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Omossessualità in Giappone: eventi a Roma

L’omosessualità, purtroppo, in molte culture (compresa la nostra) è ancora un tabù. Per questa ragione, sono felice di presentarvi una serie di eventi dedicati a questo tema che si svolgeranno a Roma presso il Doozo Art (via Palermo 51/53, dalle parti di via Nazionale), mercoledì 30 giugno 2010 alle ore 18.30. Questo il programma:

TUTTI I COLORI DEL GIAPPONE. RIFLESSIONI SULLE IDENTITÀ SESSUALI
Interventi:
h 18:30 DIRITTI UMANI E SESSUALITÀ IN GIAPPONE Maria Gioia Vienna
h 19:00 PERCORSI DI LETTERATURA OMOEROTICA: IL CASO
…GIAPPONESE
Diego Cucinelli
h 19:30 LA CONDIZIONE DEGLI OMOSESSUALI IN GIAPPONE
Giulia Carri

Il libro consigliato del giorno è Il grande specchio dell’omosessualità maschile (Frassinelli, pp. 368, € 9,30) di Ihara Saikaku (1642-1693).

Ps: colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che lasciano commenti nel blog: grazie mille, sia che esprimiate idee simili alle mie, sia che la pensiate in modo completamente diverso. Senza di voi il blog sarebbe un noioso monologo. 🙂

Imparare il giapponese e i kanji con i manga

Per tutti i disperati che, come me, confondono i kanji, dimenticano di continuo il loro significato e così via, la Kappa edizioni ha compiuto una buona azione:  è infatti fresco di stampa il volume Giapponese coi manga. Impara gli ideogrammi di Chihiro Hattori e Glenn Hardy (pp. 193, 12 euro).
Tanto per rimanere in argomento, ricordiamo anche, sempre della Kappa edizioni, Il giapponese a fumetti. Corso base di lingua giapponese attraverso i manga di Marc Bernabé (pp. 293, € 22) e, sempre dello stesso autore, Il giapponese a fumetti. Vol. 2: Corso intermedio di lingua giapponese attraverso i manga (pp. 208, € 22), appena uscito.
Buone letture.

Maison de la culture du Japon a Parigi

Una domenica mattina umida e grigia come questa mi pare un buon pretesto per sognare da lontano Parigi.


Dopo il post sulla libreria Junku , oggi è la volta della Maison de la culture du Japon à Paris (ossia Casa della cultura del Giappone a Parigi), che purtroppo non ho mai visitato.
La Maison propone un gran numero di eventi ed iniziative: concerti di jazz e non solo (per esempio, della cantante nippo brasiliana Lisa Ono, che vi consiglio), atelier musicali, laboratori di cucina, conferenze (su teatro, politica, filosofia, cultura giapponese, etc.), proiezioni di documentari e film, e molto altro.
Il programma dei corsi offerti è variegato: alla Maison è possibile imparare, oltre che la lingua giapponese, la calligrafia, il go, l’ikebana, il chadô (letteralmente, “la via del tè”, ossia la cerimonia del tè), l’arte dei manga, e persino il kôdô (l’affascinante “via dell’incenso”) e come comporre haiku, insieme alla  poetessa Madoka Mayuzumi.
Non mancano neppure le attività per i bambini, come i corsi di origami e quelli di introduzione all‘umami, il quinto sapore.
I prezzi sono piuttosto onesti e ci sono sconti per bambini e studenti al di sotto dei ventisei anni.
Per concludere, ecco alcuni dati utili.  La Maison è situata al 101 bis, quai Branly 75015, Parigi. Il centro è aperto dal martedì al sabato, dalle 12 alle 19; il giovedì sera sino alle 20. I giorni festivi, le domeniche e i lunedì è chiuso, così come dal 1 al 31 agosto. Per avere maggiori informazioni telefonate a 01 44 37 95 01 o visitate http://www.mcjp.fr/.
A questo punto, non posso che augurarmi che qualcuno di voi abbia già fatto il biglietto per Parigi. 😉
[Le foto sono tratte dal sito http://www.mcjp.fr/]

"1Q84" di Murakami: in Giappone è uscito il terzo volume

Per tutti i fan di Murakami, in attesa che la sua ultima fatica letteraria, 1Q84, esca in Italia, un’anticipazione del terzo volume, appena apparso in Giappone. Dei due precedenti abbiamo già parlato qui.
L’articolo presentato è di Yoko Kubota.

TOKYO (Reuters) – I fan giapponesi si sono lanciati oggi sul nuovo volume del romanzo “1Q84” dell’acclamato Haruki Murakami, dopo aver atteso per quasi un anno dall’uscita dei primi due episodi della surreale love story.

“Resterò alzata tutta la notte per leggerlo”, dice Ayako Arai, una 29enne impiegata in un’agenzia pubblicitaria che si è accaparrata una copia del libro di 602 pagine, che costa l’equivalente di 14 euro.

“E’ passato un po’ da quando ho letto il volume uno e due… lo stavo aspettando”.

I primi due volumi di “1Q84”, che raccontano la storia di una donna, Aomame, e di un uomo, Tengo, affrontano temi come i culti, la violenza e la perdita, il sesso, l’amore e l’omicidio.

Decine di persone si sono messe in fila in tarda serata davanti alle librerie di Tokyo per comprare il terzo libro a mezzanotte, hanno scritto i media.

La vendita del libro -con un titolo che ricorda il “1984” di George Orwell, anche perché il 9 in giapponese si pronuncia come la lettera Q in inglese – sono da record anche per Murakami, uno degli scrittori giapponesi più letti al mondo.

Dei primi due volumi di “1Q84” sono state stampate in totale oltre 2 milioni e 400mila copie rilegate, per il terzo se ne stamperanno 700mila nelle prossime settimane.

L’uscita dell’ultimo volume, come quella dei primi due, è stata circondata dal mistero: solo sette persone e l’editore hanno potuto leggere il manoscritto e i libri sono stati spediti nelle librerie in scatole di cartone, anziché nel solito involucro di plastica.

Le opere del 61enne Murakami, che è da tempo al centro dell’attenzione dei media come potenziale vincitore del Nobel, sono state tradotte in oltre 40 lingue.

Di “1Q84” è in corso la traduzione in diversi paesi, ma non si hanno informazioni sulla pubblicazione.

Novità: "Ricordi di mia madre" di Inoue Yasushi

Aggirandomi in libreria, quest’oggi ho scoperto un’interessante novità: a marzo è infatti uscito in libreria, presso i raffinati tipi dell’Adelphi, Ricordi di mia madre di Inoue Yasushi (pp. 150, € 17). Purtroppo non ho avuto modo neppure di leggerne una riga; vi allego, però, la presentazione dell’autore.

«Mia madre dava l’impressione di essere un meccanismo rotto. Non era malata, ma una parte di lei aveva ceduto… Le parti integre e quelle compromesse si mischiavano di continuo ed era arduo distinguerle. Nonostante fosse afflitta da una notevole mancanza di memoria, vi erano particolari che ricordava perfettamente». Così leggiamo in questi Ricordi di mia madre, in cui Inoue cela, con pudore, il suo lato più intimo e dolente. E non possiamo non ascoltare partecipi quella voce che ci spiega come la donna «avesse incominciato a cancellare a ritroso, con una gomma, la lunga linea della sua vita», del tutto inconsapevolmente, «perché a tenere in mano la gomma era quell’evento ineluttabile che è la vecchiaia». Vecchiaia su cui Inoue ci offre, con quest’opera in tre tempi, pagine fra le più intense che abbia mai scritto, dove riesce a trovare la misura perfetta, con una delicatezza di tratto che nulla concede all’effusione sentimentale, per raccontare un lento congedo, raffigurare angosce primordiali ed evocare immagini che si incidono nella memoria. Come quella dell’anziana donna che – con una lampadina tascabile in mano – vaga di notte nella casa del figlio, senza che sia possibile sapere se ora, nella sua mente, lei è la madre alla disperata ricerca del bambino perduto o la bambina smarrita in cerca della mamma.

"A briglia sciolta", nuovo romanzo di Mishima

Mentre girovagavo qua e là per la rete, ho scoperto con piacere che una settimana fa è uscito un nuovo romanzo di Mishima, A briglia sciolta (Feltrinelli, pp. 432, € 14).
Questa la presentazione tratta dalla quarta di copertina:

Giappone 1932-1933: sono anni di crisi in cui vengono compiuti una serie di attentati da parte di gruppi estremisti. Honda Shigekuni, che avevamo già incontrato in Neve di primavera, ricompare come protagonista in questo secondo episodio della tetralogia di Mishima nelle vesti di giudice della Corte di appello di Osaka. Ha compiuto trentotto anni, da dieci anni è sposato con la mite Rie, da cui non ha avuto figli, e conduce una vita tranquilla e abitudinaria. Un giorno però gli capita di presenziare a un torneo di kendo e fa la conoscenza di Isao linuma, che per Honda è la reincarnazione dell’aristocratico compagno di scuola Kiyoaki Matsugae, la cui morte aveva segnato per lui la fine della giovinezza. Isao è il figlio di Shigeyuki linuma, il vecchio precettore di Kiyoaki e ora presidente di un’associazione patriottica della destra. Suo figlio, a soli diciannove anni, è un campione di kendo, un atleta che sprigiona energia e coraggio virili ma anche un ragazzo ancora puro e ingenuo. Nonostante il turbamento e la nostalgia, Honda è felice di aver ritrovato l’amico la cui vita è avvinghiata alla sua come un bel rampicante all’albero e si sente rinato a sua volta. Isao però, cresciuto nel rispetto del codice dei samurai, cova il mito dell’intransigenza verso il potere ingiusto e corrotto che giustifica la rivolta e in caso di sconfitta prevede il suicidio. Honda cerca di metterlo in guardia dai rischi, ma Isao ormai è avviato sulla via senza ritorno della sovversione restauratrice.

"Leggero il passo sui tatami" di Antonietta Pastore

Dopo il Giappone delle donne, sta per arrivare nelle nostre librerie un nuovo volume firmato da Antonietta Pastore, in cui racconta l’esser donna oggi in Giappone. Leggero il passo sui tatami (Einaudi, 2010, pp. 192, 13,50 €) – questo il delicato titolo – si presenta, infatti, come un incontro vissuto col Sol Levante in prima persona, giorno dopo giorno, anno dopo anno, con la curiosità e, allo stesso tempo, gli indugi di uno sguardo straniero.
Questa la recensione nel sito dell’editore:

«Ma non si stancano mai questi giapponesi, mi viene a volte da pensare, di controllare sempre ogni gesto e fare tante cerimonie? Di non dire mai una parola di troppo, non mangiare per la strada, mettere la mascherina quando sono raffreddati, sorridere di continuo, inchinarsi in ogni momento?»

Quando vi offrono il tè, i giapponesi pongono la tazza non al centro del vassoio, «ma un po’ di lato, in un punto intuitivamente calcolato in modo da creare un equilibrio ben più originale e poetico di quello che imporrebbe l’estetica occidentale, banalmente basata sulla simmetria». Ma come si concilia tanta finezza con le musichette assordanti nei luoghi pubblici e le ragazze in uniforme che si inchinano come automi, all’ingresso dei grandi magazzini, per dare il benvenuto a clienti che le ignorano?
Nel corso di sedici anni di vita in Giappone, la fascinazione iniziale per la raffinatezza del gusto, la soavità dei gesti femminili, la discrezione e la delicatezza delle persone lascia così il posto al fastidio per l’apparente ipocrisia, la formalità e la rigidità dei giapponesi.
Ma il percorso dell’autrice, e del lettore, segue un doppio movimento.
A poco a poco, infatti, il sospetto di non aver capito fino in fondo i meccanismi di questa società, di non averne colto l’essenza, si fa strada. E allora Antonietta Pastore mette in discussione i suoi parametri interpretativi e comportamentali: quelli propri di noi occidentali.
Storie minime, spesso divertenti, compongono il racconto di questo libro curioso: l’intimità forzata durante un fine settimana in montagna con i colleghi, il ricorso di un uomo a una veggente per trovare l’anima gemella, una serata danzante tutt’altro che voluttuosa, la gentilezza un po’ invadente di un venditore al castello di Hikone…
Anche grazie alla letteratura giapponese e all’apprendimento degli ideogrammi, l’autrice si cimenta nella comprensione di una cultura piena di contraddizioni, «sofisticata e al tempo stesso provinciale, ipertecnologica ma per certi versi arretrata, ipocrita eppure onesta».
Arrivando alla definitiva consapevolezza che si tratta davvero di un mondo particolare, fuori da tutti i luoghi comuni, a cui non si può che tentare di avvicinarsi all’infinito.
E in questo avvicinamento Antonietta Pastore ci accompagna generosa, con la limpidezza della scrittura e la delicatezza del suo sguardo sulle cose, su quei particolari capaci di illuminare improvvisamente l’insieme.

"Il Buddha bianco" di Hitonari Tsuji

E’ da diverso tempo che nel blog non presento romanzi, ed oggi ho deciso di rifarmi. Ecco a voi, dunque, Il Buddha bianco di Hitonari Tsuji, scrittore e musicista, (traduttore Francesco Bruno, Marco Tropea editore, pp. 256, 16,90 €). Il volume, vincitore del prestigioso Prix Femina Étranger, è una recente uscita che va ad arricchire il panorama bibliografico italiano con un autore già affermato in patria, ma poco o affatto conosciuto da noi.
Questa la quarta di copertina del volume, ispirato alla vera storia del nonno dell’autore:

Sulla piccola isola di Ono, nell’estremità meridionale del Giappone, la famiglia Eguchi si dedica da generazioni alla forgia delle spade, un’arte antica in cui rivive la fierezza dei primi samurai che colonizzarono la regione. È l’inizio del Novecento quando il giovane Minoru decide di seguire le orme paterne e di legare il proprio destino a questo isolato microcosmo rurale, dove il tempo sembra sospeso nell’incanto di tradizioni ancestrali. Con ingegno e forza d’animo, Minoru supera le sfide del progresso che presto cambia il volto dell’isola, i rovesci della sorte, gli orrori delle due guerre mondiali, ma nel suo intimo, attraverso gli anni, riecheggia un tormentoso interrogativo, legato al significato dell’esistenza, al mistero della morte, al valore della memoria. La risposta coinciderà con l’ultima grande prova della sua vita, e avrà a che fare con la visione di un maestoso Buddha bianco che fin dall’infanzia lo sorregge nei momenti bui. Evocativa saga familiare ispirata alla storia del nonno dell’autore, questo romanzo trascende i confini del tempo per affrontare i grandi quesiti dell’uomo, attraverso quella profondità di sentire, quella saggezza filosofica e quella impalpabile levità che sono proprie della cultura orientale.

Il respiro di Tokyo di Matteo Maria Schönauer

Qualche tempo fa, me ne stavo bel bella alla Feltrinelli d’una ridente città pugliese, quando, per caso, grazie al mio occhio ormai allenato a scovare tutto ciò che abbia un’aria nipponica, ho notato Il respiro di Tokyo di Matteo Maria Schönauer (Palomar edizioni, 14 €, 250 pp. ), pubblicato di recente. Ammetto che non è il mio genere di libro (non amo le avventure e i thriller), ma probabilmente piacerà a qualche lettore tra voi. Qui la trama:

La vita di Mathias Pintchè cambia radicalmente con il suo trasferimento in Giappone. A Tokyo, si sente attratto da due donne, una giovane dottoressa e una musicista. I protagonisti nascondono lati oscuri che li condizionano inevitabilmente. Con un torbido passato nel Servizio Segreto Europeo, Pintchè cambia più volte il suo mestiere.
Ma i cattivi ricordi del SSE e la guerra in Kosovo, che ha vissuto come medico, ritornano come una serie di flash back, mischiandosi ad un presente reso tragico dalla violenta irruzione del terremoto Big One.
Nel panico generale che domina la scena, il protagonista pone in discussione per la prima volta nella sua vita tutte le sue certezze. Chi è veramente Mathias Pintchè?

E qui trovate un articolo di Manlio Triggiani dedicato al libro e all’autore:

Tokio e il suo respiro, Tokio è un’esperienza che doveva essere professionale e si trasforma ben presto in un vissuto umano.
Matteo Maria Schönauer, 33 anni, è un ginecologo barese che ha girato un bel po’ il mondo, nonostante la giovane età, per amore dei viaggi e per esperienze professionali maturate in Austria, Slovenia, Germania.
Per la professione, è andato a fare esperienza per alcuni mesi in Giappone, a Tokio. Ma lì ha vissuto eventi non solo di lavoro ma anche umani. E ha scoperto, come sottolinea nella prefazione del suo primo libro, un Paese che stimola la sua ricerca di spiritualità ma anche il suo amore per la scrittura, che lo spinge a guardarsi dentro e che da anni coltiva, come testimoniano vari racconti inediti. Il primo romanzo lo ha scritto nello spazio di pochi mesi: Il respiro di Tokio (Palomar editore, Bari, pagg. 208; euro 14) è un percorso, una ricerca interiore che si innesta con alcuni aspetti della vita del giovane professionista.
Il protagonista è Mathias Pintchè, medico che si trasferisce a Tokio per lavoro e conosce una giovane collega e una musicista. Due incontri che sconvolgono la sua vita che è tormentata, a intermittenza, da acidi flash back, dai ricordi della tragica guerra del Kosovo che si sommano alla paura del tragico terremoto, il Big One, che ha devastato il Giappone. Il rapporto con Mahoko e con Ritsuko, la storia d’amore che Mathias vive, è contrappuntata dall’amore per un Paese, per la sua spiritualità.
Schönauer lo ammette: nel personaggio principale traspone se stesso, le sue esperienze, talvolta alterate da innesti di fantasia, da esperienze dirette e indirette e, soprattutto, «il libro nasce da anni e anni di analisi intima».
Non si tratta di una trama scritta a tavolino, messa in ordine sviluppando capitolo dopo capitolo, ma di un magma di sensazioni, grumi di ricordi, segni, momenti vissuti e trasfigurati.
Schönauer ha scritto un libro non sempre facile, che alterna più piani di percezione e di racconto: quello che il giovane ginecologo vive, quello che cerca, quello che ha vissuto, in un alternarsi interessante di emozioni e situazioni.