L’antica tazza di “cià” dell’esploratore

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Vi siete mai domandati che effetto doveva fare ai primi europei la vista dei giapponesi che sorseggiavano una strana bevanda dai riflessi verdi e dal sapore aspro? E vi siete mai chiesti quanti secoli ha dovuto attraversare l’usanza di bere una tazza di tè prima che diventasse una anche vostra abitudine?
Per rispondere a questi interrogativi, oggi ho scelto di presentarvi un testo piuttosto particolare, redatto non da un autore nipponico, ma da un mercante fiorentino dell’epoca rinascimentale, Francesco Carletti (1573 – 1636), che fu uno dei primi italiani a recarsi nel Sol Levante e a descriverne gli usi e i costumi. L’uomo – dedito anche alla tratta degli schiavi – percorse gran parte del mondo allora noto, e ce ne dà notizia nei suoi Ragionamenti. In una delle sue peregrinazioni ebbe modo di conoscere il tè, già all’epoca bevanda giapponese per eccellenza; di esso lo colpirono soprattutto le sue proprietà mediche (aiuta la digestione e contrasta la sonnolenza) e il suo valore sociale:

[…] mai non si guasta una certa lor foglia, che chiamano Cià, ovvero The, che viene prodotta da una pianta simile a quella del Bossolo, salvo che ha le foglie tre volte più grandi, e si mantiene verde tutto l’anno; e fa il suo fiore odorifero in forma di rose dommaschine [: con un aspetto simile al damasco]. Delle foglie ne fanno polvere, che poi posta in acqua calda, che di continuo tengono al fuoco per questo effetto, beono quell’acqua più che per uso di medicina, che per gusto, essendo di sapore amaragnolo, benche lascia poi la bocca buona, ed a chi usa berne fa buonissimo effetto. Giova assai a quelli ch’hanno debolezza di stomaco, e ajuta maravigliosamente alla digestione, e spezialmente è ottima a levare, ed impedire i vapori, che non vadano alla testa, ed infatti il berne dopo cena leva il sonno. Perciò il suo uso è berla subito dopo aver mangiato, e massime quando uno si sente carico dal vino. L’uso di bere questo Cià infra Giapponesi è tanto, e tale, che non s’entra mai in casa di nessuno, che non sia offerto amichevolmente, e quasi per creanza [: buona educazione], costumandosi da loro [: essendo offerto abitualmente] per onorare gli ospiti amici, siccome [: così come] s’usa ne’ paesi di Fiandra, e di Germania di offerire il Vino. […]

Francesco Carletti, Ragionamenti di Francesco Carletti sopra le cose da lui vedute ne’ suoi viaggi

Per saperne di più sulle varietà di tè giapponese, vi consiglio come al solito di fare due passi nella Stanza del tè di Francesca.
(Foto tratta da qui.)