Taiho Jutsu. Arti marziali d’arresto nel Giappone feudale e moderno

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taiho just arti marziali d'arresto nel giappone feudale e modernoSamurai con la katana sguainata, languide geisha avvolte in sete lucenti e signori feudali senza scrupoli: è così, solitamente, che immaginiamo l’epoca Edo (1603-1868).

Ma nel mondo fluttuante, oltre alla bellezza e alla grazia, trovavano posto anche la rapina e la violenza (grande o piccola che fosse): su questo cosmo incerto vigilavano gli ufficiali di polizia, che certo non avevano vita semplice. A loro e a molto altro ancora, Maurizio Colonna – esperto di discipline orientali marziali, energetiche e meditative – ha dedicato un ebook di recente uscita, Taiho Jutsu. Arti marziali d’arresto nel Giappone feudale, un’opera probabilmente unica nel panorama italiano per i temi affrontati (Volume edizioni,  pp. 73, € 4,99).

taiho jutsu tecnica di imprigionamento

Tecnica di imprigionamento del Taiho Jutsu

Sebbene affondi le sue radici nel passato feudale del Sol Levante, il Taiho Jutsu (alla lettera: “arte, tecnica dell’arresto”) non deve però esser considerato una disciplina ormai obsoleta: esso, infatti, nasce in realtà nel 1947, in seguito alla smilitarizzazione forzata del paese dovuta alla sconfitta subita nella seconda guerra mondiale, facendo confluire insieme elementi tratti da diverse arti marziali e tecniche di difesa personale da adottare per
la pubblica sicurezza. Il suo successo fu tale al punto che venne esportato anche all’estero, come in Gran Bretagna e Stati Uniti.

Nel volume, l’autore traccia una sintetica storia dei corpi armati posti a difesa e custodia del Giappone (comprendenti pattugliatori, spie, investigatori…), descrivendone funzioni, vestiario e dotazioni di armi, e tratta inoltre di come oggi si struttura il Taiho Jitsu (cinture, denominazioni, qualifiche); due apposite, corpose sezioni sono infine dedicate alle tecniche tradizionali e moderne, esemplificate puntualmente da fotografie a colori e didascalie.

 

Foto tratta da Shinkitaikarate


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