#20peril2020: “Una donna e la guerra” di Kondō Yōko

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Titolo: Una donna e la guerra (trad. di Maria Teresa Orsi, Dynit Manga, 2019, € 16,90)
Autrice: Kondō Yōko
Cos’è? Graphic novel, accompagnato dai due racconti che lo hanno ispirato.

Si può davvero amare in tempo di guerra, in preda agli allarmi e alla fame, al di là di facili sentimentalismi? O quel che si prova può somigliare a un attaccamento ambiguo alla vita e alla morte, visto che si teme la perdita dell’altro ma si pensa anche e innanzitutto alla propria sopravvivenza? Sposatisi quasi accidentalmente in pieno secondo conflitto mondiale, lo scrittore Nomura e la sua compagna, un’ex prostituta, condividono una quotidianità scandita da gesti semplici, quasi elementari: parlare, dedicarsi a piccoli passatempi, sfogare i propri istinti sessuali. Tanto il Giappone mutilato in cui si trovano a vivere quanto il loro rapporto di coppia sembrano non appagare in fondo nessuno dei due; eppure, quasi affascinati dall’idea di distruzione e precarietà che permea tutto e tutti, non sanno rinunciare l’uno all’altro, sottostando fatalmente al fascino di eros e thanatos.
Ispirato a due racconti di Sakaguchi Ango tradotti con maestria da Maria Teresa Orsi, il graphic novel disegnato da Kondō Yōko li riflette con fedeltà, riuscendo a rendere con grande intensità la perturbante e contraddittoria relazione dei due protagonisti.

Una frase d’impatto: “D’ora in poi torneranno i giorni della noia e della pace.”

Consigliato a chi… : cerca una visione inedita dell’amore e della seconda guerra mondiale.


Metà zen, metà pop: il graphic novel “Il Nao di Brown”

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glyn dillon Metà: questo sembra il segno distintivo di tutta la vita di Nao Brown. Metà sospesa fra il passato e il futuro (malgrado il nome, che si pronuncia come now, ‘ora’, in inglese), metà con i piedi per terra e i pensieri perennemente in corsa altrove, metà inglese e metà giapponese. E, soprattutto, metà in preda a improvvisi impulsi violenti, metà schiacciata dalla colpa e dalla paura di mettere davvero in pratica quel che sogna a occhi aperti.

La incontriamo, quasi per caso, pochi anni dopo aver concluso gli studi d’arte, Continua a leggere »