“Il kimono rosso”, storia di una cortigiana

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Dopo il successo di Memorie di una geisha, sembra esser nato un vero e proprio filone letterario per cavalcare l’onda e attrarre lettori più o meno incuriositi dal Giappone.
Come avrete intuito, il libro di oggi si colloca perfettamente in questo quadro; più che per sue intrinseche qualità, ne parlerò per dovere di cronaca. Già il titolo, Il kimono rosso (Piemme, pp. 420, € 19,50; ora disponibile su Amazon a € 12,68 cliccando qui), la dice lunga; se poi si aggiunge che l’autrice, Lesley Downer, ha al suo attivo anche Geisha e L’ultima concubina, direi che tutto si fa ancora più chiaro. Consola in parte soltanto il fatto che la scrittrice abbia a lungo vissuto nel Sol Levante.
Malgrado le mie perplessità sul genere “kimono e ventaglio”, vi lascio la presentazione del volume, edito da poche settimane, e il pdf con le prime pagine dell’opera:

Hana indossa il suo kimono da cerimonia; i capelli lunghi fino a terra sono spalmati d’olio e raccolti in un’acconciatura ordinata, come vuole la tradizione. Saluta il comandante Yamaguchi, suo marito, che sta partendo per combattere i ribelli del Sud e difendere lo shogun e il suo Paese. Malgrado non sia innamorata del comandante, la giovane e bella Hana si è sempre comportata secondo le consuetudini, per sentirsi adeguata al suo ruolo di moglie. Rimasta sola, custodisce la loro casa, mentre lo scontro tra i ribelli e l’esercito imperiale si avvicina e si fa sempre più sanguinoso e violento. Ora anche Hana è in pericolo e, nonostante sappia usare con maestria l’alabarda giapponese, deve arrendersi e fuggire.
Un breve viaggio pieno di ostacoli, al termine del quale viene accolta dai colori, suoni e profumi di Yoshiwara, il quartiere del piacere di Tokyo. Una casa per cortigiane diventa il suo rifugio, e la sua vita prende una direzione imprevista.
Inizialmente intenzionata a raggiungere il marito, Hana trova nella casa un calore umano che mai aveva conosciuto e viene a poco a poco attratta dall’atmosfera vitale e vivace del quartiere. Scoprendo dentro di sé una sensualità fino a quel momento ignorata, si trasforma in una perfetta cortigiana e assapora per la prima volta il gusto della libertà e il sottile piacere della seduzione. Ma è Yozo, un coraggioso soldato, a cambiarle definitivamente la vita. Sfuggito alla cattura dei suoi nemici, si dirige nell’unico posto in cui un uomo sa di essere al sicuro: Yoshiwara. Nella città che non conosce il sonno, Yozo e Hana s’incontrano e s’innamorano, ma il ragazzo nasconde un segreto che, una volta rivelato, incomberà come una minaccia sulle loro vite, oscurando la loro felicità.


10 commenti su ““Il kimono rosso”, storia di una cortigiana

  1. Non mi ha trattenuto il prezzo perchè in quel momento avevo un una tessera regalo da 50 euro XD
    Mi ha trattenuto leggere le note biografiche dell’autrice (la prima cosa che vado a sbirciare quando vedo libri su temi nipponici sviluppati da occidentali) e poi leggere la sinossi della trama…a naso, non m’ha ispirato e non m’ispira tutt’ora 😛

  2. Certe volte si possono avere delle gradevoli sorprese, anche se l’autore è occidentale e la copertina patinata. Ad esempio, io ho da poco letto “Mille Autunni”, un libro da tempo fuori stampa scritto da Gabriella Magrini, e che sarebbe la biografia romanzata di Murasaki Shikibu. Ero pronta al più bieco scetticismo…invece mi sono dovuta ricredere, ed è un romanzo che consiglio, ammesso che riusciate a trovarlo.
    E, a propostio di Dama Murasaki, ho scoperto che la casa editrice SE sta per pubblicare “Diario e memorie poetiche” di Murasaki Shikibu, anche questo un libro che era da molti anni scomparso. Purtroppo la casa editrice SE, per quanto elegante e raffinata, è estremamente misteriosa e non mi è stato possibile trovare informazioni più precise.
    In verità ho scritto questo post perchè non vedevo l’ora di diffondere questa notiziola e nella speranza che qualcuno ne sappia più di me in proposito.

  3. Ancora una cosa. Sempre nell’ambito dei romanzi, ne consiglio uno scritto da un americano di origine giapponese, Takahashi Matsuoka, e il libro si intitola “La profezia della dama Shizuka” (temo però che anche questo sia reperibile nei remainders, se si è molto fortunati).

  4. @ Barbara: conoscevo di nome “Mille autunni”, ma tu mi hai convinta a prenderlo in biblioteca. Mi informerò riguardo l’opera di Murasaki. Grazie per i consigli. 🙂

  5. Pingback: Una storia delle geisha, firmata Lesley Downer

  6. Sono estremamente riluttante a comprare romanzi scritti da occidentali che raccontino il Giappone, a meno che non si tratti di diari di viaggio o considerazioni personali e autenticamente vissute. Ero diffidente anche verso “Memorie di una Geisha”, che non ho ancora letto, ma la cui storia ho visto nel celeberrimo film. Non so quanto esso sia fedele alla storia, e nonostante io ami tutte le autrici protagoniste, devo dire che il film ha confermato la delusione che mi aspettavo.
    Pertanto, vorrei consigliare un libro che sta per uscire – anche se dovremo attendere fino a Febbraio!!! – e si tratta di “STORIA PRIVATA DI UNA GEISHA”, di Iwasaki Mineko, che è stata la più celebre “Geiko” di Kyoto del suo tempo. Il libro sarà edito dalla Newton Compton e il prezzo di copertino sarà relativamente modico, € 9,90.
    Per la cronaca, Iwasaki – san ha portato in tribunale Golden con l’accusa di travisazione dell’immagine della Geisha traslata nel libro, ed ha ricevuto dalla casa editrice dell’autore un generoso indennizzo. Era stata, infatti, una delle consulenti di Golden e si è sentita profondamente tradita e ferita dal modo in cui l’americano ha spiegato la vita delle Geishe, secondo lei rappresentate come cortigiane e non come le Donne d’Arte che sono.
    In effetti, il personaggio di Hatsumomo interpretato da Gong Li nel film, nel modo di vestire, truccarsi e di comportarsi, è esattamente quello di una cortigiana…

  7. Due parole tardive su questo romanzo, che ho letto solo di recente.
    In verità, non mi è dispiaciuto quando, alla fine, mi sono decisa ad acquistarlo e leggerlo. Lesley Downer non è una sprovveduta, ha vissuto per un certo periodo in Giappone, ha lavorato per la rete nazionale televisiva giapponese in un bel documentario intitolato “On the Narrow Road to the Deep North”, ispirato all’ultimo grande viaggio – appunto verso nord – di Matsuo Basho. Figlia di un sinologo e di una cittadina cinese, fin da giovanissima la sua passione è stata il Giappone e la sua cultura.
    Il saggio/inchiesta sulle Geisha è un ottimo lavoro da accoppiare al più celebre di Lisa Dalby e, infine, “Il kimono rosso” non è il suo unico romanzo reperibile. Io sono arrivata a leggerlo dopo essere rimasta piacevolmente sorpresa da “l’ultima concubina”.
    Se vogliamo, “Il kimono rosso”, “L’ultima concubina” e “la figlia della concubina”, pur non essendo storie legate direttamente l’una all’altra, sono ambientate nel medesimo periodo, il difficile passaggio dall’era Tokugawa all’era Meiji, 1866 circa, quindi i tre libri possono essere considerati una trilogia. Sono romanzati, certo, ma ricchi di dettagli interessanti e, tutto sommato, le storie sono avvincenti. Li consiglio spassionatamente, per trascorrere alcune ore piacevoli di evasione.
    Per chi fosse interessato al libro scritto dalla Downer, sul suo ripercorrere il viaggio di Basho, su Amazon potrete reperirne anche delle copie usate, ma in inglese, perchè da noi non è stato ancora tradotto. Il titolo è come quello del programma televisivo che dicevo e riecheggia il titolo che lo stesso Basho diede alla cronaca poetica del suo viaggio – credo.

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