Novità in libreria (2017)

Postato il

il giovane robotLa lista che qui presento è in continuo aggiornamento e non mira a essere esaustiva. Ogni suggerimento è ben accetto.

Narrativa

Poesia

Saggistica

Graphic novel

Prossime uscite

  • Iwaki Kei, Sayōnara Orenji, traduzione di Anna Specchio (Edizioni E/O) [data prevista: gennaio 2018]
  • Murakami Ryu, 69 (Sixty-nine), traduzione di Gianluca Coci (Atmosphere libri) [data prevista: 2017]
  • Sukegawa Durian, Le ricette della signora Toku, traduzione di Antonietta Pastore (Einaudi) [data prevista: gennaio 2018]

Grazie ad Alessandro, Jessica e Liana per i suggerimenti.


3 commenti su “Novità in libreria (2017)

  1. Innanzitutto grazie per questa lista di “suggerimenti”. Io ho appena finito di leggere tutto di un fiato il giovane robot: fortissimo come un pugno nello stomaco ma semplice elegante minimale essenziale. In altre parole mi è piaciuto tantissimo: era da tanto che non leggevo un libro così emotivamente sincero e intenso. Grazie anche alla casa editrice E/O per aver scelto di pubblicarlo. Adesso devo solo scegliere su quale altra “novità” buttarmi.

  2. Ho appena “beccato” in libreria il romanzo di Yoko Tawada “Memorie di un’orsa polare”, edito da Guanda. E’ stata una genuina sorpresa, dato che non ne avevo letto l’annuncio da nessuna parte. E’ anche appena uscito per Atmosphere libri “I segreti della casa sotto l’albero”, di Tomiko Inui.

  3. Grazie per gli aggiornamenti sulle novità in libreria, sono sempre utilissimi per fare il punto.
    Per un casualissimo caso, nel corso di quest’anno mi è capitato di leggere Le ricette della signora Toku di Sukegawa Durian in lingua e l’ho trovato un libro delizioso.

    Racconta la storia di Sentaro, un cuoco di dorayaki svogliato ed un po’ sciatto, che scopre la profondità del significato dei sapori grazie agli insegnamenti di Toku, un’autentica veterana della preparazione dell’anko; a questa storia si intreccia quella di Toku, anziana vedova che per tutta la vita aveva riversato nell’attività di pasticcera il suo desiderio di contatti umani sempre frustrato dalla segregazione per via dei postumi del morbo di Hansen.

    Come già Okuribito, si tratta di una storia che affronta il problema dello stigma sociale ed indica nell’empatia e nella conoscenza diretta la via per superare diffidenza e pregiudizi.
    Curiosità: dal romanzo è stato tratto il film omonimo di Naomi Kawase, presentato nel 2015 a Cannes ed al Festival di Toronto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *