Tag: cultura giapponese

Alcuni ottimi blog dedicati al Giappone da seguire e un premio

Ieri ho avuto una bella sorpresa: Daniela di Traduzioni e Giappone mi ha scelta, insieme a Studiare (da) giapponese e Nihon, almost a love story, per il Blog Affidabile Award. Inutile dire che mi ha fatto contentissima, quindi grazie mille! (altro…)

Il coraggio di dire no: “La nobile tradizione del dissenso” di Susan Sontag e Ōe Kenzaburō

Al liceo, sulle pareti della mia aula, campeggiavano due massime: qui, “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee” (erroneamente attribuita a Voltaire), lì “Sapere aude” (“abbi il coraggio di conoscere”, aforisma oraziano ripreso anche da Kant). Nel mezzo, le mie perplessità di quindicenne e lunghi anni di oblìo.

Poi, qualche giorno fa, queste parole sono riemerse d’improvviso alla mia memoria, appena terminata la lettura de La nobile tradizione del dissenso di Susan Sontag e Ōe Kenzaburō (trad. a cura di P. Dilonardo; Archinto, € 10; ora in offerta su Amazon.it a € 8,50 cliccando qui), (altro…)

“Bonsai” di Kazuhiko Tajima e Kunio Kobayashi

Un albero solo cresce in quella ciotola,
Verde puro di mille anni,
Getta un’ombra scura e pesante.
Chi conosce
La vastità di cielo e terra fatti di terriccio?
Il picco di Shukuyuho dentro il minuscolo spazio.
(lirica di Ryushu Shutaku)

Tutti coloro che amano gli alberi in miniatura non potranno lasciarsi sfuggire un bellissimo volume ad essi dedicato, Bonsai, di Kazuhiko Tajima e del maestro Kunio Kobayashi, che uscirà intorno al 20 aprile per le edizioni L’Ippocampo in edizione bilingue italiano/giapponese. (altro…)

Due testimonianze di Tawada Yōko e Murakami Haruki sull’11 marzo

Circa sei mesi fa, un violento terremoto – con tutto ciò che ne è conseguito – ha sconvolto alcune aree del Giappone. Oggi, dopo molte polemiche e molto dolore, voglio presentarvi le testimonianze di due importanti scrittori nipponici, Murakami Haruki e  Tawada Yōko (di cui mi sono occupata già in un altro post). Il contributo del primo è stato pubblicato qualche giorno fa nel <<Corriere della sera>> ed è consultabile a questo link (ringrazio Elena per la segnalazione); quello dell’autrice è invece riportato qui sotto. Il brano è stato tradotto da Mariano Manzo e tratto dal sito Le Rotte:

LA CALMA NELLA TEMPESTA
La parola “catastrofe” ha un suono diverso per le orecchie giapponesi

Da bambini abbiamo imparato a mantenere la calma in caso di una catastrofe naturale. Infatti quando sento la parola “catastrofe naturale” divento calma.
L’11 Marzo, poco dopo essermi svegliata mi ha chiamato una conoscente tedesca e mi ha chiesto se fosse successo qualcosa alla mia famiglia a Tokyo. Non sapevo ancora di cosa parlasse. Durante il giorno ero sempre più impressionata dalle tante persone dalla Germania, Francia, Italia, Stati Uniti e altri paesi che con apprensione mi telefonavano o mi scrivevano e-mail. Ho quindi provato a contattare da Berlino mia madre a Tokyo, ma subito ho realizzato che telefonicamente non ci sarei riuscita. Così ho inviato un’e-mail a mio padre e mia sorella per sapere se tutto andava bene.
Mio padre mi ha subito risposto che la metropolitana avrebbe ripreso a funzionare il giorno dopo e che quindi sarebbe potuto andare all’antiquariato per procurarmi quel libro che volevo. Questa è stata la prima cosa che mi ha scritto e non ho potuto fare a meno di ridere. Il libro mi serve urgentemente, certo, ma per quanto riguarda il terremoto? Mi sono ricordata lentamente che in queste situazioni bisogna concentrarsi su cose concrete, piccole e quotidiane come un libro, invece di pronunciare frasi ad effetto.
In giapponese non esiste una corrispondenza precisa alla parola “catastrofe”. Questo termine importato dal tedesco viene usato per la natura e in politica. Ciò dà la possibilità alle persone in caso di catastrofi naturali di pensare subito alla politica. Mio padre mi ha scritto poi che non poteva tornare a casa e che perciò avrebbe pernottato nell’ufficio della sua casa editrice. Sette scaffali erano caduti e i libri giacevano sul pavimento, ma non era successo niente.
In Giappone ci sono spesso terremoti sia lievi che forti e quindi non è per niente inusuale che gli scaffali cadano.
Fin dall’infanzia mi è stato detto continuamente che nell’arco della mia vita sarebbe arrivato un forte terremoto a Tokyo. Nel mio piccolo ero in qualche modo preparata, ma, attraverso le drammatiche riprese delle onde dello tsunami e di altre scene che si possono vedere su internet, sono stata improvvisamente messa di fronte a una paura fuori portata che si è impressa nei miei occhi. Questo non l’avevo calcolato.
La mia personalissima previsione era più prosaica. Ho sempre pensato che anche se tutta la casa o tutta la città venisse trascinata via, qualche sopravvissuto avrebbe cominciato, con un calzino o con una tazza, a ricostruire la vita nuovamente. Evitare il drammatico e concentrarsi sui piccoli oggetti che si possono toccare.
Ci sono alcune cose che mi hanno meravigliata. Per esempio non ho capito perché si parla della mancanza di energia elettrica come fosse il problema principale. Ho persino il sospetto che determinate persone usino questa situazione per dimostrare l’importanza delle centrali nucleari.
“Gente, se le centrali nucleari non lavorassero, la vita sarebbe così buia! Non è terribile?”
In Giappone il sole brilla più spesso e più forte che in Germania ma ci sono meno persone che credono che dal sole si possa ottenere energia. Naturalmente anche a Fukushima ci sono molte persone che si sono battute contro la costruzione delle centrali nucleari ma le loro voci non sono presenti nella stampa giapponese e sul pericolo della radioattività non si è mai parlato chiaramente.
Si parla di catastrofe naturale riguardo alla morte per radioattività ma la natura non ne è responsabile.

Ebook su Tanabata, la festa delle stelle

Oggi in Giappone si celebra la festa tradizione di Tanabata, che ricorda l’incontro delle stelle Vega e Altair che si verifica ogni anno in questo periodo. Attorno a questo “appuntamento” astronomico è sorta nel corso dei secoli una famosissima leggenda d’amore, di cui potete leggere lo svolgimento e le origini in questo ebook gratuito, messo in rete dalla libreria nipponica Tanabata di Milano.

Per un breve approfondimento sulla leggenda e qualche chiarimento astronomico, visitate questo sito: potrete trovare anche la mappa del cielo di luglio, per sognare sotto le stelle i vostri migliori desideri.

P.s.: non dimenticate di appendere al bambù un foglietto con il vostro desiderio (tanzaku)!

(foto tratta da qui)

Arte, manga e letteratura negli atti del convegno “Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone”

Vi riporto un’interessantissima notizia tratta dal blog dello studioso e traduttore Massimo Soumaré:

Sul numero 73 di Maggio 2011 della rivista di Arti, Scienze e Cultura Porti di Magnin edita dall’associazione omonima, sono stati pubblicati nello speciale letterario Magnin Litteraire n. 8 (pagg. 67-132) gli atti del convegno Tra arte e letteratura, tra Italia e Giappone tenutosi all’Accademia Albertina di Torino il 2-5 febbraio 2010 in concomitanza con la mostra Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponese (14 gennaio-14 febbraio 2010).
Segue l’indice dei quindici saggi editi:

Tra arte e letteratura-Tra Italia e Giappone, Prefazione pag. 81

Manga: fumetto e societa’ contemporanea di Massimo Melotti pag. 82

Calligrafia tra Cina e Giappone: evoluzione grafica della scrittura di Kazuko Hiraoka pag. 85

“Kitsukiba”: <dietro le quinte> del progetto di una graphic novel italo-giapponese di Fulvio Gatti, Vittorio Pavesio, Massimo Soumaré pag. 87

Japan in five ancient chinese chronicles-Alle origini del Sol Levante: le piu’ antiche cronache sul Giappone di Massimo Soumaré pag. 89

Angeli o Tenshi? Ovvero l’immagine dell’angelo nella cultura pop giapponese di Luca Della Casa pag. 92

Volpi magiche e spiriti inquieti nell’eta’ di internet: influenza della narrativa fantastica classica e del folklore tradizionale giapponesi sui mezzi di comunicazione di massa contemporanei di Massimo Soumaré pag. 94

“Foglie multicolori dal Sol Levante” e “ALIA6″, narrativa contemporanea giapponese e mondiale di Massimo Citi, Davide Mana, Massimo Soumaré, Silvia Treves pag. 98

Parole immaginate: piccolo viaggio intorno a segni e narrazioni di Fabio Lastrucci pag. 101

L’opera di Akemi Takada: dimostrazione di disegno di Akemi Takada pag. 104

Amici immaginari-l’occidente nel fantasy giapponese e il Giappone nel fantasy occidentale: streghe e miko, cavalieri e samurai di Reiko Hikawa, Davide Mana pag. 105

Ukiyo-e: l’arte del dissenso di Giorgio Arduini pag. 112

Attori kabuki e loro ritratti di Akane Fujisawa pag. 116

L’opera di Minae Takada: dimostrazione di incisione su rame di Minae Takada pag. 120

L’ukiyo-e e la moda di Edo: l’ukiyo-e come mass media di Murasaki Fujisawa pag. 122

Spire d’oriente, immaginario d’occidente di Franco Pezzini pag. 125

Il monaco Dōgen e l’essenza del buddhismo zen

In occidente si sente sempre più spesso attribuire l’etichetta “zen” a qualunque prodotto proveniente dal Giappone, oppure a qualsiasi oggetto dall’aspetto semplice ed essenziale: e così abbiamo la lampada zen, il calorifero zen (giuro che esiste) e così via, sino a sfiorare il grottesco.
Anche nel settore dell’editoria non si è da meno; praticamente in ogni libreria è possibile trovare almeno un libriccino dedicato al buddhismo o al suo fondatore, di qualità più o meno discutibile.

Mimesis, casa editrice con una buona offerta di testi filosofici (come, per esempio, Filosofia nei manga, di cui ho parlato qui), ha recentemente dato alle stampe L’essenza del buddhismo zen. Dōgen, realista mistico, del professore universitario Hee-Jin Kim (pp. 300, € 22). Qui sotto potete leggere la presentazione del volume; per saperne di più sul monaco Dōgen, suggerisco anche questo podcast  (ultimo link della serie), curato da Massimo Raveri.

Dōgen (1200-1253), fondatore della scuola Zen nell’ambito del Buddhismo giapponese, è uno dei più importanti pensatori religiosi di ogni tempo. Oltre ad aver riformato la vita del Buddhismo nel Giappone del XIII secolo, il suo cammino spirituale e la profondità dei suoi scritti costituiscono anche la base per lo sviluppo della filosofia giapponese contemporanea. Questa monografia, divenuta ormai un classico e tradotta per la prima volta in italiano, si offre come un’ampia introduzione alla sua vita e al suo insegnamento. Partendo da un’accurata descrizione della parabola esistenziale del monaco, dagli anni della prima giovinezza al grande viaggio in Cina del 1227, fino alla fondazione del monastero Eiheiji in Giappone e alla diffusione del suo messaggio, lo studioso coreano Kim Hee-Jin passa in rassegna i principali contenuti della sua proposta esistenziale, enucleando i contenuti religiosi e quelli più specificamente teoretici. Da questa lettura si ricaverà così non solo una più approfondita conoscenza di uno dei massimi maestri dello Zen di ogni tempo, ma anche la consapevolezza che la radicalità del pensiero umano e della sua vocazione filosofica non conosce confini geografici o culturali.

Podcast di “Azzardi spirituali. Quattro volti del Giappone antico”

Letizia, una lettrice del blog (che ringrazio), tempo fa mi ha suggerito un’interessantissima serie di podcast dedicata al Giappone. Le registrazioni sono tratte dal programma “Azzardi spirituali. Quattro volti del Giappone antico”, a cura dello studioso Massimo Raveri, e sono andate in onda su Radio 3 nel 2009. Ciascuna puntata è dedicata a un importante maestro buddhista; qui sotto potete trovare l’elenco completo con il relativo link da cui è possibile ascoltare il file.

Kukai. Io sono il maestro delle stelle
Shinran. Il potere della compassione
Nichiren. In un’epoca buia per annunciare il dharma
Dogen. Il Buddha attraverso la foglia

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