Il sesso, l’adolescenza, il denaro: “Un mondo innocente” (o quasi) di Sakurai Ami

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Una realtà fatta di prostituzione, incesto, ma anche amore: può essere questo un ‘mondo innocente‘, lo stesso da cui prende spunto l’omonimo romanzo di Sakurai Ami, ristampato in queste settimana da Newton & Compton (trad. di Di Natale, pp. 154, € 9,90; solo ora in offerta su Amazon.it a € 8,42)?

Se volete saperne di più a riguardo, ecco la trama tratta dal sito dell’editore:

Ami non crede in niente, non spera in niente: a diciassette anni si prostituisce adescando i clienti su Internet. Il sesso con gli sconosciuti, per lei, non è un tabù, anzi è sempre stata una sua vivida fantasia. L’eccesso e la perversione sono le uniche armi che Ami ha per stare al mondo. La sua verginità, però, l’ha donata al fratello, Takuya. Tra i due, sebbene lui soffra dalla nascita di un ritardo cognitivo, esiste una passione segreta, un legame profondo e puro, vissuto come il ricongiungimento di due parti in un unico essere. Un legame morboso eppure ben più luminoso della perversa realtà di camere d’albergo e amanti senza nome a cui Ami non può e non vuole sottrarsi. Un mondo innocente è il primo libro di Ami Sakurai pubblicato in Italia: principessa giapponese del disincanto, irrompe sulla scena con un racconto tagliente come la lama di un rasoio, in cui mette a nudo con feroce sincerità, insieme al corpo della protagonista, anche il suo cuore.

E qui potete leggere un ampio estratto del romanzo, da cui ho estrapolato questo brano (qui, invece, il libro su Google Books):

Il silenzio in biblioteca era denso e vischioso quanto lo smalto blu perla sul mio anulare. Insinuandovisi a forza, il mio cercapersone suonò forte, per tre volte. Gli studenti asettici e sotto vuoto che mi circondavano sollevarono il capo e mi fissarono. Assunsi un’espressione innocente e continuai imperterrita a leggere il mio libro di testo sul Giapponese contemporaneo.

Poiché gli umani sono fatti per scambiare il mondo di Energen con il mondo di Ergon, il linguaggio può essere considerato come un sortilegio, un anatema vincolante per l’umanità.

(Energen è la condizione nella quale le cose vengono generate e fanno parte di un flusso. Ergon è riferito alla condizione stabile dopo il completamento della genesi. Come quando un tipo pompa e pompa senza farmi venire, ma il sesso finisce non appena mi scarica dentro il suo seme).

Il mio cercapersone suonò altre tre volte, squarciando il limaccioso silenzio che avvolgeva la sala, ampia e spaziosa. Feci schioccare la lingua, armeggiai
nello zaino per mettere a tacere la suoneria, poi mi alzai in piedi e mi guardai intorno alla ricerca del bagno. Per oggi, avevo intenzione di dare solo una
scorsa veloce all’articolo… ma niente da fare. I miei piani di studio stavano per saltare in aria un’altra volta.

(Pensavo di aver detto a Kaji di non prendermi appuntamenti, questa settimana. Solo che a lui non frega un accidente delle priorità degli altri).

Uno studente seduto di fronte a me, gli occhi simili a quelli di uno spaniel nevrotico, mi lanciò una rapida occhiata. Aveva davanti una pila di testi di legge. Sembrava il tipo semplice e ingenuo che piace tanto alle donne, ma immaginai che dopo un’ora scarsa di conversazione con lui mi sarei già annoiata a morte.

Lasciai la Biblioteca Centrale Shibuya di Harajuku, e chiamai Kaji da un telefono pubblico, davanti una crêperie. «Credevo di averti detto che questa settimana non andava bene. Perché diavolo mi hai chiamata sul cercapersone?»

«Si tratta di un’emergenza e non sono riuscito a raggiungere nessun altro dello staff. Scusami, è solo per questa volta. Ti pagherò di più per stasera».

«Quanto?»

«80.000 yen».


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