Convegno "Al di là dei clichè: rappresentazioni altre del femminile"

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A chi ha la possibilità in questi giorni di recarsi a Milano, suggerisco vivamente di farlo: il 26 e il 27 ottobre, infatti, presso l’Aula magna del Dipartimento di lingue e culture contemporanee dell’Università di Milano (Piazza Indro Montanelli, 1, Sesto S. Giovanni, Milano), si terrà il convegno “Al di là dei cliché: rappresentazioni altre del femminile”. In particolare, consiglio i seguenti interventi:
Paola Scrolavezza (Univ. degli Studi di Bologna), “Donne senza fissa dimora: scrittura e libertà secondo Hayashi Fumiko (1903-1951)” [a destra nella foto] che si terrà il 26/10 alle 17,30;
Giorgio Fabio Colombo (Univ. Cà Foscari), “Suzuki Setsuko e le altre: la lotta per le pari opportunità nel diritto del lavoro in Giappone”, che avrà luogo il 27/10 alle 9;
Virginia Sica (Univ. degli Studi di Milano), “Hojo Masako. Donne e politica nel Giappone premoderno”, che si terrà il 27/10 alle 11,30;
Ida Marinelli (prima attrice del Teatro dell’Elfo di Milano) e Virginia Sica, conversazione su “Mishima Yukio e la sua Renée de Sade”, che si svolgerà alle 16,30 del 27/10.
Ringrazio un utente di aNobii per avermi segnalato l’evento.


Nel Giappone delle donne di Antonietta Pastore

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Sono sempre stata dell’idea che spetti alle donne scrivere della condizione femminile; spesso, infatti, mi pare che gli uomini, nel  viso_japtrattare di ciò, manifestino un certo distacco o un fastidioso paternalismo. Ho apprezzato quindi fin dagli intenti Nel Giappone delle donne di Antonietta Pastore (Einaudi, 2004, pp. 204, 9,50 €): la studiosa, grazie al suo lungo soggiorno nel Paese del Sol Levante, ha acquisito una solida conoscenza dell’universo muliebre nipponico e ne dà prova nel testo.
Esso è articolato in diverse sezioni, ciascuna delle quali è dedicata ad un tema (nell’ordine: matrimonio, famiglia, femminismo, divorzio, giovani, lavoro, mizu shoobai, arti tradizionali, terza età), delinato in modo sintetito e chiaro e, successivamente, descritto con numerosi esempi tratti dalla vita dell’autrice.
Pagina dopo pagina, dinanzi ai nostri occhi si spiega un ventaglio di esistenze, talvolta vissute nell’ombra: studentesse, mogli, lavoratrici, artiste, ribelli, vedove… Ogni figura è diversa, ma accomunata alle altre dal difficile compito di essere donna, oggi (poiché, purtroppo, la femminilità — prima che una condizione fisica e ontologica complessa — è spesso percepita innanzitutto come un insieme di doveri e di ruoli). E se, ad uno sguardo veloce, il panorama può apparire statico, persino opprimente,  è attraversato in verità da un silenzioso conflitto, che ha luogo principalmente all’interno della donne e per le donne, manifesto indizio del disagio verso se stesse e la società che contrassegna tuttora il processo di emancipazione, non solo in Giappone, ma, purtroppo, in gran parte del pianeta.

Foto tratta da qui: allo stesso indirizzo è possibile trovare un interessante articolo in inglese dal titolo The New Japanese Woman: Modernity, Media, and Women in Interwar Japan.