“Bonsai” di Kazuhiko Tajima e Kunio Kobayashi

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Un albero solo cresce in quella ciotola,
Verde puro di mille anni,
Getta un’ombra scura e pesante.
Chi conosce
La vastità di cielo e terra fatti di terriccio?
Il picco di Shukuyuho dentro il minuscolo spazio.
(lirica di Ryushu Shutaku)

Tutti coloro che amano gli alberi in miniatura non potranno lasciarsi sfuggire un bellissimo volume ad essi dedicato, Bonsai, di Kazuhiko Tajima e del maestro Kunio Kobayashi, che uscirà intorno al 20 aprile per le edizioni L’Ippocampo in edizione bilingue italiano/giapponese.

Inaugura l’opera una breve sezione introduttiva sulla storia e l’arte stessa del bonsai. La parte più interessante è però, senza dubbio, quella centrale, suddivisa in dodici capitoli. Ciascuno è dedicato a un mese dell’anno, di cui sono esposte le varietà di bonsai maggiormente significative (ad esempio, per gennaio: pino nero giapponese; peccio di Ezo; pino bianco giapponese; pruno selvatico; pino rosso giapponese; camelia; kumquat chicco d’oro; mano di Buddha), e arricchito da note botaniche, curiosità sulla cultura nipponica, riflessioni estetiche.

Per saperne di più, ecco la presentazione del libro, tratta dal comunicato stampa dell’editore:

Un autentico gioiello da accarezzare, con splendide fotografie di bonsai presentate in un’originale classificazione per stagione e corredate da cenni sull’arte di coltivare alberi in miniatura. Bonsai è un oggetto che incarna perfettamente l’estetica giapponese, nel suo toccante amore del dettaglio e nel suo fascino riverenziale per la natura: in questa pratica nulla viene lasciato al caso, e ogni cosa trova una denominazione, dalle diverse parti del tronco (quella viva, il mizusui, o quella secca, lo shari), al modo in cui i rami si distanziano l’uno dall’altro (edauchi), allo stile assunto dall’albero (a cascata, spazzato dal vento, in stile « letterati »), all’arte di scegliere il vaso (hachiawase), così importante da determinare l’armonia dell’intera composizione. È una vera mano di artista quella che modella i minimi particolari di questo quadro vivente, perché in Giappone si trova il tempo per trasformare tutto in arte.
Fra tutte le specie di alberi rappresentate, molte esclusivamente giapponesi, ogni esemplare ha una propria storia, una propria personalità. […]

 


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