Il lago Inawashiro, prima dell'11 marzo 2011; era detto 'lo specchio del paradiso'.
Buongiorno a tutti. Sono arrivata oggi da Fukushima. Sono venuta insieme a molti compagni che hanno riempito diversi pullman, sia dalla prefettura di Fukushima stessa sia dai posti dove siamo stati sfollati. […] Ci sono alcune cose che desidero dirvi tanto per cominciare. (altro…)
Oggi vorrei segnalarvi un evento che merita attenzione, e che spero richiamerà molti di voi lettori residenti nell’Italia settentrionale e in Canton Ticino.
Il 21 e il 22 aprile 2012, infatti, si terrà presso Bellinzona (Svizzera) la prima edizione di Japan Matsuri, festival dedicato alla cultura giapponese; sottolineo che “l’utile della fiera verrà devoluto in beneficenza per poter aiutare le persone colpite dal terremoto e dallo tsunami lo scorso 11 marzo”. (altro…)
Un albero solo cresce in quella ciotola,
Verde puro di mille anni,
Getta un’ombra scura e pesante.
Chi conosce
La vastità di cielo e terra fatti di terriccio?
Il picco di Shukuyuho dentro il minuscolo spazio.
(lirica di Ryushu Shutaku)
Tutti coloro che amano gli alberi in miniatura non potranno lasciarsi sfuggire un bellissimo volume ad essi dedicato, Bonsai, di Kazuhiko Tajima e del maestro Kunio Kobayashi, che uscirà intorno al 20 aprile per le edizioni L’Ippocampo in edizione bilingue italiano/giapponese. (altro…)
Kyoto, anni Cinquanta. Sotto un bellissimo parasole di carta, un’elegantissima donna abbozza un sorriso al fotografo; a lei cerca di stringersi una bambina dall’aria tenera e curiosa. Sotto il suo kimono a fiori, spuntano appena i piedini intrecciati in segno di timidezza. Da pochi mesi, Masako – così si chiama la piccola – ha lasciato di sua volontà, sebbene a malincuore, la propria casa per trascorrere gli anni a venire in un’okiya, la tradizionale residenza delle geiko (come si autodefiniscono le geisha) e delle maiko (le apprendiste): ignora del tutto che diventerà una delle donne più ammirate dell’intero Giappone, a costo però di enormi sacrifici. Non soltanto la bimba è costretta ad adattarsi a uno stile di vita alquanto duro, ma è tenuta a rinunciare alla propria famiglia, mutando persino il proprio nome in Mineko e il cognome in Iwasaki (tratto dalla madre adottiva).
La sua storia è raccontata per la prima volta in un volume da poco uscito in Italia, Storia segreta di una geisha, curato da lei stessa, Mineko Iwasaki, ora rispettabile signora di mezza età, (altro…)
Il nome di Stephen Turnbull a molti, probabilmente, non dirà nulla; eppure, se amate il Giappone, ci sono buone possibilità che vi siate imbattuti in lui senza saperlo. Laureato a Cambridge e specializzatosi in storia militare asiatica (in particolare, per tutto ciò che concerne i samurai), ha lavorato come consulente per il videogioco Shogun: Total War e per il film 47 Ronin (ispirato alla celebre omonima leggenda) con Keanu Reeves, che uscirà a novembre in Italia. A breve, per i tipi L’Ippocampo, verrà pubblicato l’ironico volume dello studioso, Samurai. Il manuale “non autorizzato” del guerriero giapponese (pp. 208, 116 illustrazioni, € 15; solo ora in offerta a 12,75); (altro…)
Ringrazio Francesca S. e Daniela per avermi segnalato questo interessante incontro che si terrà a Roma, dedicato a 1Q84 di Murakami:
«1Q84»: navigando in un mare di punti interrogativi un’iniziativa a cura dell’Associazione culturale«Tokyoèvicina» e dell’Università Popolare di Roma: (altro…)
Dopo aver recensito Venivamo tutte per mare (qui il mio intervento), oggi sono felice di poter intervistare Silvia Pareschi, la traduttrice che ci ha dato la possibilità di leggere il romanzo di Julie Otsuka in una bellissima versione italiana.
Silvia ha tradotto mostri sacri del livello di Jonathan Franzen, Don DeLillo, Cormac McCarthy e E. L. Doctorow, solo per fare qualche nome, collaborando con Mondadori ed Einaudi.
Cura inoltre un blog, Nine hours of separation (http://ninehoursofseparation.blogspot.com), in cui annota da San Francisco – città in cui vive – riflessioni acute e spesso ironiche su letteratura, cultura, attualità e, naturalmente, sulla traduzione in tutte le sue sfaccettature.
Biblioteca giapponese (da ora abbreviata BG): Silvia, innanzitutto grazie per avermi concesso questa intervista. Molte delle opere di cui ti sei occupata appartengono alla letteratura statunitense. Nel leggere e, successivamente, nel tradurre Venivamo tutte per mare – nato in seno all’idioma inglese – hai captato delle qualità (letterarie, stilistiche, linguistiche…) o degli scarti peculiari? Si percepisce insomma, a tuo parere, quella che, genericamente, potrebbe esser chiamata impronta giapponese? (altro…)
Poteva essere un mattino denso di nebbia o un tramonto piovigginoso. Alcune, trascinando le valigie, avevano già gli occhi umidi di tristezza; altre sorridevano e salutavano a gran voce.
Erano migliaia e migliaia. Tutte donne, tutte giapponesi, tutte in procinto di partire per sposare un anonimo conterraneo che viveva in America, dall’altra parte di un oceano che certe ragazze dell’entroterra non sapevano neppure immaginarsi. A ciascuna lui – e non importa se si chiamasse Kato, Jin o Tetsuya – aveva promesso una villetta, una Ford, un piccolo giardino ben curato con la staccionata appena dipinta.
Sbarcate a terra, trovarono mariti che le assaltavano nel sonno con furia, o che le guardavano appena; trovarono catapecchie in cui dormire e ville in cui servire in silenzio, e filari e filari da coltivare su cui spaccarsi la schiena sotto il sole della California per un padrone pallido mai visto. Trovarono figli indesiderati nel ventre e malattie sconosciute che prosciugavano il loro corpo, ricordo di qualche puttana amata una notte dall’uomo che aveva giurato loro fedeltà.
Le innumerevoli storie di queste donne – sconosciute ai più e, forse, volutamente taciute da molte – sono state raccolte assieme in un’unica, grande voce corale da Julie Otsuka, artista statunitense d’origine nipponica, nel suo Venivamo tutte per mare, tradotto dalla bravissima Silvia Pareschi (qui potete trovare l’intervista che mi ha rilasciato), edito da poche settimane per i tipi Bollati Boringhieri (pp. 142, € 14; ora in offerta su Amazon.it cliccando qui a € 11,05). (altro…)
Vi segnalo un’iniziativa molto interessante dell’Istituto giapponese di cultura di Roma (via Gramsci 74, http://www.jfroma.it/), Il cinema giapponese legge i classici: a partire da martedì 21 febbraio sino al 22 marzo, ogni settimana saranno proiettati due film ispirati a libri celebri della letteratura giapponese. Le proiezioni iniziano alle ore 19.
* * * * * * * * * * * * * Martedì 21 febbraio I’M A CAT di Kon Ichikawa (Wagahai wa neko de aru, 1975, C, 115’, 35mm) lingua originale , sottotitoli in inglese
Giovedì 23 febbraio THE MAKIOKA SISTERS di Kon Ichikawa (Sasameyuki, 1983, C, 140’, 35mm) lingua originale , sottotitoli in inglese
Martedì 28 febbraio LA MOGLIE DI VILLON di Kichitaro Negishi (Viyon no tsuma, 2009, C, 114’, DVD) lingua originale , sottotitoli in italiano
Giovedì 1 marzo FIRES ON THE PLAIN di Kon Ichikawa (Nobi, 1959, B/N, 104’, 35mm) lingua originale , sottotitoli in inglese
Martedì 6 marzo THE ECHO di Mikio Naruse (Yama no oto, 1954, B/N, 94’, 35mm) lingua originale , sottotitoli in inglese
Giovedì 8 marzo THE KI RIVER di Noboru Nakamura (Ki no kawa, 1966, C, 173’, 16mm) lingua originale , sottotitoli in inglese
Martedì 13 marzo THE WOMAN IN THE DUNES di Hiroshi Teshigahara (Suna no onna, 1964, B/N, 122’, 35mm) lingua originale , sottotitoli in inglese
Giovedì 15 marzo SILENCE di Masahiro Shinoda (Chinmoku, 1971, C, 130’, 16mm) lingua originale , sottotitoli in inglese
Lunedì 19 marzo TSUGUMI di Jun Ichikawa (Tsugumi, 1990, C, 105’, 16mm) lingua originale , sottotitoli in italiano
Giovedì 22 marzo RINCO’S RESTAURANT di Mai Tominaga (Shokudo katatsumuri, 2010,C, 118’, 35mm) lingua originale , sottotitoli in inglese