“In una notte di temporale” di Yuichi Kimura

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Se siete stufi di raccontare ai vostri bambini la storia di Cappuccetto Rosso e quella dei tre porcellini, allora questa potrebbe essere l’occasione giusta per rinnovare il repertorio, magari iniziando da In una notte di temporale di Yuichi Kimura (traduzione di Paolo Volpato e illustrazioni di Simona Mulazzani; Salani, pp. 64, euro 7,5; ora in offerta a 6,38).

Il nome, probabilmente, non vi dirà nulla, ma questa tenera fiaba in Giappone ha venduto un milione e trecentomila copie.
Questa la presentazione dell’editore:

In una notte di temporale, una piccola capretta bianca vagava nell’oscurità. Senza pensarci un attimo si rifugiò in una capanna abbandonata sulla collina. Si accomodò in un angolo a riposare ascoltando il picchiettare della pioggia sul tetto. Ma ansimando qualcuno entrò nella capanna. Chissà chi era. La capretta drizzò le orecchie. Doveva essere sicuramente una capra. La capretta, sollevata, salutò il nuovo arrivato che, sorpreso e un po’ spaventato, rispose sgarbatamente. Ma il nuovo arrivato non era una capra, bensì un lupo. Il lupo disse “Come? Chi ha parlato? Con questo buio, non si vede un accidente”. Nel racconto tutto si svolge nel buio, ed è proprio il buio che fa scoprire ai bambini quanto siano simili nei desideri e nelle paure i due antagonisti per antonomasia. Il buio, come complice in positivo, non svelerà loro la vera identità dell’altro. Anzi, riprendendo il loro cammino al termine del temporale, si saluteranno come due buoni amici e con l’impegno di rincontrarsi il giorno dopo a mezzogiorno nello stesso posto.

Dalla storia è stato tratto un film d’animazione, あらしのよるに (Arashi no yoru ni), conosciuto in Italia come Amicinemici – Le avventure di Gav e Mei.