Il manuale del samurai: "Hagakure. All'ombra delle foglie"

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Sempre grazie alla casa editrice Solfanelli, vi segnalo una delle edizioni italiane del cosiddetto Libro dei samurai, ossia Hagakure. All’ombra delle foglie di Yamamoto Tsunemoto; il volume è stato curato da Francesca Meddi, consta di 88 pp. e costa 8 €.
Come ricorda la presentazione,

L’Hagakure, considerato un classico del Bushido, è un manuale per i guerrieri (Bushi) composto da 1300 brevi aneddoti e riflessioni di diverso carattere.
La famosa la frase Ho capito che la via del samurai è la morte, tratta dal Hagakure di Yamamoto Tsunetomo, spesso interpretata parzialmente o addirittura in modo fazioso, condusse talvolta al fanatismo estremo. Emblematico fu a questo proposito il suicidio di Yukio Mishima secondo il rituale del seppuku, il sacrificio di giovani militari giapponesi indotti alla cieca obbedienza per l’imperatore.
Tuttavia, dietro al facile fraintendimento che l’assunto genera, si cela un pensiero diverso; paradossalmente è un invito alla vita, a viverla in ogni suo istante al meglio, ricordando che l’uomo, come ogni altro essere vivente, è destinato a morire.
In questo libro sono stati tradotti gli aneddoti più significativi, quelli che più si accordano al Giappone di oggi, riassumendone gli aspetti sostanziali.
In appendice, “L’ultimo samurai” e “Lo stoicismo e lo zen”, i due saggi della traduttrice Francesca Meddi.
Qui, il concetto del Cuore Zen, soggetto imperturbabile, oggetto della strenua ricerca dei samurai e strumento per superare la paura della morte, è termine di confronto fra il seppuku di Mishima e con quello di Catone.
In questo paragone, la teatralità della morte di Mishima non ha il senso dell’atto patriottico che riscatta il disonore, quanto il gesto estremo di un uomo “(…) che aveva fatto della sua vita uno spettacolo (…)”, e la glorificazione dell’idea romantica della morte. E’, in definitiva, un seppuku quale perfetta conclusione di un dramma, come uno di quelli tante volte raccontati nei suoi romanzi.
Diversamente, la virtù stoica di Catone lo rende simile al samurai, e proprio come un samurai Catone decide di togliersi la vita per seppuku.

(qui a lato: un fotogramma de I sette samurai di Akira Kurosawa)


"Il caso Aum Shinrikyo": fanatismo e terrorismo in Giappone

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Grazie alla segnalazione della casa editrice Solfanelli, vi segnalo un volume non certo d’argomento comune, di recente pubblicazione: Il caso Aum Shinrikyo. Società, religione e terrorismo nel Giappone contemporaneo di Stefano Bonino (ed. Solfanelli, pp. 128, € 10).
Aum Shinrikyo è il nome della setta religiosa che organizzò l’attentato alla metropolitana di Tokyo del 20 marzo 1995, utilizzando il gas sarin, che uccise dodici persone e ne intossicò seimila.
Per saperne di più, vi rimando alla presentazione dell’editore:

Sostenuta da un’importante bibliografia, la storia del “caso Aum Shinrikyo” viene presentata secondo una rigorosa linea cronologica, e indagata nel contesto socio-religioso del Giappone contemporaneo.
In seguito al massiccio attacco terroristico alla metropolitana di Tokyo nel marzo del 1995, l’Aum Shinrikyo si è imposto all’attenzione giapponese e mondiale come il più feroce movimento religioso terroristico nipponico.
Setta sincretista fondata sulla figura del suo leader Asahara, l’Aum Shinrikyo si è inizialmente aperto e proteso verso la società, proponendo un sentiero comune di salvezza collettiva, ma finendo per chiudersi in se stesso in seguito ad una serie successiva di fallimenti.
Con l’intento di scatenare una guerra globale, non si è limitato a dirigere le proprie energie contro i suoi nemici, ma ha preso di mira l’intera società.
Mentre il racconto si sviluppa, l’organizzazione interna del movimento e la struttura esterna della società si intrecciano, si fondono e si sfumano, lasciando l’amara consapevolezza dell’intimo rapporto tra fanatismo religioso e violenza.