Novità dal e sul Giappone in libreria (gennaio-giugno 2019)

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Come ogni anno, vi propongo una lista di nuove pubblicazioni, aggiornate periodicamente; cliccando su ogni voce, sarà possibile leggere la scheda del libro.

Vi sarò grata se vorrete aggiungere nei commenti suggerimenti. Grazie e buona lettura!

*Narrativa*

*Poesia*

*Saggistica*


“Shintoismo” di Rossella Marangoni

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In principio erat Oryza, alle origini era il riso. Riso, sole, dèi, mito, antenati, storia, Stato: i giapponesi, con un processo intuitivo e geniale, hanno trasformato una coltura in una cultura, un’attività in una civiltà, dando vita ad un organismo rituale allo stesso tempo semplice ed estremamente sofisticato.*

Così scrisse Fosco Maraini a proposito della civiltà nipponica, senza però volerne velare o negare la ricchezza dietro una definizione fulminante. Dello stesso rispetto e dello stesso amore per il paese è informato anche Shintoismo (Editrice Bibliografica, 2018, pp. 160, € 9,90) della nota studiosa di cultura giapponese Rossella Marangoni, vòlto a indagare lo stretto e complesso nesso fra “riso, sole, dèi, mito, antenati, storia, Stato”. Il volumetto – tale solo per la compattezza, dal momento che è densissimo – include nove capitoli che prendono in considerazione elementi primari e secondari dello shintō, offrendone un quadro coinciso ma preciso, che si basa su una letteratura scientifica ampia e aggiornata.

L’opera aiuta innanzitutto a sgomberare il campo da facili etichette attribuite a questo insieme di credenze e miti (definito, di volta in volta, “panteismo”, “politeismo”, “animismo”… ), per restituircelo, invece, nella sua vastità e nelle sue tante articolazioni. Marangoni, perciò, prende in considerazione numerosi ambiti – dalle pratiche alle cerimonie sino ad arrivare allo sciamanesimo, passando per un’esplorazione del mondo dei kami.

Il saggio non si concentra solo su una dimensione diacronica, ma anche sincronica: oltre a ricostruire brevemente la storia dello shintoismo, ne evidenzia i contatti con altri culti e tradizioni, compresi quelli relativa alla sfera del buddhismo. Anche in virtù di ciò, il libro costituisce uno strumento che può esser apprezzato tanto da chi ha una limitata conoscenza dell’argomento (ulteriormente facilitato dalla presenza del glossario e di una cronologia generale), quanto da chi vi è più addentro, dal momento che fornisce molteplici spunti, sempre presentati con chiarezza e competenza.

In conclusione, Shintoismo è senza dubbio un lavoro generosamente stimolante, che va ad affiancarsi ai (pochi) testi in materia pubblicati in Italia.

*Fosco Maraini, L’agape celeste, Milano, Luni, 2003, p. 106, cit. in Rossella Marangoni, “L’esperienza del sacro e credenze antiche. Prima parte”, Pagine Zen, n. 68, febbraio/marzo 2008.

[recensione aggiornata al 5 aprile 2019]


“I ragazzi di Tokyo. Le poetiche zen di una metropoli” di A. Castellani

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Ammetto che di questo libro – che mi pare interessante – non so nulla, tranne il titolo; e anche internet non è venuto in mio soccorso. Sto parlando de I ragazzi di Tokyo. Le poetiche zen di una metropoli di Alessandra Castellani (Liguori, pp. 96, € 15), esperta di identità giovanili e di culture metropolitane.
Per chi volesse saperne di più, ecco la presentazione dell’editore:

Il libro si compone di una serie di affreschi sulla capitale del Giappone raffiguranti alcuni aspetti attuali  dell’identità sociale e individuale, in particolare i nuovi punti di aggregazione delle tendenze giovanili e i luoghi più avanzati del consumo. Dalla descrizione dei quartieri centrali di Tokyo e di Yokohama, che formano un unico conglomerato urbano, emerge un mondo vivido e apparentemente contraddittorio agli occhi di un occidentale, mondo in cui la cultura postindustriale si salda con i valori più radicati dello shintoismo e del buddismo zen. Tra realtà virtuale, graphic-art, manga, tatuaggi, sette estremiste, templi shintoisti sui roof garden dei grandi magazzini, I ragazzi di Tokyo è anche una raccolta di impressioni sulla contemporaneità, un’escursione dentro i cuori di tenebre e dentro le fascinazioni che provengono dal Sol Levante.


"Il fantasma tra i ciliegi" di Luigi Urru

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Insieme alle cene riscaldate e agli sguardi oltre l’orizzonte, una delle cose che, in questi ultimi giorni, mi sta portando serenità è il profumo dei ciliegi. Neppure la stanchezza e la fretta riescono a distrarmi del tutto dai rami carichi di fiori che pendono sopra la mia testa.

Il libro del momento è dunque Il fantasma tra i ciliegi – Topografie di primavera a Tokyo (Liguori, pp. 256; volume: 20 €, in offerta a 17, ebook: 10,99 €, singoli capitoli: da 1,10 € in su) di Luigi Urru, docente di Antropologia del Giappone contemporaneo. Questa la quarta di copertina:

Una ubriacatura di fiori, di bellezza e di sake: a Tokyo, come nel resto del Giappone, la fioritura dei ciliegi a primavera induce una effervescenza collettiva che non trova analogo riscontro in altre regioni dell´Asia orientale. L´autore ne esamina la molteplicità delle manifestazioni (la festa dei sensi, l´allentamento delle convenzioni sociali, i risvolti identitari e nostalgici), e parallelamente indaga come le categorie di nazione e tradizione per essere disponibili siano continuamente rimaneggiate e mostrino una volatilità persistente qui definita come ‘fantasma´. Al pregio documentario dell´etnografia il volume somma quelli derivanti da un dialogo assiduo con la letteratura, l´urbanistica e l´estetica in cui il fascino di Tokyo, luogo del desiderio per generazioni di giapponesi e ora citato esempio di metropoli globale, è inseguito nella sua complessità senza cedere né a lusinghe esotizzanti né alla facile dicotomia Oriente/Occidente. La città e i suoi abitanti appariranno meno enigmatici, sicuramente più vicini di quanto la distanza geografica e le versioni correnti nei media vogliano far credere.