Sushi o non sushi? La risposta in “Roma. Il mondo nel piatto”

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Da qualche giorno in tv sta andando in onda una (imbarazzante) pubblicità in cui il testimonial, Francesco Totti, nelle vesti di cuoco giapponese, in risposta ad alcuni nipponici che lo hanno ringraziato con il consueto “arigatou”, precisa: “Macché rigatoni, è sushi!”.
Questa breve nota di costume mi fornisce l’occasione per parlare della dilagante presenza dei locali estremo orientali nella capitale: se fino a pochi anni fa ogni quartiere aveva la sua osteria in cui assaporare i piatti tipici romani, pare ora invece non esserci zona che non possa vantare un ristorante giapponese o, per lo meno, un sushi bar. Insomma: la coda alla vaccinara e la pajata sembrano essere state sostitute dai più leggeri maki di salmone o da un piatto fumante di ramen.
Come raccapezzarsi, dunque, in questa selva di offerte, talvolta più o meno discutibili sotto molti punti di vista (piatti snaturati, dubbia qualità, cibi mal conservati, etc.)? Per fortuna, la critica gastronomica Fernanda D’Arienzo, insieme al suo team, ha dato vita a una guida-bussola da portare sempre con sé (non a caso, ha il formato adatto per essere infilata nel cruscotto o nella borsetta), vale a dire Roma. Il mondo nel piatto – ed. 2011/12 (La Pecora Nera edizioni, pp. 252, €8,90).
Quest’anno, in linea con le novità nel panorama gastronomico su citate, il volume riserva una particolare attenzione ai numerosi locali in cui si può assaporare la cucina del Sol Levante, senza però tralasciare al contempo un panorama culinario etnico  a 360°, che spazia dal brasiliano al vietnamita.
Gli esercizi commerciali recensiti appartengono a tre diverse categorie: ristoranti, take away e food shop. Ogni ristorante è dotato di un voto da 1 a 10 e di una propria scheda in cui figurano una serie di informazioni utili (tipo di cucina, giorno di chiusura, carte di credito accettate…); completa il tutto una breve descrizione dell’ambiente, del servizio e del pasto consumato. Vale la pena sottolineare che gli autori hanno agito in anonimato, pagando di tasca propria il conto e basando dunque il giudizio su un’esperienza reale, non condizionata da trattamenti di favore.
Nella categoria food shop – dedicata a coloro che vogliono cimentarsi nello sperimentare a casa le diverse cucine del mondo – potete trovare non soltanto negozi di alimentari, ma anche pasticcerie, rivenditori di tè e di alimenti bio, macellerie, botteghe equo-solidali e molto altro.
Concludono la guida un utile glossario delle pietanze etniche e una serie di praticissimi indici in cui i locali sono suddivisi  in ordine alfabetico, per zona o per area geografica.
Insomma: Roma. Il mondo nel piatto è davvero una miniera di idee sia per i romani, sia per i turisti che, una volta nella Città eterna, sono preda dell’eterno dubbio: “Che famo? ‘Ndo annamo?”.