“La Terra vista da qui” di Satoe Tone, il Protocollo di Kyoto e 84 pinguini

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satoe tone la terra vista da quiLa banchisa scricchiola sotto le zampe, i pack si incrinano, e una famiglia allargata di ben ottantaquattro pinguini cerca disperatamente una nuova casa, dato che il suo habitat si rivela ogni giorno più fragile a causa dei cambiamenti climatici globali.

Così inizia la favola La Terra vista da qui (trad. di G. Belloni e V. Mai, Kite, 2014, pp. 32, € 15, ora in offerta a 12,75), dedicata a un tema di scottante attualità quale la protezione dell’ambiente naturale. L’autrice, Satoe Tone, è una disegnatrice giapponese molto apprezzata nel nostro paese, già distintasi per aver vinto il Premio Internazionale d’Illustrazione della Fiera del libro per ragazzi (Bologna, 2013); a lei è dedicato questo documentario in inglese della rete nipponica Nhk, che ci mostra, peraltro, qualche simpatica scena della sua vita in Italia. Continua a leggere »


Issun Boshi, un piccolo, grande guerriero

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Issun Boshi favola giapponese tradizionale bambiniAlto quanto un pollice, con una ciotola in testa a mo’ di elmo e un ago in pugno come arma: chi mai farebbe affidamento su un guerriero simile? Questo si chiedono coloro che incontrano per la prima volta Issun Boshi, la cui storia – un classico della favolistica tradizionale giapponese – è stata ripresentata e illustrata da Icinori (nome dietro al quale si nascondono Raphael Urwiller e Mayumi Otero) per la casa editrice Orecchioacerbo (trad. di P. Cesari, 2014, pp. 32, € 18, ora in offerta a 15,30; qui è possibile sfogliare un’anteprima del libro). Continua a leggere »


“La pelle del demone blu”: una fiaba dedicata agli oni

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oni demone giapponesePigro e irriverente, il giovane Yōsuke – rimasto orfano – ha dimenticato del tutto i suoi doveri e sembra preoccuparsi soltanto del modo in cui continuare a trascorrere in tranquillità le sue giornate d’ozio.

La fortuna pare sorridergli quando, grazie a una felice coincidenza, riesce a mettere le mani sulla pelle di un oni (demone), Continua a leggere »


“Urashima Tarō”: la leggenda giapponese del pescatore e della tartaruga

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“Molto tempo fa viveva in Giappone un giovane pescatore di nome Urashima Tarō. Nella nostra storia, lo chiameremo Tarō. Un giorno, mentre lavorava vicino al mare Tarō vide sulla spiaggia alcuni bambini che tormentavano una piccola tartaruga. Il pescatore, che aveva un animo gentile, corse da loro e li convinse a lasciarla libera.”: così inizia Urashima Tarō. Una storia giapponese di Davide Longaretti e Mayuko Tazumi (in italiano e in giapponese con illustrazioni di Davide Longaretti, Mayuko Tazumi; Orecchioacerbo editore, € 13, e ora disponibile su Amazon.it a € 11, 86), una favola  apparsa per la prima volta in Giappone intorno al quindicesimo secolo.
Qui potete leggere la presentazione che riporto e sfogliare online le prime pagine del volume:

Un pescatore – Urashima Tarō – sottrae una tartaruga alle angherie di un gruppo di bambini. Come ricompensa, la regina Othoime lo invita nel suo regno sottomarino dove, tra meraviglie d’ogni sorta, Tarō trascorre giorni davvero felici. Ma la nostalgia si fa sempre più intensa e Taro decide di tornare a casa. Come ricordo, la regina gli dona un prezioso scrigno che egli però non dovrà aprire mai. Al ritorno, Tarō scopre che tutto è cambiato. Il suo paese è diventato una città, una fabbrica ha preso il posto della sua casa, per le strade è tutto un viavai di auto, l’aria è diventata irrespirabile. Triste e desolato va alla spiaggia, si ricorda dello scrigno e lo apre. Una nuvola di fumo bianco lo avvolge. E Tarō invecchia improvvisamente… Un’antica storia giapponese, a metà tra fiaba e mito, riletta in chiave contemporanea e trasformata in una moderna parabola sul rapporto tra uomo e natura. La luminosità dei colori e la limpidezza delle immagini restituiscono l’antico sapore della storia mentre la tecnica con la quale sono state realizzate le tavole -plastilina e computer- dimostra che anche la tecnologia qualche volta va d’accordo con l’ambiente. Forse anche per questo le immagini di Davide Longaretti e Mayuko Tazumi – al loro libro d’esordio – sono state selezionate nel 2007 alla Mostra Illustratori della Fiera Internazionale del Libro di Bologna.


“In una notte di temporale” di Yuichi Kimura

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Se siete stufi di raccontare ai vostri bambini la storia di Cappuccetto Rosso e quella dei tre porcellini, allora questa potrebbe essere l’occasione giusta per rinnovare il repertorio, magari iniziando da In una notte di temporale di Yuichi Kimura (traduzione di Paolo Volpato e illustrazioni di Simona Mulazzani; Salani, pp. 64, euro 7,5; ora in offerta a 6,38).

Il nome, probabilmente, non vi dirà nulla, ma questa tenera fiaba in Giappone ha venduto un milione e trecentomila copie.
Questa la presentazione dell’editore:

In una notte di temporale, una piccola capretta bianca vagava nell’oscurità. Senza pensarci un attimo si rifugiò in una capanna abbandonata sulla collina. Si accomodò in un angolo a riposare ascoltando il picchiettare della pioggia sul tetto. Ma ansimando qualcuno entrò nella capanna. Chissà chi era. La capretta drizzò le orecchie. Doveva essere sicuramente una capra. La capretta, sollevata, salutò il nuovo arrivato che, sorpreso e un po’ spaventato, rispose sgarbatamente. Ma il nuovo arrivato non era una capra, bensì un lupo. Il lupo disse “Come? Chi ha parlato? Con questo buio, non si vede un accidente”. Nel racconto tutto si svolge nel buio, ed è proprio il buio che fa scoprire ai bambini quanto siano simili nei desideri e nelle paure i due antagonisti per antonomasia. Il buio, come complice in positivo, non svelerà loro la vera identità dell’altro. Anzi, riprendendo il loro cammino al termine del temporale, si saluteranno come due buoni amici e con l’impegno di rincontrarsi il giorno dopo a mezzogiorno nello stesso posto.

Dalla storia è stato tratto un film d’animazione, あらしのよるに (Arashi no yoru ni), conosciuto in Italia come Amicinemici – Le avventure di Gav e Mei.


“La città bucata”, di Satomi Ono

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lacittabucataDa piccola, non vedevo l’ora che ricominciasse la scuola solo per poter sfogliare le nuove antologie; a quanto pare, il vizio della lettura mi è rimasto. Ripensando alla mia infanzia e alla mia sete di storie, dedico il post di oggi alle letture per bambini, che ultimamente ho un po’ trascurato. Il libro del giorno è, infatti, La città bucata di Satomi Ono (illustrazioni di Yoshihiro Ono, traduzione di Maria Cristina Gasperini), dell’editore Orecchio acerbo (16 pp., 6,50 €; età consigliata: quattro-otto anni).

Libro di qualità promosso anche da Legambiente, sicuramente insegnerà ai più piccoli il rispetto per l’ambiente e li aiuterà a confrontarsi con quelle zone buie di se stessi con le quali hanno poca confidenza.

Per saperne di più, ecco una recensione di Del Gobbo, tratta da qui, ed uscita su LIBER, ottobre-dicembre 2002:

Solo di recente Orecchio Acerbo, già da tempo studio grafico, ha esordito come editore. Dei tre libri finora pubblicati colpisce il progetto grafico originale ispirato alle edizioni francesi, all’avanguardia quanto a innovazione e sperimentazione. I libri, realizzati in cartoncino piegato a fisarmonica e che si può distendere, sono stampati su fronte e retro; la scelta dei caratteri tipografici e la disposizione dei testi, oltre al formato, sono le peculiarità che li contraddistinguono.

L’idea di esordire come editori si è concretizzata l’inverno scorso con il libro di Fabian Negrin Il gigante Gambipiombo, pubblicato dopo la mostra delle opere dell’artista allestita dallo studio. Poco dopo è apparso La città bucata, le cui illustrazioni avevano vinto il primo premio alla 7ª edizione del concorso d’illustrazione della città di Chioggia, promosso dall’associazione Teatrio. Si rivolge a bambini tra i 4 e gli 8 anni, pubblico al quale sono destinati gli albi illustrati.

Degli albi infatti questi libretti hanno le caratteristiche: immagine coloratissime a piena pagina e breve testo.
Incuriosisce la storia dal finale aperto e permeata di mistero, il cui protagonista è un buco che si apre d’improvviso in città,. Le spiegazioni dell’evento sono molteplici quanto fantasiose, paradossalmente formulate da coloro che dovrebbero essere razionali: gli scienziati. Ma nonostante nessuno ne conosca origine né natura, gli adulti all’insaputa dei bambini lo impiegano gettandovi dentro quel che non serve più.
Il buco inizia allora a rimpicciolirsi, fino a scomparire; ma poi riappare in cielo e getta i rifiuti sulla testa dei cittadini.
“E, cosa ancor più strana, nuovi buchi si aprirono in tutta la città. Nessuno capì mai cosa fossero. Tu lo sai?”

Il mistero rimane intatto e nel finale la storia rivela la sua struttura: circolare. Le illustrazioni tendono a imitare lo stile infantile, pur mantenendosi compositivamente equilibrate; il punto forte sono i colori e in alcuni felici momenti le figure diventano fortemente evocative. Sono da apprezzare la creatività e la professionalità dimostrate nel progetto e nelle illustrazioni. Ci aspettiamo altrettanta qualità nella cura dei testi, affinché l’orecchio acerbo di rodariana memoria su faccia davvero interprete dell’orecchio bambino, quello interessato a storie che gli adulti ormai non ascoltano più.


Letture giapponesi per i più piccoli

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Izanami e Izanagi (Laura Di Francesco)

Se -come me- anche voi desiderate plagiare menti innocenti, instillando loro sin dalla più tenera età amore per il paese del Sol Levante, vi consiglio allora due libri.

Il primo, Giappone di Marc-Henry Debidour (EDT edizioni, pp. 32, 9 €) aiuterà i più piccoli ad avvicinarsi alla cultura nipponica attraverso la conoscenza delle tradizioni locali, della geografia, della natura, dell’economia e di tanto altro ancora (qui è possibile leggerne l’anteprima su Google Books).

Il secondo libro tocca invece il cuore delle leggende giapponesi: in Kyoko e la nascita del Giappone di Laura Canestrari , con illustrazioni di Laura Di Francesco (Sinnos editrice, pp. 47, 11,50 €), la piccola Kyoko scopre a casa dei nonni il Kojiki e ne rimane affascinata.

Non mi resta che augurarvi buona scelta e buone letture!