Alla scoperta di Yu Miri e Iijima Ai

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Oggi un ritratto delle controverse scrittrici Yu Miri, nota in Italia per Oro rapace, e Iijima Ai, autrice di Platonic Sex, deceduta in circostanze poco chiare nel 2008.  L’articolo è di Claudia Bonadonna ed è tratto da RaiLibro.

Giovane, famosa e pericolosa. In poco più di trent’anni di vita la  scrittrice nippo-coreana Yu Miri ha conosciuto più successi e rancori di una rockstar. Cresciuta in una famiglia altamente disfunzionale, tra un padre giocatore, una madre entraîneuse e una sorella pornodiva, ha collezionato una ragguardevole serie di tentati suicidi e di spettacolari espulsioni scolastiche prima di trovare consolazione nella scrittura. Kazoku shinema è il romanzo altamente autobiografico che l’ha portata alla ribalta all’incirca quattro anni fa, facendole guadagnare il più alto riconoscimento letterario giapponese, il prestigioso premio Akutagawa, e una ridda di critiche intorno al violento sarcasmo con cui fustiga le rigidità e i razzismi della cultura nipponica (tutti patiti e pesantemente ribaditi sulle sue spalle di immigrata coreana e di donna). La vis polemica di, Oro rapace (Feltrinelli 2001), non l’aiuterà certo a rinunciare alla scorta che, in seguito alle numerose minacce di morte giunte al suo indirizzo, da circa un anno l’accompagna nei tour promozionali.

Il paradosso è che la prosa di Yu Miri ha una placidezza quasi zen, matematica addirittura, mentre elenca con rigore scolastico nefandezze e straniamenti. Così il piccolo Kazuki – quattordici anni portati con impazienza e livore – ucciderà suo padre, un dispotico e facoltoso proprietario di pachinko, con pochi colpi di spada e assisterà glaciale allo spargimento di sangue e umori. Non una sorpresa, certo, avendo il ragazzino vissuto fin da subito una vita deprivata di affetti e calore familiare. La madre è una figura sfumata che si è da tempo allontanata dalla ricchezza maledetta del consorte, la sorella vive in un universo parallelo fatto di frivolezze firmate e prostituzione, il fratello maggiore, l’amato Koki, è condannato alla minorazione mentale e alla morte da una rara malattia genetica. Kazuki ha brama di crescere e del potere che il denaro può comprare. L’omicidio gli appare l’unica scorciatoia praticabile. Per un po’ il gioco riesce, grazie anche alle cure materne della dolce fidanzatina Kyoko. Poi la realtà ha la meglio sull’artificio domestico e Kazuki, pressato dai sospetti della polizia e dai saggi consigli del nuovo padre che si è scelto, il vecchio yakuza Kanamoto, si appresta a confessare. E mentre il cerchio si chiude non possiamo fare a meno di spendere qualche lacrima per questo piccolo eroe antipatico, rotellina impazzita nell’ingranaggio titanico e rapace della società giapponese. Più che un monito, una speranza alienata.

Non è da meno di Yu Miri – se non per talento narrativo quantomeno per fama mediatica – Iijima Ai, classe 1973, bollente protagonista di centinaia pellicole hard, poi pornodiva pentita (ha abbandonato la carriera ad appena ventitré anni) e oggi casta e acclamatisima diva della tv nipponica. Platonic Sex (Rizzoli 2004) è la sua autobiografia-scandalo, best seller in pochi mesi in tutte le classifiche di vendita dei paese asiatici, oggetto di culto per migliaia di adolescenti e presto anche un film firmato dalla celebre cineasta giapponese Masako Matsuura.

Ai ha quindici anni appena e il più completo disinteresse nei confronti delle “istituzioni” che reggono il sistema dei valori tradizionali: famiglia e scuola. Ha già consumato notti d’amore col suo ragazzo in uno dei tanti “love hotels” che lambiscono i quartieri bene della capitale giapponese, salta le lezioni, fa shopping sfrenato per le vie trendy di Shibuya, aspetta l’alba tra karaoke e discoteche. In lei non c’è alcuna dichiarazione d’alterità, immersa com’è nella consuetudine del divertimento, la sua è un’inconsapevole resistenza passiva. Colpita dal padre in un eccesso di collera, Ai fugge di casa e intraprende la sua ascesa all’empireo del sesso a pagamento: hostess in un night club, prostituta d’alto bordo, infine attrice di film a luci rosse.

Benvenuti nel sorprendente “Impero dei sensi” delle adolescenti nipponiche, dove l’innocente logo del gattino di Hello Kitty può finire ad ornare accessori di piacere solitario, perché sensi e segni, usi (del proprio corpo) e consumi voluttuari si rincorrono lungo il circuito di una macchina produttiva ingolfata, sempre sull’orlo di una crisi fatale della domanda. Iijima Ai fa finta di nulla circa i risvolti sociologici della sua prosa e si racconta come in una confessione: i contrasti con la famiglia, il risveglio del corpo, la scoperta del sesso come strumento commerciale, l’ossessione per il denaro, la rincorsa insaziabile al divertimento. Fino all’estenuazione, alla consumazione (totale e in un certo senso malinconica) dell’ultimo briciolo di coscienza… che forse reclama dolorosa limpidezza e ordine in mezzo ad una travagliata instabilità emotiva. Eppure, malgrado la crudezza delle situazioni e l’estremismo di certe scelte, Platonic Sex scorre leggero e accattivante (col suo sapiente mix di tecniche di marketing all’incrocio tra scrittura, televisione e nuovi media) nella naturalezza del suo linguaggio esplicito e nella nudità sentimentale della sua prosa. Circa la succitata rappresentatività verso le esigenze di una generazione poco paziente, l’autrice declina ogni merito. Il suo è solo un diario scritto con la maturità del poi che nasce oggi dalle ceneri del suo stesso passato a reclamare un nuovo futuro.

Frattanto altre si scaldano a bordo campo. Yamada Eimi, Shungiku Uchida, Rieko Matsura vellicano il segmento di marketing più coccolato dall’industria della moda, il cosiddetto “branchetto rosa”: quella fascia generazionale di giovani donne che rimanda indefinitamente il suo ingresso nell’età adulta ed estende l’adolescenza fino alla soglia della mezza età nel tentativo di scampare al destino annichilente delle generazioni precedenti. A loro, queste scrittrici della nuova onda che mischiano spregiudicatamente marketing letterario e nuovi media, restituiscono l’autoritratto di una donna scaltra e spregiudicata fino alla soglia della crudeltà, che alle sofisticate arti della geisha ha sostituito la dimestichezza con la tecnologia.


Bologna: Body Tracing – La traccia del femminile nel corpo della metropoli

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Vi segnalo subito un evento interessantissimo del quale mi hanno parlato (grazie a arta Bi per la segnalazione):

* Body Tracing – La traccia del femminile nel corpo della metropoli (23 Ottobre – 11 Dicembre 2009)*

Dal 23 ottobre all’11 dicembre la libreria Serendipità e la Biblioteca Amilcar Cabral propongono un ciclo di incontri sulla letteratura giapponese contemporanea al femminile, dal titolo “Bodytracing”, curato da Paola Scrolavezza, docente di Lingua e letteratura giapponese all’Università Ca’ Foscari di Venezia e all’Università de- gli studi di Bologna, con la consulenza scientifica di Gianluca Coci, docente di Lingua e letteratura giapponese all’Università degli studi di Torino e con la collaborazione di Valerio Luigi Alberizzi (JSPS postdoctoral fellow), Dottore di ricerca in Civiltà dell’India e dell’Asia Orientale.
É un percorso attraverso sette romanzi o racconti, pubblicati tra il 2005 e il 2009, nei quali le autrici esplorano il complesso rapporto tra la donna e la città, il ruolo dello spazio urbano nella costruzione dell’identità di genere e la traccia del femminile nel corpo della metropoli. Sentimenti, desideri e paure si intrecciano nelle strade di città reali (Tokyo, Amburgo, Praga) e iperreali nelle pagine di Kirino Natsuo, Taguchi Randy, Yamada Eimi, Tawada Yoko, Hasegawa Junko, Ogawa Yoko, Yu Miri.
Ad ognuna di queste scrittrici sarà dedicato un incontro, che prevede la lettura di brani del libro e una discussio ne con studiosi ed esperti di diverse discipline: architetti, sociologi, antropologi, linguisti e registi cinematografi ci. Durante la lettura saranno proiettate immagini di opere di artisti contemporanei giapponesi che esplorano le relazioni fra architettura, corpo e spazio urbano.

Unopera di Hideaki Kawashima
Un’opera di Hideaki Kawashima

Ad ogni incontro sarà presente il traduttore italiano del libro in oggetto e in due casi le autrici.

> 23 ottobre 2009 Cappella Farnese ore 18,30 «GROTESQUE» di KIRINO NATSUO conducono Paola Scrolavezza e Gianluca Coci, intervengono Giovanna Franci, Raffaele Milani, Marco Bettini, Michele Righini
> 30 ottobre 2009 Cappella Farnese ore 18,30 «MOSAICO» di TAGUCHI RANDY incontro con Taguchi Randy; conducono Paola Scrolavezza e Gianluca Coci, intervengono Tommaso Pincio e Tiziana Villani
> 13 novembre 2009 Sala dell’Angelo, via San Mamolo 24, 18,30 «L’UOVO INFECONDO» di HASEGAWA JUNKO incontro con Hasegawa Junko; conducono Paola Scrolavezza e Gianluca Coci, interviene Alessandra Criconia
> 20 novembre 2009 Sala Conferenze, Quartiere Santo Stefano, via Santo Stefano 119, ore 18,30 «OCCHI NELLA NOTTE» di YAMADA EIMI conduce Paola Scrolavezza, interviene Tiziana Villani
> 27 novembre 2009 Sala dell’Angelo, via San Mamolo 24, ore 18,30 «IL BAGNO» di TAWADA YOKO conduce Paola Scrolavezza, intervengono Lucia Perrone Capano e Francesco E. Barbieri
> 4 dicembre 2009 Cappella Farnese ore 18,30 «PROFUMO DI GHIACCIO» di OGAWA YOKO conduce Paola Scrolavezza, interviene Massimiliano Matteri
> 11 dicembre 2009 Sala dell’Angelo, via San Mamolo 24, ore 18,30 «SCENE DI FAMIGLIA» di YU MIRI conduce Paola Scrolavezza, interviene Fabio Calvi

La manifestazione si svolge nel contesto dell’iniziativa nazionale per la promozione alla lettura “Ottobre Piovono Libri”, con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e nasce dalla collaborazione di due diverse realtà che a Bologna lavorano per promuovere lo studio e la conoscenza delle culture dei paesi extraeuropei: una Biblioteca specializzata del Comune di Bologna, la Biblioteca Amilcar Cabral, e una Cooperativa di recente istituzione, Serendipità, che unisce all’attività editoriale quelle di biblioteca e libreria specializzata. (http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=69853)