Mese: Febbraio 2012

Parole e neve


Questa è una mia convinzione di sempre. Provo a metterla in pratica anche stanotte e, tra le coltri, trasformo l’accaduto in versi.
Il mio è un impegno scrupoloso, devo scriverli subito in modo che non si disperdano: apro dunque il solito album e lo pongo accanto al cuscino.
“Dell’aronia la rugiada / scuote / un folle”, scrivo subito e rileggo: non molto belli ma neppure così atroci.
Poi aggiungo: “Come l’ombra dei fiori / o l’ombra di una donna velata”.
C’è una sovrapposizione di elementi stagionali ma non importa, devo solo rilassarmi e scrivere con tranquillità.
Compongo una poesia: “In una principessa d’alto rango / in una donna si è traformata / la luna velata”;
sembrano versi folli, li trovo strani, benché mi appartengano.

Brano tratto da Guanciale d’erba di Natsume Sōseki
(citato qui; illustrazione del bravissimo Florent Chavouet – tutti i diritti riservati)

Un bisbiglio nel silenzio: “Tokyo soul” di Mariella Soldo

Solitamente, riservo poco spazio ad autori che scrivono del Sol Levante.  Non amo pagine riempite di geisha, samurai e altri ameni luoghi comuni.

Tempo fa, proprio per il timore di vedere la sofferenza di un popolo ridotta a mero pretesto narrativo, mi sono tenuta ben lontana dalla serie di eventi e opere (più o meno) artistiche per commemorare il terremoto dell’11 marzo 2011. I discorsi vuoti e fini a se stessi erano sempre in agguato.

Con il racconto Tokyo soul (che potete leggere qui) di Mariella Soldo non è stato così. Ogni parola mi è parsa sincera, sentita, fragile. Forse perché, in quei giorni di primavera acerba, ho provato lo stesso dolore e la medesima paura di perdere per sempre un’amica preziosa, che – anche a diecimila chilometri di distanza – cercava a suo modo di proteggermi.