Mme Yourcenar e la tentazione dell’oriente: “Novelle orientali”

novelle_orientaliLa Biblioteca universale Rizzoli, per festeggiare il suo primo sessantennio di vita, ripropone, insieme ad una serie di classici, una nuova edizione delle Novelle orientali di Marguerite Yourcenar (trad. di  Maria Luisa Spaziani, Rizzoli, pp. 120, 4,90 €; ora in offerta a € 4,17).

Il titolo lascerebbe intuire facili seduzioni levantine, eppure, in realtà, in questo caso appare difficile tirare in ballo, sbrigativamente, l’esotismo, coi suoi clichés e le atmosfere di maniera. Le pagine, difatti, appaiono quasi sottratte al deserto, alle fini pergamene, alle oziose ore di un pascià. Ma non c’è quiete: l’equilibrio e l’incanto si mostrano sempre sul punto di spezzarsi; soltanto la parola ― lieve, aggraziata, talvolta impalpabile ― riesce a distillare l’ombra inquieta che vaga su questi cammei dal sapore fiabesco, ma tutt’altro che infantili.

Con la sua caratteristica, misurata eleganza, la Yourcenar fa rivivere sulla carta scenari da leggenda: il suo sguardo solca il Mediterraneo e si spinge ancora più in là, fino ad approdare sulle sponde dell’arcipelago giapponese. Qui è ritratto con estrema delicatezza l’ultimo amore dello splendente principe Genji (come ricorda l’omonimo titolo del racconto, ispirato al romanzo di Murasaki Shikibu) o, meglio, della Signora-del-villaggio-dei-fiori-che-cadono, concubina e dama d’onore che si consuma per lui nell’ombra da lunghi anni.

Fra le innumerevoli amanti del Rifulgente, solo lei ha la tenerezza e la forza di restare al suo fianco nel romitaggio in cui il nobile attende la morte, dissimulando ogni giorno se stessa ed il suo passato con infelice devozione; ma il suo pertinace amore è destinato a scontrarsi con le squisite, ultime vanità del principe dalla bellezza divina, incapace di accettare l’inevitabile condizione di mortale.

Roma: incontro sull'Influenza del Romanticismo nella letteratura giapponese moderna

Un nuovo incontro organizzato dall’associazione VersOriente: L’influenza del Romanticismo nella letteratura giapponese moderna. Si terrà mercoledì 10 Giugno 2009, ore 18.30, presso la loro sede (Vicolo Cellini 17 00186 Roma; infocall: 06.68.93.506).

In questo terzo incontro verrà presentato il libro Il Romanticismo e L’effimero, la trilogia tedesca, la ballerina, il messaggero, ricordi di vite effimere di Mori Ogai (a cura di Matilde Mastrangelo, Go Book, Merate, 2008). Interviene la prof.ssa Matilde Mastrangelo, docente di “Lingua e Letteratura Giapponese” presso la Facoltà di “Studi Orientali” della “Sapienza” Università di Roma. Presenta la prof. Maria Teresa Orsi, prof. Ordinario di “Lingua e Letteratura Giapponese” e titolare della cattedra di “Letteratura Giapponese”  presso la Facoltà di “Studi Orientali” della “Sapienza” Università di Roma.

Accorrete numerosi! 🙂

Nel Giappone delle donne di Antonietta Pastore

Sono sempre stata dell’idea che spetti alle donne scrivere della condizione femminile; spesso, infatti, mi pare che gli uomini, nel  viso_japtrattare di ciò, manifestino un certo distacco o un fastidioso paternalismo. Ho apprezzato quindi fin dagli intenti Nel Giappone delle donne di Antonietta Pastore (Einaudi, 2004, pp. 204, 9,50 €): la studiosa, grazie al suo lungo soggiorno nel Paese del Sol Levante, ha acquisito una solida conoscenza dell’universo muliebre nipponico e ne dà prova nel testo.
Esso è articolato in diverse sezioni, ciascuna delle quali è dedicata ad un tema (nell’ordine: matrimonio, famiglia, femminismo, divorzio, giovani, lavoro, mizu shoobai, arti tradizionali, terza età), delinato in modo sintetito e chiaro e, successivamente, descritto con numerosi esempi tratti dalla vita dell’autrice.
Pagina dopo pagina, dinanzi ai nostri occhi si spiega un ventaglio di esistenze, talvolta vissute nell’ombra: studentesse, mogli, lavoratrici, artiste, ribelli, vedove… Ogni figura è diversa, ma accomunata alle altre dal difficile compito di essere donna, oggi (poiché, purtroppo, la femminilità — prima che una condizione fisica e ontologica complessa — è spesso percepita innanzitutto come un insieme di doveri e di ruoli). E se, ad uno sguardo veloce, il panorama può apparire statico, persino opprimente,  è attraversato in verità da un silenzioso conflitto, che ha luogo principalmente all’interno della donne e per le donne, manifesto indizio del disagio verso se stesse e la società che contrassegna tuttora il processo di emancipazione, non solo in Giappone, ma, purtroppo, in gran parte del pianeta.

Foto tratta da qui: allo stesso indirizzo è possibile trovare un interessante articolo in inglese dal titolo The New Japanese Woman: Modernity, Media, and Women in Interwar Japan.

Roma: presentazione del libro Il Romanticismo e l'effimero, uno scrittore giapponese in viaggio nell'Europa di fine Ottocento

Mercoledì 10 Giugno 2009 ore 18.30 presso VersOriente, Vicolo Cellini 17, Roma:

Il Romanticismo e l’effimero, uno scrittore giapponese in viaggio nell’Europa di fine Ottocento (l’influenza del Romanticismo nella letteratura giapponese moderna). In questo terzo incontro verrà presentato il libro Il Romanticismo e l’effimero, la trilogia tedesca, la ballerina, il messaggero, ricordi di vite effimere di Mori Ogai  (a cura di Matilde Mastrangelo, Go Book, Merate, 2008).
Interviene la prof.ssa Matilde Mastrangelo, docente di “Lingua e Letteratura Giapponesedella” presso la Facoltà di “Studi Orientali” della “Sapienza” Università di Roma. Presenta la prof.ssa Maria Teresa Orsi, prof. Ordinario di “Lingua e Letteratura Giapponese” e titolare della cattedra di “Letteratura Giapponese”  presso la Facoltà di “Studi Orientali” della “Sapienza” Università di Roma.

La cerimonia del tè al centro Urasenke di Roma

chadoCome già anticipato, venerdì ho assistito alla mia prima cerimonia del tè, svoltasi presso il centro Urasenke di Roma (via Giovanni Nicotera 29, tel. 063207361; metro A, fermata Lepanto). La maestra del tè era un’anziana signora giapponese in kimono, simpatica e cordiale; ha illustrato i principi gesti del rito ed i suoi gesti in modo semplice e, al tempo stesso, esauriente.

La cerimonia ha avuto luogo nello spazio di pochi tatami, sui quali erano sistemati pezzi di vasellame e strumenti tradizionali: un piccolo angolo di Giappone inserito in un ambiente dal taglio occidentale; pochi metri più in là, si intravedeva una tipica sala da tè, calda e accogliente, utilizzata per incontri meno affollati. Presso il centro, è inoltre presente una biblioteca che raccoglie volumi in giapponese, inglese e italiano.

Almeno un giorno al mese, prenotandosi, è possibile prender parte al rito, partecipando come veri e propri ospiti, sostenuti dai consigli della maestra e delle sue assistenti; ogni settimana, inoltre, si svolgono le lezioni di cerimonia del tè, intesa nel senso più profondo di chado (via del tè), strada interiore che porta ad un’autentica consapevolezza di sé e ad una maggiore armonia col mondo circostante.

Chado, la Via del Tè, si basa sul semplice atto di bollire l’acqua, preparare il tè, offrirlo agli altri e berne noi stessi. Servito con un cuore rispettoso e ricevuto con gratitudine, una tazza di tè soddisfa sia la sete fisica che quella spirituale. Il mondo frenetico e le nostre miriadi di dilemmi lasciano esausti il nostro corpo e la nostra mente. E’ allora che andiamo alla ricerca di un posto dove trovare un momento di pace e tranquillità. Questo posto può essere trovato nella disciplina di Chado. I quattro principi di ARMONIA, RISPETTO, PUREZZA e TRANQUILLITA’ codificati circa quattrocento anni fa, sono una guida senza tempo alla pratica di Chado. Incorporarli nella vita di ogni giorno ci aiuta a trovare quel posto di tranquillità che è in ognuno di noi. – Soshitsu Sen, XV Gran Maestro del Tè di Urasenke (tratto da http://www.chado.it/chado.html)

Per concludere, segnalo il libro Chado. Lo zen nell’arte del tè di Soshitsu Sen (ed. Manganelli, € 7,50); nel sito dell’editore, è possibile leggerne corposi estratti.

[Foto tratta da qui]

La cerimonia del tè tra filosofia e architettura

new_zenPoiché domani dovrei prendere parte alla mia prima cerimonia del tè (presso il centro Urasenke di Roma), ne approfitto per presentare due libri.
Il primo, La cerimonia del tè. Una interpretazione per occidentali di Julia V. Nakamura (Stampa Alternativa, pp. 96, 8 €), analizza gli aspetti estetico-filosofici; il secondo, invece, New Zen. Gli spazi della cerimonia del tè nell’architettura giapponese contemporanea a cura di Michael Freeman (Damiani editore, pp. 240, 49 €, ma sul sito dell’editore al momento è scontato a 39,20 €), si concentra sui cambiamenti operati in un ambiente tradizionale quale quello della casa del tè, grazie all’architettura contemporanea e al desing: gli effetti talvolta sono sorprendenti.

New Zen è una pubblicazione unica: una collezione delle più innovative chashitsu, le tradizionali stanze dedicate alla cerimonia del tè, progettate da architetti e designer contemporanei giapponesi. Questa tradizione, la cui origine è fissata durante il XV secolo, nel tempo è diventata parte integrante della cultura nipponica d’èlite e dei samurai in particolare. Le chashitsu si compongono tradizionalmente di alcuni elementi essenziali: una nicchia con fiori e pergamene dipinte (tokonoma), un focolare incassato nel pavimento (ro), stuoie di bambù (tatami) e alcune finestre. Questi ambienti, che non prevedono mobilia e sono luoghi esclusivamente dedicati al raccoglimento, negli ultimi quindici anni sono stati reinterpretati da architetti giapponesi di fama, che hanno dato vita a moderni spazi di meditazione.
Il libro si apre con un’introduzione sulla storia della cerimonia del tè, della funzione dei diversi elementi dello spazio in cui questa si svolge e del rituale stesso. Segue un percorso che prende in considerazione oltre 35 progetti: da una casa sull’albero nella campagna di Nagano ad un esempio trasportabile in metallo. Con oltre 250 immagini a colori scattate dal celebre fotografo Michael Freeman, questo libro offre nuova luce a uno dei più affascinanti aspetti della cultura giapponese contemporanea. (dal sito dell’editore)

Per saperne di più sulla cerimonia del tè, leggi anche questo post.
Buone letture e buon tè!

Pubblicata la bozza inedita di un poema di Kenji Miyazawa

miyazawaRiporto un interessante post apparso su culturagiapponese.it e approfitto per ringraziarli della loro disponibilità:

L’ultima bozza inedita di un poema scritto dal famoso Kenji Miyazawa, poeta ed autore di storie per bambini vissuto dal 1896 al 1933, è stata inclusa nell’ultima raccolta di tutte le sue opere, pubblicata da Chikumashobo Ltd. Il poema susciterà un grande interesse, in quanto è stato scritto circa 80 anni fa e descrive il paesaggio della valle Geibikei, nel sud della prefettura di Iwate. Il poema è stato scritto dietro una cartina geografica locale, trovata su uno scaffale di un negozietto di Hanamaki (Iwate), circa un anno fa, prima che questo fosse demolito. Il negozio in questione aveva anche subito in parte un incendio durante la Seconda Guerra Mondiale, per un attacco aereo, ma per fortuna la mappa ne era rimasta illesa. Se il negozio non fosse stato demolito, la mappa sarebbe sicuramente andata persa, poiché il mese dopo la demolizione c’è stato un violento terremoto che avrebbe comunque fatto crollare il vecchio edificio. Alle storie di Kenji Miyazawa sono stati ispirati numerosi Anime, tra cui “Heisei Tanuki Kassen Ponpoko” (Studio Ghibli), tratto dal suo racconto “Futago no Hoshi”.

Lo zen e il manga. Arte contemporanea giapponese di Fabriano Fabbri

Gli appassionati di arte contemporanea non possono farsi sfuggire un testo -fresco di stampa- forse più unico che raro nel panorama italiano: Lo zen e il manga. Arte contemporanea giapponese (Mondadori, pp. 352, 38 €) di Fabriano Fabbri.
zen_e_manga

Lo zen e il manga, ovvero le due anime dell’arte contemporanea giapponese: la concretezza corporea e l’immaginazione fumettistica. Da una parte gli happening, le performance di Yayoi Kusama e Yoko Ono, le immagini estreme di Nobuyoshi Araki; dall’altra il grande successo del Neopop, con artisti di calibro internazionale come Takashi Murakami e Mariko Mori.
In una suggestiva rete di rimandi tra cinema, musica e video, l’autore affronta in modo innovativo le figure e le tendenze dell’arte nipponica, concludendo il suo percorso con una panoramica sugli artisti della nuova generazione, grazie ai quali le due anime dello zen e del manga si ibridano in clamorosi effetti speciali, tra le nuove spinte del Biopop e le sbalorditive illustrazioni dell’Afro Samurai.

Ecco l’indice del volume:

Introduzione: Come arte comanda
Così lontano, così vicino
Tra performance e «kawaii»

I due volti del Gutai
Dall’Action painting all’Action painted

Verso l’opera «aperta»
«Koden» Tanaka
Gutai va in scena
Si spengono le luci

Kusama “love pixel”
Flower Power
Dalle fragole alla Grande Mela
Una potente «esplosione anatomica»
Dentro il videogioco
Tokyo tra New Dada e happening

Ono per tutti, tutti per Ono
Voglio una vita tutta zen
Fluxus, ovvero così parlò il Pompelmo
Come Fluxus comanda
Corpo a corpo
Pensiero stupendo
Altri protagonisti di Fluxus

Mono-ha, il «grande freddo»
Nel regno delle ombre
La scuola delle cose
Minimalismo sì, Minimalismo no
La vita “accesa” a un filo
Nagasawa da povero a ricco

Il sesso estremoriente di Araki
Araki tra fotografia e fotograf-io
Sex zen
Sex and the city
Zero Jigen e The Play

Da Mazinga al museo
Un ritorno all’ordine robotizzato
L’insalata di matematica
Gli entomoidi di Amano
Il “copia e incolla” di Morimura
Sugimoto “meno di zen”
Autentiche finzioni
La Nuova pittura

Un nuovo nucleo di aria «fredda»
Miyajima e il numero innamorato
Come installazione comanda
Lo zen hi-tech di Shinoda
Un azzeramento “white-out”
Come foto comanda
Si affaccia il Biopop

Neopop, Pop Heart, Biopop
Yanobe ragazzo del futuro
Un Neopop interattivo
Gli “alter logo” di Murakami
Dob e il «superflat»
Le icone della Pop Heart
Come scultura comanda
Gli angiodiavoli di Nara
Tra Freud e South Park
Come pittura comanda
«Koden» Mori
Una performance “anime e corpo”
Tra micro e macrocosmi
Ujino, o dell’arte dei rumori

2000 e dintorni
Murakami o Nara?
Tra catastrofi e tradizioni
Bambine impertinenti
Una pittura più vera del vero
L’universo liquido dell’Afro Samurai
Il caos calmo del decorativismo
Si rivede il Minimalismo
E si rivede la fotografia
Stravolgere il readymade
Il ritorno dell’informe
La riconquista dall’ambiente
La morbida legge del PixCell: Nawa
Biopop organicista, Biopop di plastica
Come happening comanda
Come performance comanda

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