“L’arte del sushi” a cura di Stefania Viti

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arte del sushi stefania vitiMalgrado possa vantare una storia ultramillenaria, solo negli ultimi decenni il sushi è diventato ovunque uno dei simboli indiscussi del Paese del Sol Levante grazie all’accorto bilanciamento degli ingredienti e all’apparente semplicità della pietanza, minuta ma sempre gustosa e curata in ogni dettaglio.

Cercare l’armonia sublime fra i sapori e le consistenze sfruttando le stagionalità è molto più che una semplice questione di tecnica, seppur portata ai livelli più alti: è arte. Non a caso, proprio Arte del sushi (Gribaudo, 2015, pp. 164, € 12,90, in offerta a € 10,97) s’intitola il volume graficamente molto suggestivo curato da Stefania Viti che raccoglie contributi riguardanti i più disparati aspetti connessi alla pietanza, redatti da un buon numero di specialisti. Continua a leggere »


Il serpente goloso e il sushi: una leggenda da Nara

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sushi hiroshige

Il sushi secondo Hiroshige

“[…] [I]n concomitanza con la cerimonia di apertura degli occhi del Buddha del Tōdai-ji a Nara, nel tempio di un villaggio a sud del Lago Biwa, nel Kansai, apparve un demone sotto forma di serpente bianco che in breve tempo diffuse nelle campagne circostanti danni e malattie. La popolazione di allora, ormai ridotta allo stremo, decise di provare a placare le ire del demone con dei sacrifici, ma piuttosto che immolare vittime umane fu deciso di offrirgli del sushi. Il risultato fu strabiliante: il demone rimase così soddisfatto dall’offerta che non attaccò più la popolazione. Pose però un patto, ovvero che gli abitanti continuassero a portargli periodicamente quella delizia di cui si era cibato.”

Leggenda tratta dal saggio Sushi: storia di un piatto glocal che ha conquistato il mondo di Niccolò Geri, in Arte del sushi, a cura di Stefania Viti, pp. 56-57 (Gribaudo, 2015, pp. 164, € 12,90, in offerta a € 10,97)


I profumi della tradizione: “La cucina giapponese”

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Armonia, nonché grande varietà dei sapori, delle forme, dei colori: questo è ciò che caratterizza la tavola del Sol Levante, noodles soba cucina giapponesea discapito di quanto certi ristoranti vogliano farci credere, puntando sempre sulle stesse, banali portate.

L’offerta dei piatti è, in realtà, vastissima e spesso connessa al mutare delle stagioni, come sottolineano gli autori de La cucina giapponese Continua a leggere »


“The little black book of sushi”: il mondo del sushi a portata di tasca

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Una manciata di riso, un’alga nori ben croccante, un gustoso ripieno a scelta: per preparare il classico ‘rotolino’ di sushi sembra non occorrere niente di speciale. E allora, perché nel Paese del sol levante, prima di diventare dei veri cuochi, è necessario esercitarsi per anni e anni, limitandosi addirittura per i primi tempi a osservare quel che fa il maestro? Continua a leggere »


Anatomia del sushi: “Sushi. Gusto e benessere”

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Mettete insieme uno chef di Yokohama, la fondatrice di Sosushi (una delle principali catene di ristorazione giapponese in Italia) e un medico specializzato in comunicazione: il risultato è Sushi. Gusto e benessere di Aisu Hirotsugu, Sara Roversi e Domenico Tiso (Pendragon, 2010, pp. 128; ora in offerta su Amazon.it cliccando qui a 21,25 €, anziché 25), un volume che  Continua a leggere »


Sushi o non sushi? La risposta in “Roma. Il mondo nel piatto”

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Da qualche giorno in tv sta andando in onda una (imbarazzante) pubblicità in cui il testimonial, Francesco Totti, nelle vesti di cuoco giapponese, in risposta ad alcuni nipponici che lo hanno ringraziato con il consueto “arigatou”, precisa: “Macché rigatoni, è sushi!”.
Questa breve nota di costume mi fornisce l’occasione per parlare della dilagante presenza dei locali estremo orientali nella capitale: se fino a pochi anni fa ogni quartiere aveva la sua osteria in cui assaporare i piatti tipici romani, pare ora invece non esserci zona che non possa vantare un ristorante giapponese o, per lo meno, un sushi bar. Insomma: la coda alla vaccinara e la pajata sembrano essere state sostitute dai più leggeri maki di salmone o da un piatto fumante di ramen.
Come raccapezzarsi, dunque, in questa selva di offerte, talvolta più o meno discutibili sotto molti punti di vista (piatti snaturati, dubbia qualità, cibi mal conservati, etc.)? Per fortuna, la critica gastronomica Fernanda D’Arienzo, insieme al suo team, ha dato vita a una guida-bussola da portare sempre con sé (non a caso, ha il formato adatto per essere infilata nel cruscotto o nella borsetta), vale a dire Roma. Il mondo nel piatto – ed. 2011/12 (La Pecora Nera edizioni, pp. 252, €8,90).
Quest’anno, in linea con le novità nel panorama gastronomico su citate, il volume riserva una particolare attenzione ai numerosi locali in cui si può assaporare la cucina del Sol Levante, senza però tralasciare al contempo un panorama culinario etnico  a 360°, che spazia dal brasiliano al vietnamita.
Gli esercizi commerciali recensiti appartengono a tre diverse categorie: ristoranti, take away e food shop. Ogni ristorante è dotato di un voto da 1 a 10 e di una propria scheda in cui figurano una serie di informazioni utili (tipo di cucina, giorno di chiusura, carte di credito accettate…); completa il tutto una breve descrizione dell’ambiente, del servizio e del pasto consumato. Vale la pena sottolineare che gli autori hanno agito in anonimato, pagando di tasca propria il conto e basando dunque il giudizio su un’esperienza reale, non condizionata da trattamenti di favore.
Nella categoria food shop – dedicata a coloro che vogliono cimentarsi nello sperimentare a casa le diverse cucine del mondo – potete trovare non soltanto negozi di alimentari, ma anche pasticcerie, rivenditori di tè e di alimenti bio, macellerie, botteghe equo-solidali e molto altro.
Concludono la guida un utile glossario delle pietanze etniche e una serie di praticissimi indici in cui i locali sono suddivisi  in ordine alfabetico, per zona o per area geografica.
Insomma: Roma. Il mondo nel piatto è davvero una miniera di idee sia per i romani, sia per i turisti che, una volta nella Città eterna, sono preda dell’eterno dubbio: “Che famo? ‘Ndo annamo?”.


Imparare il giapponese con l'Ipod Touch e l'IPhone

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Dopo il post dedicato a come imparare il giapponese grazie alla Nintendo DS, oggi è il turno delle applicazioni utili e gratuite per far altrettanto sull’Ipod Touch e l’IPhone.
Innanzitutto, se non l’avete fatto, impostate tra le vostre tastiere in uso anche quella giapponese:
Andate su Impostazioni -> Generali -> Tastiera -> Tastiere internazionali -> e cercare Giapponese.

Per passare da una tastiera all’altra, mentre state scrivendo, basta premere il tasto col globo in basso a sinistra
Per imparare o ripassare i kana vi consiglio Kana Lite, con cui potrete anche esercitarvi, mescolando hiragana, katakana e romaji.
Per chi vuol sostenere il 4 livello del Japanese Language Proficency Test (ossia l’esame ufficiale di giapponese), consiglio Jlpt Study, che prevede un vocabolario di duecento parole e un repertorio di centotré kanji.
La vostra conoscenza della lingua è più avanzata? Allora ricorrete pure ai dizionari  Kotoba!, Shinkanji e Wwwjdic.
E se dopo tutto questo studio vi è venuta fame, basta utilizzare iSushi per scovare i ristoranti nipponici della zona; infine, una volta giunti a destinazione, affidatevi a Sushipedia e Sushiguru per scoprire tutto  sul più celebre piatto del Sol Levante e sulle sue innumerevoli varianti.


Per conoscere la cucina giapponese

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Maschera del teatro kabuki realizzata col cibo

Oggi, come avviene ormai sempre più spesso, ho trovato nella cassetta delle lettere un dépliant di un nuovo servizio di sushi a domicilio. A parte la grafica, tutta a base di bandiere nipponiche, tori, katana ed inspiegabili macchie rosse stampate qua e là tipo sugo, il vero pezzo forte è il messaggio promozionale: “Da oggi potrete avere a casa vostra la vera cucina giapponese di qualità a prezzi contenuti – CHEF ITALIANO!!!”. Andando sul sito internet dell’attività commericiale, poi, si scopre che essa organizza anche corsi di sushi al modico prezzo di 450,00 € + IVA per venti ore di lezione. Wow.
Grazie a questo illuminante volantino, ho pensato di scrivere un post  dedicato a chi voglia tentare per conto suo di preparare le pietanze nipponiche. Inizio subito con La cucina giapponese e coreana di Anne Wilson (ed. Koneman, p. 64, 1,50 €). Il testo è arricchito da molto foto che spiegano passo passo il procedimento da seguire, accompagnandosi ad istruzioni semplici; malgrado io non abbia sperimentato alcuna ricetta e non possieda grandi conoscenze in questo ambito, il libro, a pelle, non mi ha convinta.
Recentemente, infine, mi è stato regalato il cofanetto Sushi (Edicart, 22,50 €): contiene una piccola guida al mondo del sushi (strumenti, descrizione dei pesci da utilizzare, consigli per la scelta, preparazione dei condimenti, ricette…) ed un mini kit (bacchette e stuoia di canne, detta makisu):  diretto e piacevole, anche questo testo è d’impatto immediato, grazie alle belle fotografie presenti in almeno metà delle pagine.
Concludo qui il versante della “pratica del sushi”; spero di postare a breve un intervento dedicato invece alla “teoria”, elaborata da Barthes nell’Impero dei segni. Alla prossima!