tè. Tutti i post compartecipati saranno poi riuniti nell’apposita sezione La stanza del tè.
Chiunque volesse suggerirmi libri o pagine, è il ben accetto. A questo punto, non mi resta che augurarvi buone letture e buon tè.

www.bibliotecagiapponese.it

I più perspicaci forse avranno notato che, da qualche giorno, i post del blog vengono visualizzati in uno spazio esterno a WordPress.
Oggi annuncio poco solennemente, ma con un bel sorriso, la nascita di www.bibliotecagiapponese.it, che vuole rinnovarsi non soltanto nel nome, ma anche nei contenuti e nei progetti.
La grafica deve ancora stabilizzarsi, alcuni elementi (come il blogroll) devono ritrovare il loro posto, qualche commento presente nel vecchio blog dev’esser ripescato dal mare magnum di internet… ma tutto fra poco (almeno spero) dovrebbe sistemarsi.
Permettemi un breve momento sentimentale per ringraziare mio fratello (consulente informatico – suo malgrado – h 24/24 e fornitore di sushi homemade), A., e, naturalmente, tutti i miei lettori, in particolare Barbara, Barbara “la cuoca”, Oz e Fraimirtilli.
Ancora grazie e buone letture. 🙂

Nuova uscita: “Nihon Eiga-Storia del Cinema Giapponese dal 1970 al 2010”

Spesso, purtroppo, se si chiede a uno spettatore disattento quali film sul Giappone lo abbiano maggiormente colpito, ci sono buone possibilità che la scelta ricada su Memorie di una geisha e Kill Bill.
Eppure, il cinema nipponico contemporaneo presenta un quadro ricco e mosso, non di rado ignorato dal sistema di distribuzione cinematografica italiana e, talvolta, persino dai critici. Tenta di rimediare a queste gravi mancanze il recentissimo Nihon Eiga – Storia del Cinema Giapponese dal 1970 al 2010 (esf edizioni, pp. 222, € 17), a cura di Enrico Azzano, Raffaele Meale e Riccardo Rosati.
Non si tratta del solito manuale iperspecialistico per addetti ai lavori, ma di un volume — frutto di una sincera passione — che si propone di accompagnare cinefili e semplici curiosi alla scoperta di un universo sconosciuto ai più. L’impresa può dirsi riuscita con successo, sotto tutti i punti di vista: l’appassionato può soffermare la sua attenzione su un approfondito inquadramento storico, sociologico e culturale della materia, mentre l’esperto trova pane per i suoi denti nelle apposite sezioni riservate all’analisi di diciassette registi (Takeshi Kitano, Hayao Miyazaki, Satoshi Kon, solo per citare i più noti) e venticinque film (Patriotism, Il mio vicino Totoro, etc).
A tutti coloro che vivono a Roma, consiglio di partecipare alla rassegna cinematografica legata al volume, che si tiene al cinema Detour (Via Urbana 107; http://www.cinedetour.it) . Per il programma, cliccare qui.