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"Il fantasma tra i ciliegi" di Luigi Urru

Insieme alle cene riscaldate e agli sguardi oltre l’orizzonte, una delle cose che, in questi ultimi giorni, mi sta portando serenità è il profumo dei ciliegi. Neppure la stanchezza e la fretta riescono a distrarmi del tutto dai rami carichi di fiori che pendono sopra la mia testa.

Il libro del momento è dunque Il fantasma tra i ciliegi – Topografie di primavera a Tokyo (Liguori, pp. 256; volume: 20 €, in offerta a 17, ebook: 10,99 €, singoli capitoli: da 1,10 € in su) di Luigi Urru, docente di Antropologia del Giappone contemporaneo. Questa la quarta di copertina:

Una ubriacatura di fiori, di bellezza e di sake: a Tokyo, come nel resto del Giappone, la fioritura dei ciliegi a primavera induce una effervescenza collettiva che non trova analogo riscontro in altre regioni dell´Asia orientale. L´autore ne esamina la molteplicità delle manifestazioni (la festa dei sensi, l´allentamento delle convenzioni sociali, i risvolti identitari e nostalgici), e parallelamente indaga come le categorie di nazione e tradizione per essere disponibili siano continuamente rimaneggiate e mostrino una volatilità persistente qui definita come ‘fantasma´. Al pregio documentario dell´etnografia il volume somma quelli derivanti da un dialogo assiduo con la letteratura, l´urbanistica e l´estetica in cui il fascino di Tokyo, luogo del desiderio per generazioni di giapponesi e ora citato esempio di metropoli globale, è inseguito nella sua complessità senza cedere né a lusinghe esotizzanti né alla facile dicotomia Oriente/Occidente. La città e i suoi abitanti appariranno meno enigmatici, sicuramente più vicini di quanto la distanza geografica e le versioni correnti nei media vogliano far credere.

"Sotto la foresta di ciliegi in fiore e altri racconti" di Sakaguchi Ango

Dal momento che la stagione si sta avvicinando la stagione dell’hanami (ossia “ammirare i fiori”), dedicata ai ciliegi, il libro di oggi è in tema con essa: sto infatti parlando di Sotto la foresta di ciliegi in fiore e altri racconti, di Sakaguchi Ango (Marsilio, pp. 154, 7,75 €).
Questa la presentazione della casa editrice:

Sakaguchi Ango (1906 – 1955), scrittore fra i più rappresentativi del Giappone moderno mai ancora tradotto in italiano, è autore di opere diverse che vanno dalla saggistica al romanzo poliziesco a storie di sapore leggendario. A quest’ultimo genere appartengono i racconti qui presentati, nei quali, al di là della presenza di esseri soprannaturali e a dispetto dell’ambientazione in un remoto passato, il motivo dominante resta la concezione pessimistica della vita e della solitudine assoluta dell’uomo. Di tale solitudine si fanno simbolo visibile gli alberi di ciliegio in fiore, bellissimi e misteriosi, capaci di offuscare la mente umana con l’ angoscioso silenzio che regna sotto i loro rami. In questi quattro racconti una straordinaria forza immaginativa si mescola con il gusto per il grottesco e per il macabro, l’innocenza diviene perversione, l’annientamento unica possibilità di sollievo alla disperazione.

E sulla cresta dell’ottimismo dilagante, vi dedico questo bellissimo waka:

Utsusemi no
yo ni mo nitaru ka
hanazakura
saku to mishi ma ni
katsu chirinikeri

A questo mondo umano
effimero somiglia
il fiore di ciliegio:
lo vedo sbocciare e intanto
ecco, già sta sfiorendo.

Anonimo, Kokin waka shuu II-73

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