"Il fantasma tra i ciliegi" di Luigi Urru

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Insieme alle cene riscaldate e agli sguardi oltre l’orizzonte, una delle cose che, in questi ultimi giorni, mi sta portando serenità è il profumo dei ciliegi. Neppure la stanchezza e la fretta riescono a distrarmi del tutto dai rami carichi di fiori che pendono sopra la mia testa.

Il libro del momento è dunque Il fantasma tra i ciliegi – Topografie di primavera a Tokyo (Liguori, pp. 256; volume: 20 €, in offerta a 17, ebook: 10,99 €, singoli capitoli: da 1,10 € in su) di Luigi Urru, docente di Antropologia del Giappone contemporaneo. Questa la quarta di copertina:

Una ubriacatura di fiori, di bellezza e di sake: a Tokyo, come nel resto del Giappone, la fioritura dei ciliegi a primavera induce una effervescenza collettiva che non trova analogo riscontro in altre regioni dell´Asia orientale. L´autore ne esamina la molteplicità delle manifestazioni (la festa dei sensi, l´allentamento delle convenzioni sociali, i risvolti identitari e nostalgici), e parallelamente indaga come le categorie di nazione e tradizione per essere disponibili siano continuamente rimaneggiate e mostrino una volatilità persistente qui definita come ‘fantasma´. Al pregio documentario dell´etnografia il volume somma quelli derivanti da un dialogo assiduo con la letteratura, l´urbanistica e l´estetica in cui il fascino di Tokyo, luogo del desiderio per generazioni di giapponesi e ora citato esempio di metropoli globale, è inseguito nella sua complessità senza cedere né a lusinghe esotizzanti né alla facile dicotomia Oriente/Occidente. La città e i suoi abitanti appariranno meno enigmatici, sicuramente più vicini di quanto la distanza geografica e le versioni correnti nei media vogliano far credere.


"Il passato di Shoko" di Miyuki Miyabe

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Approfittando di una sera libera in cui sono mediamente sveglia (ma penso ancora per poco), condivido con voi la scoperta di un thriller nipponico che non conoscevo affatto: Il passato di Shoko, l’opera più celebre della scrittrice Miyuki Miyabe (Fanucci, pp. 384, 17 €). Ecco qui la quarta di copertina:

In un Paese che controlla ogni singolo movimento dei cittadini, com’è possibile che avvenga uno scambio di identità o che qualcuno svanisca nel nulla? Il detective Shunsuke Honma sta superando il terribile trauma della morte della moglie e di un incidente che lo ha lasciato menomato. Il suo periodo di inattività finisce quando un nipote gli chiede aiuto per rintracciare la sua fidanzata Shoko; ma ben presto Honma si accorge che il passato di lei non le appartiene davvero. È come se avesse ‘rubato’ l’identità di un’altra persona, di una Shoko realmente esistita, qualcuno che forse la donna potrebbe aver ucciso prima di far perdere ogni traccia di sé, celandosi dietro un’astuta e fittissima trama di inganni. Ma Honma è tenace, metodico, sa collegare anche informazioni apparentemente prive di qualsiasi connessione, e poco a poco ricostruisce le storie delle due donne, scoprendo a che prezzo è possibile sfuggire al controllo di uno Stato onnipresente. Miyuki Miyabe porta avanti la complessa trama del romanzo con una prosa stringata, combinando con maestria cambi di ritmo e una raffinata analisi psicologica, fino a raggiungere un risultato narrativo straordinario.


"Sotto la foresta di ciliegi in fiore e altri racconti" di Sakaguchi Ango

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Dal momento che la stagione si sta avvicinando la stagione dell’hanami (ossia “ammirare i fiori”), dedicata ai ciliegi, il libro di oggi è in tema con essa: sto infatti parlando di Sotto la foresta di ciliegi in fiore e altri racconti, di Sakaguchi Ango (Marsilio, pp. 154, 7,75 €).
Questa la presentazione della casa editrice:

Sakaguchi Ango (1906 – 1955), scrittore fra i più rappresentativi del Giappone moderno mai ancora tradotto in italiano, è autore di opere diverse che vanno dalla saggistica al romanzo poliziesco a storie di sapore leggendario. A quest’ultimo genere appartengono i racconti qui presentati, nei quali, al di là della presenza di esseri soprannaturali e a dispetto dell’ambientazione in un remoto passato, il motivo dominante resta la concezione pessimistica della vita e della solitudine assoluta dell’uomo. Di tale solitudine si fanno simbolo visibile gli alberi di ciliegio in fiore, bellissimi e misteriosi, capaci di offuscare la mente umana con l’ angoscioso silenzio che regna sotto i loro rami. In questi quattro racconti una straordinaria forza immaginativa si mescola con il gusto per il grottesco e per il macabro, l’innocenza diviene perversione, l’annientamento unica possibilità di sollievo alla disperazione.

E sulla cresta dell’ottimismo dilagante, vi dedico questo bellissimo waka:

Utsusemi no
yo ni mo nitaru ka
hanazakura
saku to mishi ma ni
katsu chirinikeri

A questo mondo umano
effimero somiglia
il fiore di ciliegio:
lo vedo sbocciare e intanto
ecco, già sta sfiorendo.

Anonimo, Kokin waka shuu II-73


"Leggero il passo sui tatami" di Antonietta Pastore

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Dopo il Giappone delle donne, sta per arrivare nelle nostre librerie un nuovo volume firmato da Antonietta Pastore, in cui racconta l’esser donna oggi in Giappone. Leggero il passo sui tatami (Einaudi, 2010, pp. 192, 13,50 €) – questo il delicato titolo – si presenta, infatti, come un incontro vissuto col Sol Levante in prima persona, giorno dopo giorno, anno dopo anno, con la curiosità e, allo stesso tempo, gli indugi di uno sguardo straniero.
Questa la recensione nel sito dell’editore:

«Ma non si stancano mai questi giapponesi, mi viene a volte da pensare, di controllare sempre ogni gesto e fare tante cerimonie? Di non dire mai una parola di troppo, non mangiare per la strada, mettere la mascherina quando sono raffreddati, sorridere di continuo, inchinarsi in ogni momento?»

Quando vi offrono il tè, i giapponesi pongono la tazza non al centro del vassoio, «ma un po’ di lato, in un punto intuitivamente calcolato in modo da creare un equilibrio ben più originale e poetico di quello che imporrebbe l’estetica occidentale, banalmente basata sulla simmetria». Ma come si concilia tanta finezza con le musichette assordanti nei luoghi pubblici e le ragazze in uniforme che si inchinano come automi, all’ingresso dei grandi magazzini, per dare il benvenuto a clienti che le ignorano?
Nel corso di sedici anni di vita in Giappone, la fascinazione iniziale per la raffinatezza del gusto, la soavità dei gesti femminili, la discrezione e la delicatezza delle persone lascia così il posto al fastidio per l’apparente ipocrisia, la formalità e la rigidità dei giapponesi.
Ma il percorso dell’autrice, e del lettore, segue un doppio movimento.
A poco a poco, infatti, il sospetto di non aver capito fino in fondo i meccanismi di questa società, di non averne colto l’essenza, si fa strada. E allora Antonietta Pastore mette in discussione i suoi parametri interpretativi e comportamentali: quelli propri di noi occidentali.
Storie minime, spesso divertenti, compongono il racconto di questo libro curioso: l’intimità forzata durante un fine settimana in montagna con i colleghi, il ricorso di un uomo a una veggente per trovare l’anima gemella, una serata danzante tutt’altro che voluttuosa, la gentilezza un po’ invadente di un venditore al castello di Hikone…
Anche grazie alla letteratura giapponese e all’apprendimento degli ideogrammi, l’autrice si cimenta nella comprensione di una cultura piena di contraddizioni, «sofisticata e al tempo stesso provinciale, ipertecnologica ma per certi versi arretrata, ipocrita eppure onesta».
Arrivando alla definitiva consapevolezza che si tratta davvero di un mondo particolare, fuori da tutti i luoghi comuni, a cui non si può che tentare di avvicinarsi all’infinito.
E in questo avvicinamento Antonietta Pastore ci accompagna generosa, con la limpidezza della scrittura e la delicatezza del suo sguardo sulle cose, su quei particolari capaci di illuminare improvvisamente l’insieme.


"Il Buddha bianco" di Hitonari Tsuji

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E’ da diverso tempo che nel blog non presento romanzi, ed oggi ho deciso di rifarmi. Ecco a voi, dunque, Il Buddha bianco di Hitonari Tsuji, scrittore e musicista, (traduttore Francesco Bruno, Marco Tropea editore, pp. 256, 16,90 €). Il volume, vincitore del prestigioso Prix Femina Étranger, è una recente uscita che va ad arricchire il panorama bibliografico italiano con un autore già affermato in patria, ma poco o affatto conosciuto da noi.
Questa la quarta di copertina del volume, ispirato alla vera storia del nonno dell’autore:

Sulla piccola isola di Ono, nell’estremità meridionale del Giappone, la famiglia Eguchi si dedica da generazioni alla forgia delle spade, un’arte antica in cui rivive la fierezza dei primi samurai che colonizzarono la regione. È l’inizio del Novecento quando il giovane Minoru decide di seguire le orme paterne e di legare il proprio destino a questo isolato microcosmo rurale, dove il tempo sembra sospeso nell’incanto di tradizioni ancestrali. Con ingegno e forza d’animo, Minoru supera le sfide del progresso che presto cambia il volto dell’isola, i rovesci della sorte, gli orrori delle due guerre mondiali, ma nel suo intimo, attraverso gli anni, riecheggia un tormentoso interrogativo, legato al significato dell’esistenza, al mistero della morte, al valore della memoria. La risposta coinciderà con l’ultima grande prova della sua vita, e avrà a che fare con la visione di un maestoso Buddha bianco che fin dall’infanzia lo sorregge nei momenti bui. Evocativa saga familiare ispirata alla storia del nonno dell’autore, questo romanzo trascende i confini del tempo per affrontare i grandi quesiti dell’uomo, attraverso quella profondità di sentire, quella saggezza filosofica e quella impalpabile levità che sono proprie della cultura orientale.


Libri e videogiochi giapponesi: "Power up" di Chris Kohler

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Da piccola, nutrivo una passione sconfinata per il Game Boy, col quale trascorrevo ore e ore a giocare, soprattutto con Tetris e Super Mario. Crescendo, ho abbandonato – un po’ a malincuore – questo hobby; per questa ragione voglio dedicare il post a coloro che, invece, continuano a coltivarlo anche da adulti.
Il libro che vi presento oggi è, infatti, Power up. Come i videogiochi giapponesi hanno dato al mondo una vita extra di Chris Kohler (ed. Multiplayer.it, pp. 310, € 15), ritenuto dagli aficionados del genere un must.
L’autore è un noto recensore trentenne di videogame, laureato in studi giapponesi e pluripremiato. Nel volume ripercorre la storia dei videogiochi giapponesi, cercando di individuare la chiave del loro successo planetario; per far ciò, dialoga con alcune delle maggiori figure del campo (Shigeru Miyamoto, Hideo Kojima, etc.), mettendo in luce i complessi rapporti tra industria, pop culture e comunicazione.


Due film dedicati a "Kitchen" di Banana Yoshimoto

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Forse non tutti sanno che dal celebre romanzo Kitchen di Banana Yoshimoto sono stati tratti  due film.
Il primo – una produzione in cantonese di Hong Kong – va sotto il nome di Wo ai chu fang (Mi piace la cucina, 1997); è stato diretto da Ho Yim e ha vinto il Puchon International Fantastic Film Festival. Il secondo, realizzato in Giappone nel 1989 con la regia di Yoshimitsu Morita e prodotto per la tv, annovera nel cast Ayako Kawahara, Kenji Matsuda, Isao Hashizume, Akinori Nakajima, Akiko Urao, Saki Matsura, Naoki Goto, Mie Hama, Senkyo Irifunetel e Konobo Yoshizumi.
Dalle informazioni raccolte (non ho ancora visto nessuna delle due pellicole), Wo ai chu fang è ritenuto abbastanza piacevole e fedele al volume, mentre la versione nipponica sembra discostarsi dall’originale e ha ricevuto commenti non proprio entusiasti (potete leggerne alcuni qui).
E ora, ecco una recensione in inglese con alcune scene tratte da Wo ai chu fang:


Shodō, l'arte della calligrafia

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Tutti coloro che, come me, studiano giapponese sognano un giorno di riuscire a tracciare ideogrammi pieni di grazia ed eleganza, degni di un maestro della calligrafia. Poiché, almeno nel mio caso, questo risultato è ancora lontano da venire, ho pensato di mettermi alla ricerca di qualche volume che possa aiutarmi a comprendere meglio lo shodō, la difficile via della scrittura.
Sono dunque incappata in Giappone, lo spirito nella forma. Shodō. L’arte della calligrafia (edizione multilingue, ed. Yoshin Ryu Kiri, pp. 211, 124 immagini a colori, 34 €) . Il volume presenta numerose opere dei maestri Ogawa Taizan e Imae Midori tratte dall’omonima mostra tenutasi a Torino nel 2008, organizzata dalla Yoshin Ryu, scuola di cultura e discipline orientali.


Imparare il giapponese con l'Ipod Touch e l'IPhone

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Dopo il post dedicato a come imparare il giapponese grazie alla Nintendo DS, oggi è il turno delle applicazioni utili e gratuite per far altrettanto sull’Ipod Touch e l’IPhone.
Innanzitutto, se non l’avete fatto, impostate tra le vostre tastiere in uso anche quella giapponese:
Andate su Impostazioni -> Generali -> Tastiera -> Tastiere internazionali -> e cercare Giapponese.

Per passare da una tastiera all’altra, mentre state scrivendo, basta premere il tasto col globo in basso a sinistra
Per imparare o ripassare i kana vi consiglio Kana Lite, con cui potrete anche esercitarvi, mescolando hiragana, katakana e romaji.
Per chi vuol sostenere il 4 livello del Japanese Language Proficency Test (ossia l’esame ufficiale di giapponese), consiglio Jlpt Study, che prevede un vocabolario di duecento parole e un repertorio di centotré kanji.
La vostra conoscenza della lingua è più avanzata? Allora ricorrete pure ai dizionari  Kotoba!, Shinkanji e Wwwjdic.
E se dopo tutto questo studio vi è venuta fame, basta utilizzare iSushi per scovare i ristoranti nipponici della zona; infine, una volta giunti a destinazione, affidatevi a Sushipedia e Sushiguru per scoprire tutto  sul più celebre piatto del Sol Levante e sulle sue innumerevoli varianti.


Memorandum delle uscite di saggistica (2009)

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Per evitare brutti scherzi della memoria e, soprattutto, tenere sott’occhio libri che m’interessano, ho preparato questo memorandum delle uscite e delle ristampe 2009 relative alla saggistica dedicata al Sol Levante. Di certo, avrò dimenticati parecchi titoli: quindi, chi volesse darmi una mano a rimpolpare la lista, è il benvenuto. 🙂 Nei prossimi giorni, pubblicherò anche le liste relative ad altri ambiti (narrativa, poesia, etc.).

*Saggistica*
Enciclopedia dei mostri giapponesi di Shigeru Mizuki (Kappa Edizioni, pp. 512, € 24)
L’anima nascosta del Giappone di Marcella Croce (Marietti, pp. 120, € 30)
Il crisantemo e la spada-Modelli di cultura giapponese di Ruth Benedict (Laterza, pp. 366, € 20)

*Saggistica d’arte*
Utamaro e il quartiere del paese di Gian Carlo Calza (Mondadori illustrati-Electa, pp. 80, € 19)
Design giapponese di Paola Antonelli e Sparke Penny (5 continents, pp. 160, € 29)
Lo zen e il manga-Arte contemporanea giapponese di Fabriano Fabbri (Mondadori, pp. 352, € 38)

*Saggistica storica*
L’esercito dell’Imperatore-Storia dei crimini di guerra giapponesi 1937-1945 di Jean-Louis Margolin (Lindau, pp. 655, € 32)
La vera storia dei kamikaze giapponesi-La militarizzazione dell’estetica nell’Impero del Sol Levante di Emiko Ohnuki-Tierney (Mondadori, pp. 400, € 12)

*Zen*
Lo zen e la cerimonia del tè di Kakuzo Okakura (SE, pp. 112, € 13)
Lo zen e l’arte di disporre i fiori di Gusty Herrigel  (SE, pp. 112, € 13)
Antologia del buddhismo giapponese (Einaudi, pp. 360, € 26)

*Curiosità*
Un geek in Giappone di Hector Garcìa (Panini comics, pp. 168, € 15)