Condividiamo un tè al gelsomino

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Approfitto di questo post della Stanza del tè per dare man forte a Francesca di Una stanza tutta per (il) tè nella sua campagna a favore del gelsomino: poiché il fiore è di recente assurto a simbolo della rivolta tunisina, la Cina ha pensato bene di bandirlo per ragioni politiche. In questo modo, rischia però di scomparire anche una delle bevande tradizionali più celebri e amate del paese, vale a dire il tè al gelsomino che, nel corso degli anni, ha conquistato anche il Giappone per la sua piacevolezza e i suoi effetti benefici, come ricorda anche Maruya Saiichi, scrittore e critico letterario nipponico, in un brano tratto dal racconto Sable Moon.
Prima di immergervi nella lettura di oggi, scegliete una musica rilassante di sottofondo, poi mettetevi comodi e sorseggiate una bella tazza di tè. Al gelsomino, ovviamente.

Ritornai nello spogliatoio e mi gettai sul letto. Un ragazzo di bell’aspetto mi portò una tazza bollente di tè al gelsomino. La bevvi sdraiato nel letto, e a ogni sorsata sentivo come se uno zampillo di sudore fosse schizzato via dal mio corpo. Il ragazzo mi deterse delicatamente con un asciugamano fresco. Entrò il pedicure e bagnò le dita dei piedi e le unghie, sistemò la pelle spessa del tallone, mi lisciò i calli, cambiando i suoi strumenti di volta in volta. Completata l’opera, lasciò la stanza in silenzio. Al suo posto entrò un massaggiatore e iniziò a lavorare senza dire una parola. Forti e sensibili, i palmi e le dita scorrevano sul mio corpo, cercando e trovando i covi e le radici dei muscoli tesi, premendo, frizionando, pizzicando, accarezzando e sciogliendo i nodi. […] Dalle forti dita del massaggiatore scaturiva una nebbiolina rinfrescante. Il mio peso si dileguò e mi dissolsi in un dolce sonno.

Foto tratta da qui.