C’era una volta: “Racconti popolari giapponesi” di A. Lisboa

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Racconti popolari giapponesi Adriana LisboaIl passo lieve della yukionna (la donna della neve) che quasi sfiora con la sua ombra la soffice coltre di fiocchi immacolati, l’incanto del giardino marino di pietre e alghe solcato da Urashima Tarō, l’inaspettata voce di una teiera stregata: basta poco per immergersi nelle atmosfere suggestive e senza tempo dei Racconti popolari giapponesi, riuniti dalla scrittrice e studiosa brasiliana Adriana Lisboa (trad. di Natale P. Fioretto, Graphe.it edizioni, 2013, pp. 84, € 9,90, ora in offerta a 8,42).

L’autrice, sinceramente innamorata della cultura nipponica, con parole semplici ma non prive di delicatezza ed efficacia, ricostruisce sei celebri leggende del folklore estremo-orientale, fornendo al lettore nel corso della narrazione tutti gli elementi per decifrare le coordinate di questo universo popolato di strane cmomotaro racconti popolari giapponesireature soprannaturali e curiosi avvenimenti (alla fine del volumetto, è presente allo stesso scopo anche un brevissimo glossario dedicato ad alcuni termini fondamentali).

Come ci insegna la tradizione, spesso protagonisti delle storie sono esseri innocenti, dall’animo puro (basta pensare, per esempio, ai genitori adottivi di Momotarō, il bambino pesca), talvolta persino fragili; è proprio la loro bontà che riesce ad attrarre la benevolenza degli dei e a rendere possibile l’impossibile.

Concepiti secoli fa eppure – per tanti versi – ancora attuali nei valori e nei messaggi che veicolano, i racconti hanno mantenuto inalterato il loro fascino, ma chiedono al lettore ben più che attenzione: il suo desiderio di credere ciecamente, con fiducia, in loro.  

Immagine tratta da qui.

 


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