Novità 2016 di letteratura e saggistica legate al Giappone

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cerimonia del tè

Ecco alcuni dei volumi previsti per il 2016; la data di uscita purtroppo è solo orientativa, ma cercherò di aggiornarvi in proposito appena possibile e di aggiungere ulteriori dettagli (come trame, eventuali modifiche del titolo, ecc.). Se siete a conoscenza di altre novità, condivitele pure nei commenti (ve ne sarò molto grata!).

*Narrativa*

  • Diario di Murasaki Shikibu a cura di Carolina Negri (Marsilio, pp. 128, € 12; data prevista: gennaio 2016). Dal sito dell’editore: “Il nome di Murasaki Shikibu (970?-1019?) è legato in modo indissolubile al Genji monogatari, capolavoro della letteratura giapponese redatto agli inizi dell’XI secolo, probabilmente proprio nello stesso periodo in cui l’autrice prestava servizio come dama di corte. Della sua esistenza purtroppo ancora oggi non abbiamo molte notizie, però diverse fonti confermano l’appartenenza a una famiglia di governatori di provincia con una solida tradizione culturale e le sue straordinarie doti intellettuali, grazie alle quali fu scelta come dama al seguito di Shōshi (988-1074), figlia del potente Fujiwara no Michinaga (966-1028), negli anni successivi alla morte del marito”.
  • Mia amata Yuriko di Antonietta Pastore (Einaudi, pp. 132, € 16,50, in offerta a 14,03; uscita: gennaio 2016). Dal sito dell’editore: “Yuriko è una ragazza caparbia, vitalissima, che vive con la sua famiglia, d’origine contadina, sull’isola di Etajima, vicino all’Accademia navale. Yoshi appartiene invece a una stirpe di samurai, è uno dei migliori allievi dell’Accademia, ma si è iscritto solo per volere dei genitori – la sua vera passione è la poesia. In tempo di pace, il matrimonio tra i due sarebbe stato impensabile, ma di fronte alla possibilità che Yoshi venga mobilitato da un momento all’altro, anche i suoi impettiti genitori si ammorbidiscono, acconsentendo alle nozze. L’amore di Yuriko e Yoshi rischia però di essere un’altra vittima della bomba atomica. Yuriko infatti, non avendo da un po’ notizie del marito, imbarcato su una nave della flotta giapponese, la mattina del 6 agosto 1945 prende il traghetto diretto a Hiroshima, per andare a chiedere informazioni alle Poste centrali… Antonietta Pastore sa condurci con garbo e sapienza nell’universo giapponese, facendoci da guida tra i colori e i sapori di una società dai codici spesso indecifrabili. Muovendosi nello spazio e nel tempo, ci racconta il dolore struggente dell’abbandono, la fierezza dei sentimenti piú profondi, compresa la nostalgia, la dignità di chi pur subendo discriminazioni sceglie di non tradire la parte piú vera di sé”.
  • La notte dimenticata degli angeli di Kirino Natsuo (trad. di Gianluca Coci, Neri Pozza; uscita prevista: aprile 2016).
  • Il maestro del tè di Inoue Yasushi (trad. di Gianluca Coci, Skira; uscita prevista: febbraio 2016).
  • La ragazza dell’altra riva di Kakuta Mitsuyo (trad. di Gianluca Coci, Neri Pozza, pp. 352; uscita prevista: marzo 2016).

*Saggistica*

  • Il giapponese in parole semplici e complesse di Stefano Romagnoli (Hoepli, pp. 160, uscita prevista: febbraio 2016). Dalla presentazione dell’editore: “Un manuale didattico mirato a consolidare la padronanza del lessico giapponese, con molti dei vocaboli il cui apprendimento è previsto per il superamento del livello intermedio della certificazione linguistica giapponese, livelli 4 e 3 del Japanese Language Proficiency Test. Il volume aiuta a migliorare la capacità di espressione lessicale in modo contestualizzato, ovvero attraverso un approccio di tipo situazionale. Gli argomenti sono di carattere quotidiano, come richiesto nelle prove d’esame, e di difficoltà crescente: da contesti più semplici (la casa, il supermercato, la stazione) a quelli più complessi (l’ospedale, l’ufficio immigrazione, il negozio di cellulari). Inoltre sono tutti contesti esplicitamente giapponesi, in modo da offrire una base lessicale per chi voglia intraprendere un viaggio o un periodo di studio in Giappone”.

Arte e monumenti a portata di mano grazie a Google Cultural Institute

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Toyohara Kunichika Genji ammira la neve dal balcone

Toyohara Kunichika, Genji ammira la neve dal balcone

Da qualche tempo Google, per mezzo dell’apposita piattaforma Google Cultural Institute, permette di visualizzare online e gratuitamente molte opere d’arte appartenenti a importanti musei (per fare giusto qualche nome: il British Museum di Londra, il Musée d’Orsay di Parigi, gli Uffizi di Firenze) o visitare intere mostre. Solitamente gli oggetti presentati sono accompagnati da una scheda informativa e da una breve spiegazione.

Utagawa Toyokuni, The Kabuki actor Segawa Ronosuke as Shizuka

Utagawa Toyokuni, L’attore del teatro kabuki Segawa Ronosuke nei panni di Shizuka Gozen

Sempre tramite Google Cultural Institute, grazie al World Wonders Project, si possono inoltre ammirare alcuni dei luoghi più suggestivi del nostro pianeta (come, solo per limitarci al Giappone, il santuario shintoista di Itsukushima o il Memoriale della pace a Hiroshima).

Oltre che per deliziare gli occhi, Google Cultural Insitute può essere utilizzato come uno strumento utilissimo per ricerche tematiche a sfondo artistico, e non solo. Per esempio, interessandomi di letteratura giapponese, non ho potuto fare a meno di ricercare le occorrenze legate al Genji Monogatari o al teatro kabuki: i risultati comprendono rotoli, abiti, stampe, scrigni laccati, volumi e persino alcuni video tratti da uno spettacolo dedicato al capolavoro di Murasaki Shikibu.

Infine, è possibile anche ‘salvare’ i capolavori preferiti nella propria galleria, per creare una collezione personale.

Unica nota negativa: Google Cultural Institute può creare dipendenza!

 

 


Libri di letteratura e cultura giapponese: novità gennaio-giugno 2015

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Murakami Haruki Uomini senza donneQuesta prima metà del 2015 ci ha regalato molti interessanti titoli, fra cui l’edizione economica del Genji monogatari curata da Maria Teresa Orsi e Uomini senza donne di Murakami Haruki. I libri in arrivo per l’autunno e l’inverno 2015 potete invece trovarli qui.

*Romanzi*

  • Uomini senza donne di Murakami Haruki (trad. di Antonietta Pastore, Einaudi, pp. 250, € 16,15). Dalla presentazione dell’editore: “Il protagonista di Samsa innamorato, un giorno, si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Sa solo che si chiama Gregor Samsa. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e “mostruosa” condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un’enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos’altro di sconosciuto: il desiderio e l’erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di Shahrazàd, è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film… e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, come faceva Shahrazàd nelle Mille e una notte. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero.”.

  •  Il lago di Yoshimoto Banana (trad. di Gala Maria Follaco, pp. 192, € 9, 75). Dal sito dell’editore: “Chihiro ha perso da poco la madre e sta cercando di rifarsi una vita a Tokyo, lontano dalla cittadina di provincia a cui la legano brutti ricordi. Nakajima è tormentato da un passato misterioso che gli impedisce di vivere fino in fondo i propri sentimenti. Mino e Chii vivono in una casa nei pressi di un lago, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio. Il lago è uno dei migliori e più sorprendenti romanzi di Banana Yoshimoto, poetico e inquietante, racconta una storia d’amore inusuale, dove il bisogno di affetto  e comprensione diventano più importanti dei tradizionali cliché di una relazione.”.
  • Pioggia sul viso di Kirino Natsuo (trad. di Gianluca Coci, Neri Pozza, pp. 382, € 15,30 – qui la mia recensione su Pagine Zen). A voi la trama: “Dalle finestre del suo appartamento all’undicesimo piano, Murano Miro osserva la foschia che avvolge i grattacieli e i locali a luci rosse di Tokyo. Trentadue anni, senza un filo di trucco, il volto pallido e i capelli corti, Miro si spoglia, fa una doccia, beve un caffè bollente, ma la sensazione che quella nebbia umida e fastidiosa non sia solo fuori, ma anche dentro di sé, non l’abbandona. Forse è colpa della pioggia incessante o dell’incubo in cui le è apparso in sogno il fantasma del marito. Oppure della telefonata notturna a cui non ha risposto. Quando il campanello suona e sulla porta appaiono Naruse – l’amante della sua cara amica scrittrice Yoko – e uno sconosciuto «ripugnante», vestito con «camicia di seta blu elettrico, pantaloni turchesi e Rolex d’oro con diamanti», Miro apprende finalmente a cosa attribuire la sua sgradevole sensazione: Yoko ha rubato cento milioni di yen a un pericoloso boss della yakuza e poi è scappata! La giovane donna non si è ancora ripresa dallo shock di quella notizia, che i due uomini la trascinano ai piani alti di un grattacielo di Shinjuku, dove il boss Uesugi le concede una settimana di tempo per recuperare i soldi o dimostrare la propria estraneità ai fatti. Scortata da Naruse e dal giovane yakuza Kimishima, Miro intraprende una disperata corsa contro il tempo. Cerca tracce dell’amica nel suo appartamento, interroga editori, familiari, amici, e persino Fujimura e Yukari, gli assistenti di Yoko. Tutti, però, si dicono all’oscuro dei fatti. Anche se è convinta che qualcuno di loro stia mentendo, in mano non ha nessuna prova, nessuna pista – niente di niente. Quando il celebre musicista Kawazoe Katsura le racconta che Yoko si trovava in Germania per scrivere un reportage sulle discriminazioni razziali dei giapponesi a Berlino e lì, travestita da prostituta, ha assistito all’assassinio di un pericoloso capo neonazista, i dubbi e le domande di Miro, anziché dileguarsi, aumentano. Chi ha rubato i soldi? Dov’è ora Yoko? E per quale motivo frequentava assiduamente locali di bondage e sadomaso? Dopo lo strepitoso successo de Le quattro casalinghe di Tokyo, Natsuo Kirino torna con un noir adrenalinico che riunisce tutti gli ingredienti che l’hanno fatta conoscere e amare nel mondo: il sesso, gli intrighi di potere, i desideri più inconfessabili degli uomini e «gli estremi della psiche umana che si affacciano sull’orrore» (The Washington Post).”.
  • Il minatore di di Sōseki Natsume (traduzione di Antonio Vacca, disponibile in Amazon). Qui è possibile leggerne un bell’estratto.
  • hiraide takashi il gatto venuto dal cieloIl gatto venuto dal cielo di Hiraide Takashi (trad. di Laura Testaverde, Einaudi, 2015, pp. 140, € 15,30). Dal comunicato stampa: “In questo romanzo, ambientato verso la fine degli anni Ottanta in Giappone, Takashi Hiraide racconta la storia dell’amicizia sbocciata tra una giovane coppia e un gatto fuori dal comune. Marito e moglie – lui redattore per una casa editrice, lei lettrice di bozze – abitano nella dépendance di una grande dimora, al centro di una splendida tenuta pervasa
    da una misteriosa serenità. La loro vita scorre tranquilla, anche se scolora spesso nel grigio dell’abitudine. Almeno finché non compare Chibi, un gatto bianco come la neve. A poco a poco, l’esistenza dei due giovani verrà irrimediabilmente trasformata dalla presenza del gatto, che diventerà un ospite atteso con trepidazione, curiosità e affetto. Ma il capriccioso Chibi, che quasi incarna lo spirito del giardino, va e viene come gli garba, conservando nella relazione con gli umani una caparbia indipendenza. Con il passare del tempo, però, cominceranno ad instaurarsi riti e abitudini quotidiane, e la coppia finirà per affezionarsi sempre di piú al gatto, fino a pensare di addomesticarlo. Chibi, che non si farà mai scappare un miagolio o prendere in braccio, diventerà la luce capace di rischiarare, con tenerezza e allegria, una parentesi difficile nella vita dei nuovi «padroni». Poco tempo dopo, però, quando la casa sarà messa in vendita e il giardino, con i suoi alberi ombrosi e lo stagno dei fiori di loto, verrà abbandonato, arriverà anche il momento di dire addio a Chibi. E rimettersi in marcia.”.
  • La lotta dei tori di  Inoue Yasushi (trad. di Atsuko Ricco Suga, Skira, pp. 114, € 11,05). Dalla presentazione ufficiale: “Ambientato in un paese appena uscito dalla guerra e ancora profondamente marchiato dalla sconfitta, questo romanzo narra la vicenda di Tsugami, giornalista di Osaka che decide di impegnare la testata per cui lavora nella sponsorizzazione di un combattimento di tori. Il racconto segue le fasi organizzative di questa grande scommessa, che per mesi assorbe completamente il protagonista regalandogli spregiudicatezza e combattività: ambizioni che cercano maldestramente di riscattarne lo smarrimento e la frustrazione per la fine di una civiltà e la perdita degli antichi ideali. Lo scontro dei tori, evento culminante di tutte le tensioni, diventa così il simbolo di una società in ginocchio, che tenta con fatica di risollevarsi e riprendersi dalle ferite del dopoguerra.”.
  • Il protocollo ombra di Takano Kazuaki (trad. di Vito Ogro, Garzanti, pp. 509, versione Kindle a € 9,99). Ecco la trama: “Nello Studio Ovale la luce attraversa a malapena i vetri blindati alle spalle dell’uomo seduto alla scrivana, il capo chino. Il presidente Burns deve fronteggiare la più grave crisi nella storia degli Stati Uniti d’America. A diecimila chilometri di distanza, nel profondo della giungla congolese, un antropologo americano tiene per mano la causa di quella crisi. È solo un bambino. Si chiama Akili. Ha tre anni. Akili è una forma di vita evoluta con un’intelligenza di gran lunga superiore a quella dell’homo sapiens. È il primo della sua specie e può rappresentare il futuro della razza umana. Ma rischia di essere l’ultimo. Le capacità di analisi della sua mente gli permettono di decifrare ogni codice, di prevedere ogni operazione militare, di vanificare qualsiasi strategia. Per questo è un pericolo, e deve essere eliminato. La delicata missione, nome in codice «Nemesis», viene affidata a un team di mercenari, capeggiati dall’ex operativo delle forze speciali Jonathan Yaeger. Ma quando giunge in Congo ed entra per la prima volta in contatto con il proprio obiettivo, Yaeger capisce che forse gli ordini che ha ricevuto questa volta non devono essere eseguiti. Che quel bambino può davvero rappresentare la speranza in un mondo, in un’umanità migliori. Che proprio da Akili può venire la cura per la rara patologia che ha colpito la persona che Jonathan ama di più. Ma schierarsi in difesa di Akili, significa inimicarsi la potenza militare più grande del pianeta.”.
  • tokyo noir Fuminori NakamuraTokyo Noir di Nakamura Fuminori (trad. di Gianluca Coci, Mondadori, pp. 173, € 14,45). Dicono di lui: “Nishimura è un ladro. Passa le giornate camminando solitario per le strade di Tokyo senza che nessuno si accorga della sua presenza. Con la grazia di un ballerino compie la sua danza tra i corpi dei passanti. Una danza durante la quale la sua mano leggera sfila dalle tasche delle prede portafogli e preziosi. Le sceglie con cura, le sue vittime. Ha imparato a distinguere con un’occhiata i più ricchi tra la folla, quelli che possono permettersi di essere derubati. Vive solo, senza famiglia, con poche parole, lasciandosi trasportare dalla corrente dei giorni, distante da tutto, come se attraversasse le atmosfere ovattate di un sogno. Ma due incontri stanno per cambiare la sua vita. Il primo è con un ragazzino che scopre a rubare maldestramente del cibo in un supermarket. Lo specchio di un tempo lontano della sua vita. Un incontro che gli farà riscoprire la possibilità di avere un legame, segnando la nascita di un’amicizia strana e profonda tra il miglior borseggiatore di Tokyo e un bambino troppo solo. Il secondo incontro è quello con Kizaki, uno dei più grandi criminali giapponesi, il quale lo coinvolgerà in una serie di rapine, che sveleranno a poco a poco un disegno crudele e geniale, assolutamente imprevisto e imprevedibile. Nakamura Fuminori, nuovo enfant prodige della letteratura giapponese, debutta in Italia con un noir appassionante e sorprendente, capace di tenere il lettore incollato alla pagina, bilanciando alla perfezione le atmosfere metropolitane e misteriose di Tokyo, una trama avvincente piena di colpi di scena e personaggi che parlano al cuore. Un libro che ha avuto un’accoglienza entusiastica tanto in patria, dove ha venduto centinaia di migliaia di copie e si è meritato importanti elogi, tra cui quelli del Premio Nobel Kenzaburo Oe (che ha conferito a Tokyo noir il premio letterario a lui dedicato), quanto negli Stati Uniti, dove è stato scelto tra i libri dell’anno dal Los Angeles Times e dal Wall Street Journal.”.

*Racconti*

  • Il discepolo del demonio di Hamao Shiro (traduzione e postfazione di Francesco Vitucci, Atmosphere libri, pp. 176, € 12,75). Dal sito dell’editore: “Muovendosi nell’ambito di un genere poliziesco a carattere legale, l’ex procuratore nonché avvocato Hamao Shirō ci racconta di intricate relazioni umane dove il movente sentimentale dei delitti si combina a un’analisi sociale acuta e disincantata, infondendo ai propri racconti una profondità e un’unicità assoluta nel panorama del noir giapponese dei primi anni Trenta. I suoi misteriosi e affascinanti personaggi si trovano coinvolti in casi liminari dove il confine tra innocenza e colpevolezza risulta sempre più sfumato, tanto da porre in discussione lo stesso sistema processuale chiamato a giudicarli. I quattro racconti di questo volume rappresentano le prime opere letterarie di Hamao Shirō (1896-1935). Akuma no deshi (Il discepolo del demonio), Kare ga koroshitaka (Li ha uccisi lui?), Tasogare no kokuhaku (Confessioni al tramonto) e Seigi (Giustizia) sono stati scritti in un breve arco di tempo, dal gennaio del 1929 all’aprile del 1930, nel periodo d’esordio di questo importante autore finora ingiustamente trascurato in Occidente.”.

*Libri per bambini*

  • Moka di Satoe Tone (trad. di Giulia Belloni, Kite edizioni, 2015, pp. 32, € 16, in offerta a 14,40). Qui la mia recensione.
  • Una passeggiata nel cielo di Yuichi Kasano (trad. di E. Scantamburlo, Baba libri, pp. 32, illustrato, € 9,78)

*Saggistica*

  • sull'haiku bonnefoySull’haiku di Yves Bonnefoy (trad. di A. Cocco, O Barra O edizioni, pp. 92, € 12,75). Dalla presentazione dell’editore: “Sono qui raccolti quattro saggi fondamentali del poeta e critico francese Yves Bonnefoy, che costituiscono la summa della sua riflessione intorno agli haiku portata avanti nel corso degli anni. Rileggendo l’opera del poeta giapponese Basho, Bonnefoy ci conduce direttamente al cuore dell’irriducibile differenza tra la poesia occidentale e quella orientale, tra la volontà di concettualizzare il reale attraverso la lingua della prima e la ricerca di un’esperienza immediata e transitoria della seconda. Esistono forme brevi analoghe a quelle degli haiku nelle nostre letterature? La traduzione nelle lingue occidentali può restituire la sintesi e il gesto contenuti nelle diciassette sillabe dell’haiku? Attraverso un approccio linguistico e filosofico, Bonnefoy espone alcune questioni essenziali che pongono il pensiero occidentale di fronte a un diverso essere al mondo poetico. Prefazione di Giangiorgio Pasqualotto.”.
  • Animerama. Storia del cinema d’animazione di Maria Roberta Novielli (Marsilio, pp. 256, € 20,40). Dalla presentazione dell’editore: “A partire dal pre-cinema fino a oggi, il volume percorre in modo esaustivo ed efficace la storia del cinema d’animazione giapponese attraverso i suoi protagonisti, le logiche produttive, ma soprattutto nelle sue intersezioni con la cultura e la società nipponica, di cui ha tradotto nel tempo ogni tensione e mutamento. Accanto ai nomi più noti al pubblico italiano, scorrono i profili di artisti e sperimentatori che hanno contribuito a rendere questa storia unica e meravigliosa”.
  • Storia del go di Marco Milone (acquistabile da qui). Ecco la presentazione dell’autore: “In Cina viene chiamato 圍棋 (weiqi o wei-ch’i), da wei (圍), ‘accerchiare’, e qi (棋), ‘pedina’, mentre in Giappone come 囲碁 (igo), in Corea come 바둑 (baduk) e ancora in Vietnam come cờ vây. Nei paesi occidentali viene chiamato comunemente con il nome giapponese ‘go’. Le origini del gioco sono incerte, e le leggende fanno risalire il gioco al leggendario imperatore cinese Yao (2337-2258 a.C.), che, secondo la versione principale, lo fece inventare dal suo consigliere Shun allo scopo di insegnare a suo figlio Danzhu la disciplina e la concentrazione, oltre che l’equilibrio interiore. Esistono tante teorie, tra le quali pure che che il materiale del gioco del go fosse inizialmente utilizzato per predire il futuro. La prima testimonianza scritta del gioco è ritenuta quella presente negli annali intitolati Zuo Zhuan, risalenti probabilmente al IV secolo a.C. Il gioco viene menzionato anche nel libro XVII dei Dialoghi di Confucio, risalente al III secolo a.C. circa, e in due dei libri di Mencio (III secolo a.C.). Essendo un gioco aristocratico non godette probabilmente di un articolato impianto teorico sin dagli albori: bisognerà attendere sino al 1050 per una maggiore popolarizzazione del gioco e vedere il primo trattato completo sul go ‘Qijing Shisanpian -Classico del Weiqi in tredici capitoli’. Il go raggiunse la Corea presumibilmente già nel V secolo, sebbene si abbiano prove della sua diffusione solo a partire dal VII secolo. Nello stesso periodo il gioco si era diffuso pure in Giappone, dove era molto popolare presso la corte imperiale, e lo sarà anche presso il popolo a partire dal XIII secolo. Nel 1603 Tokugawa Ieyasu, dopo avere creato un governo nazionale unificato, nominò ‘Godokoro-Ministro del go’ il miglior giocatore di go giapponese, il monaco buddhista Nikkai , poi Honinbo Sansa, che fondò la scuola di go Honinbo; di lì a poco furono fondate altre scuole che miglioreranno il livello di gioco e introduranno il sistema di classificazione dan/kyu dei giocatori. I giocatori delle quattro scuole (Honinbo, Yasui, Inoue, Hayashi) gareggiavano nelle annuali ‘partite del castello’, giocate alla presenza dello shogun. In Occidente la diffusione inizia solo a metà del XIX secolo, quando il tedesco Oskar Korschelt scrive un trattato sul gioco. Nel 1905 Edward Lasker imparò il gioco mentre era a Berlino; quindi, trasferitosi a New York, Lasker fondò il New York Go Club assieme ad Arthur Smith, che aveva imparato il gioco mentre viaggiava in Oriente e aveva pubblicato il libro The Game of Go nel 1908. Solo nel 1982 fu fondata la International Go Federation, che oggi raccoglie 71 paesi membri.”.
  • La letteratura giapponese di Marcello Muccioli (a cura di Maria Teresa Orsi, L’Asino d’oro, pp. 518, € 22,10), nuova edizione riveduta e aggiornata.
  • Rossella Menegazzo, Stefania Piotti - WA l'essenza del design giapponeseWA l’essenza del design giapponese di Rossella Menegazzo e Stefania Piotti (co-edizione Phaidon – L’Ippocampo, pp. 288, € 39,90). Dalla presentazione: “‘Wa’, in giapponese, rimanda al concetto di armonia e pace, ma è anche sinonimo del Giappone e della sua cultura. Per questo è stato scelto come chiave di lettura per riferirsi a quella ‘giapponesità’ che l’Occidente identifica come paradigma di bellezza e che nel campo del design si traduce nella semplicità delle forme, nell’utilizzo di materiali naturali, ma anche in un’attitudine interiore nei confronti dell’artigianato, dell’arte e della vita in generale. Dai kimono alle scatole da cibo laccate, dai ventagli alle ceramiche Raku, passando per i pezzi classici di maestri come Shiro Kuramata e Sori Yanagi senza tralasciare le produzioni di stilisti contemporanei e designer emergenti, le 250 opere si susseguono tracciando deliziosi parallelismi tra passato e presente, tra forme e materiali, in un gioco di irregolarità e asimmetrie, di pieni e vuoti, per guidare il lettore in un bellissimo viaggio alla scoperta dello spirito del Sol Levante.”.
  • L’arte del sushi a cura di Stefania Viti (Gribaudo, pp. 168, € 10,97). L’editore lo presenta così: “Un punto di vista originale e completo per scoprire il valore e i significati che si celano dietro al sushi e al suo mondo. Il volume si rivolge agli appassionati della cucina e della cultura orientali, oltre che ai curiosi desiderosi di approfondire la conoscenza di quello che non è semplicemente un “cibo”, ma il simbolo della cultura gastronomica giapponese. Ad accompagnarci in questo viaggio gastroculturale, le penne di esperti che attraverso brevi ma prestigiosi saggi ci aiutano a comprendere e conoscere meglio i segreti di un piatto semplice solo all’apparenza, che è stato capace di sedurre il mondo. Storia, geografia, tradizioni e riti, economia, cinema e letteratura, ma anche il rapporto tra il sushi e l’Italia e il sushi d’autore, quello dei grandi chef, sono alcuni degli argomenti affrontati in questo volume. Arricchiscono il manuale fotografie, disegni, tavole di manga originali e schede di approfondimento che aiutano il lettore a orientarsi e a soddisfare le curiosità. Per comprendere che ciò che mangiamo è anche la storia racchiusa in un boccone.”.

Ps: come sempre, grazie a Barbara per le preziose segnalazioni.


10 libri per 5 buoni propositi per l’anno nuovo

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murakami corsa arte di correre

Sì, Murakami prende decisamente sul serio la corsa.

Anno nuovo, vita nuova e, di conseguenza, tanti buoni nuovi propositi. Essere ben motivati a perseguire i propri obiettivi è fondamentale: perché allora non farsi aiutare da dieci libri a tema Giappone? Tutti pronti? Via!

1. “Parola d’ordine: sport!”: il tuo preparatore atletico d’eccezione sarà addirittura Murakami Haruki che, nel suo L’arte di correre (trad di A. Pastore, Einaudi, 2013, pp. 146, € 9,35), condivide coi lettori una delle sue maggiori passioni – quella per la corsa, appunto -, trasformata in filosofia di vita.

2. “Ordine, ordine, ordine!”: se questo è il motto per il nuovo anno, fanno proprio al caso tuo una professionista della riorganizzazione degli spazi e un monaco buddhista: Marie Kondo ti spiegherà come eliminare il superfluo dai tuoi spazi ne Il magico potere del riordino (trad. di F. De Bernardino, Vallardi, 2014, pp. 247,  € 11,82; qui la mia recensione), mentre Matsumoto Keisuke in Manuale di pulizie di un monaco buddhista (trad. di Ramona Ponzini, Vallardi, 2012, pp. 164, € 10,63; qui la mia recensione) ti illustrerà lo stretto  rapporto fra pulizia esteriore e interiore.

soba freddi

Foto di truublooo*

3. “Ho deciso: mangio meglio!”: se cerchi una buona introduzione ai principi dell’alimentazione e della cucina giapponese (ritenuta, d’altro canto, una delle più salutari al mondo), dai un’occhiata a Sempre giovani e belle. I segreti in cucina delle donne giapponesi di Naomi Moriyama e suo marito William Doyle (trad. di R. Perbellini; Trenta editore, 2009, pp. 245, € 12; ora in offerta a 10,20). Il volume permette inoltre di scoprire il tradizionale approccio nipponico al cibo, che prevede porzioni piccole e curate nel dettaglio, preferenza per gli ingredienti di stagione, ridotto uso di intingoli e abbondanza a tavola di alimenti vegetali.

4. “Penserò positivo!”: lasciati ispirare dalle poesie di Shibata Toyo (raccolte, in italiano, in Se sei triste guarda il cielo e Rialzati e sorridi) o dal Manuale di un monaco buddhista per liberarsi dal rumore del mondo (trad. di R. Ponzini, Vallardi, 2013, pp. 191, € 10,93) dell’infaticabile Matsumoto Keisuke.

keep calm and study japanese5. “Imparerò il giapponese!”: la missione, sicuramente, non è delle più facili, ma vale assolutamente la pena impegnarsi per conoscere questa lingua affascinante e complessa. Per iniziare, consiglio Scrittura giapponese (Zanichelli, 2010, pp. 192, ora in offerta a 23,04) e Grammatica pratica di giapponese (Zanichelli, 2008, pp. 208, ora in offerta a € 22,10), entrambi di Susanna Marino. Se possiedi già delle basi solide, ti raccomando invece la bellissima collana Piccoli discorsi giapponesi della Hoepli, che unisce studio e pagine tratte dai manga; alcuni di essi sono tratti da celebri opere letterarie, come nel caso di Non farò sogni effimeri di Yamato Waki (a cura di L. Milasi, Hoepli, 2011, pp. 64, ora in offerta a € 7,57), versione a fumetti del Genji Monogatari, capolavoro della letteratura giapponese.

E ora, non mi resta che dire: in bocca al lupo!

Immagini tratte da qui e qui.


Culture del Giappone contemporaneo: il Sol Levante fra tradizione e futuro

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Wabi, sabi,* cyber: in queste tre parole sembra concentrarsi passato, presente e futuro del Giappone. E non è dunque un  caso se proprio “Wabi, sabi, cyber” si è chiamato un Culture del Giappone contemporaneofortunato ciclo di conferenze tenutosi a Napoli negli anni passati, i cui contributi sono stati raccolti in un bel volume intitolato Culture del Giappone contemporaneo, curato da Matteo Casari (Tunué, pp. 288, 2011, € 16,50, ora in offerta a € 14,03; qui trovate una corposa anteprima).

L’opera, divisa in due sezioni (La tradizione e le sue metamorfosi; La contemporaneità e i suoi paradossi), riunisce dodici saggi, composti da alcuni dei più importanti yamatologi operanti in Italia, che affrontano ciascuno alla propria maniera – ma sempre con uguale passione – temi che spaziano dalla letteratura classica e odierna all’arte post-moderna, sino ad arrivare ai manga, trattandoli in maniera accessibile anche ai non addetti ai lavori e dando vita a un quadro mosso ed estremente ricco.

manga Genji monogatari Tetsuya Egawa

Il Genji monogatari secondo Egawa Tatsuya

Tra i saggi che mi sento di consigliare in modo particolare (ma, naturalmente, tutti sono estremamente interessanti) segnalo: “Wabi e sabi nella tradizione estetica giapponese” di Sagiyama Ikuko, in cui si ripercorre la storia dei due concetti; “Il manga secondo Murasaki” di Giorgio Amitrano, dedicato alle trasposizioni manga del capolavoro della letteratura giapponese, il Genji monogatari, e “Takahashi Gen’ichirō. Il romanzo giapponese tra postmoderno e avant-pop” di Gianluca Coci, che permette di scoprire un autore poco noto in Italia.

 

* “La parola wabi trae l’origine dal verbo wabu, che può essere tradotto come ‘soffrire’, ‘sentirsi soli e abbandonati a sé stessi’, ‘trovarsi in difficoltà’, ‘cadere in miseria’. Sostanzialmente raffigura uno stato di privazione, materiale o mentale, e il senso di amarezza e scoramento che ne deriva. […] Anche il termine sabi deriva dal verbo sabu, che originariamente abbracciava una gamma di significati inerenti il cadere in rovina, degenerarsi, invecchiare, arrugginirsi. Indica il calo della vitalità, la perdita di vigore con il conseguente stato di declino o devastazione e pertanto implica il passare del tempo.” I due termini, evolvendosi, hanno finito per assumere una connotazione maggiormente positiva e insieme si riferiscono al passare del tempo (soprattutto l’effetto di esso), all’impermanenza delle cose, accompagnati non da dolore o ansia, bensì serenità e sentimento di unicità. (definizione tratte da “Wabi e sabi nella tradizione estetica giapponese” di Sagiyama Ikuko)


“La madre del Comandante Shigemoto” di Tanizaki

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Se dovessi abbinare un’immagine a La madre del Comandante Shigemoto di Tanizaki (traduzione di A. Maurizi, prefazione di G. Amitrano – che vi consiglio di leggere una volta madre comandante shigemototerminato il libro -,  Einaudi, pp. 180, € 18, ora in offerta a 13,50), non sceglierei un’antica illustrazione che ritrae una dama rivestita di preziose stoffe o tantomeno un nobile immerso nelle bellezze del suo ricco palazzo, sebbene il periodo Heian (794-1185) e la sua corte costituiscano lo sfondo del volume.

Preferirei, credo, la semplicità dell’ensō, simbolo dell’illuminazione e per certi versi della stessa estetica giapponese, cerchio sacro del buddhismo – eppure il testo, sia chiaro, ha poco a che vedere con la spiritualità, ritenuta ultimo espediente contro le tentazioni di una carne che non sa riposare e di una natura passionale incapace di placarsi. 

Un unico, perfetto tratto di pennello per raffigurare una circonferenza, un vuoto attorno al quale si coagula brillante l’inchiostro: questa è forse per me, infatti, la migliore rappresentazione della struttura stessa de La madre del Comandante Shigemoto, che ha al suo centro la presenza-assenza di Donna Ariwara, Signora dell’ala nord. Di lei non sappiamo nulla se non quello che ci rivelano gli altri personaggi attraverso le loro parole e i loro gesti: seducente e raffinatissima, con la sua irresistibile grazia riesce a ammaliare gli uomini che a lei si accostano, sin quasi a stravolgerne l’esistenza.

Eppure, colui che sembra maggiormente sottostare al suo fascino è solo un bambino, il futuro comandante Shigemoto, figlio di primo letto avuto dall’anziano Fujiwara no Kunitsune: costretto a separarsi da lei in tenerissima età a causa di un incredibile atto di prepotenza compiuto dall’altolocato Shihei, rimarrà per tutta la vita straziato dalla “nostalgia della madre”, tanto per richiamare un altro titolo della produzione dello scrittore nipponico.

tanizaki la madre del terzo comandante shigemotoD’altronde, i temi tanto amati da quest’ultimo – come l’aspirazione alla “«donna unica ed eterna» [che] contiene in sé maternità e seduzione”, il feticismo, il culto del passato – sembrano ritrovarsi in quest’opera che vide la luce nei medesimi anni (1949-50) in cui Tanizaki era impegnato con le traduzioni del Genji monogatari, capolavoro della letteratura estremo-orientale composto nell’XI secolo.

Unendo la meticolosità della ricostruzione storica alle libere (ma sempre sorvegliatissime) invenzioni della fantasia, l’autore riesce a creare una prosa imbevuta di eleganza e sensualità, capace di donarci l’illusione di ascoltare, tra paraventi e cortine profumate, leggendarie, struggenti storie d’amore, lontananza e dolore.

Immagine tratta da qui.

 

 


Contest “Un tè con…”: in palio libri di letteratura giapponese e tè

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contest Biblioteca giapponese libri tèIn occasione del quinto compleanno del blog (di già?!), nato nell’ormai lontano ottobre 2008, ho deciso di ringraziarvi per l’affetto e la costanza con cui mi seguite con un contest che ha per ingredienti due delle cose che preferisco al mondo: la letteratura e il tè.

Partecipare al concorso è molto semplice: basta pensare all’autore o al personaggio della letteratura giapponese con il quale vorreste prendere un tè, e scrivere un commento alla fine di questo post con il suo nome, magari specificando anche la ragione.

Per esempio:
Vorrei bere un tè con Murakami perché…
Il mio sogno? Un tè fra paraventi e sete fluenti con Genji [ecc. ecc.]

Eventuali commenti lasciati in un luogo diverso da quanto indicato non saranno ritenuti validi.

Per quanto riguarda i testi, potete sbizzarrirvi, scrivendo poche parole o un’intera pagina, e aggiungendo tutti i dettagli che preferite – l’aroma del tè che vorreste degustare, la consistenza delle pagine, i particolari dell’incontro immaginato…  -.

Chi vince e cosa si vince? Ci sono diverse possibilità:

  • Il commento che mi piacerà in assoluto di più vincerà un libro e del tè; il secondo in ordine di mio gradimento del tè e un oggetto a tema Giappone.
  • Il primo commento estratto a sorte con Random.org vincerà a sua volta un libro e del tè, il secondo del tè e un oggetto a tema Giappone.

Tutto chiaro, no? Per ogni partecipante è previsto uno e un solo commento. Mi riservo di squalificare tutti coloro che inoltreranno commenti inappropriati e/o offensivi, o mostreranno un comportamento maleducato oppure lesivo nei confronti altrui. Il contest inizia oggi, 27 ottobre, e termina il 20 novembre 2013 (scadenza prorogata al 30 novembre 2013).contest Biblioteca giapponese tè libri

I vincitori saranno avvertiti via email: in caso di mancata risposta al mio messaggio entro una settimana, passerò a estrarre e/o a scegliere un vincitore sostitutivo.

Se ci sono domande, chiedete pure. Nel frattempo, in bocca al lupo a tutti!


Novità: “La madre del comandante Shigemoto” di Tanizaki Jun’ichirō

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la madre del comandante shigemoto tanizakiBuone notizie per gli amanti di Tanizaki Jun’ichirō: nei prossimi mesi uscirà La madre del comandante Shigemoto, con la traduzione di Andrea Maurizi e la prefazione curata da Giorgio Amitrano (Einaudi, pp. 180, € 18, ora in offerta a 15,30).

L’opera – ambientata nella Kyoto del X secolo, fra nobili e cortigiane – prende le mosse da uno dei personaggi del Genji Monogatari di Murasaki Shikibu, Heijū, «esperto delle vie dell’amore» e seduttore impenitente. Alternando narrativa, saggistica e critica letteraria, lo scrittore ci restituisce un quadro complesso della società Heian, in cui violenza, passione e tenerezza sono destinate a scontrarsi con le rigide convenzioni dell’alta società e con i lati più fragili dell’animo umano.

Ps: grazie mille a Nana per la segnalazione.


[Recensione] Per conoscere lo sviluppo del giapponese: “Introduzione allo studio della lingua giapponese”

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Un’opera ricca e multisfaccettata: ecco come si presenta l’Introduzione allo studio della lingua giapponese, curata da Andrea Maurizi e lettrice giapponesepubblicata di recente (Carocci, 2012, pp. 235, € 19; ora in offerta a € 16,15), non un manuale per apprendere le basi grammaticali e comunicative, bensì un validissimo strumento capace di fornire un‘ampia panoramica storica e letteraria sullo sviluppo e la conformazione del giapponese, esaminato in modo sintetico ma denso dalle sue origini sino al giorno d’oggi.

Una volta inquadrato il giapponese nel complesso dei rapporti con altri idiomi e considerato alla luce della sua probabile appartenenza alla famiglia uralo-altaica, si procede alla trattazione di alcuni elementi costitutivi della lingua (aggettivi, classificatori, particelle…), dedicando inoltre particolare attenzione all’aspetto e alle strutture verbali.

Nei saggi proposti dagli autori (Giorgio Francesco Arcodia, Emanuele Banfi, Federica Da Milano, Andrea Maurizi, Junichi Oue), la lingua nipponica viene analizzata soprattutto alla luce di quelle che in linguistica vengono chiamate varianti diafasiche, distratiche, diamesiche, diacroniche e diatopiche (in parole povere: legate rispettivamente al contesto comunicativo, alle caratteristiche del parlante, al mezzo usato, al tempo e allo spazio).

Una sezione consistente ed estremamente interessante del volume è dedicata alla rassegna delle figure retoriche adoperate nella poesia classica e ai vari usi del giapponese nella tradizione letteraria nipponica (nell’epoca Heian, nel Genji monogatari, nell’Ise monogatari, ecc.), senza dimenticare la questione del keigo (il linguaggio onirifico ipercodificato).

introduzione allo studio della lingua giapponeseSugella il testo in maniera degna la raccolta integrale Hyakunin Isshu (Poesie di cento poeti) di Fujiwara no Teika. Composta tra il XII e il XIII secolo, l’antologia riunisce le composizioni più suggestive redatte a partire dal 600 d. C. (traendole per esempio dal Manyōshū e Kokin Waka shū) ed è da sempre molto apprezzata sia dai critici, sia dagli amanti della lirica, tanto che i suoi versi sono stati utilizzati per dare vita a uno dei giochi di carte più amati in estremo oriente, l’utagaruta.

Concludiamo dunque con una nota di dolcezza, citando uno dei componimenti più struggenti, di Ono no Komachi (IX secolo):

I colori dei fiori
sono purtroppo svaniti
mentre io invano
mi soffermavo a riflettere
sul corso della mia vita.

Hana no iro wa/ utsurinikeri na/ itazura ni/ wagami yo mi furu/ nagame seshi ma ni 


Due incontri con la grande letteratura giapponese

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neko yokaiMarzo a Roma e Milano si aprirà e si chiuderà all’insegna della letteratura giapponese:

  • il 2 marzo alle 17 avrà luogo l’incontro Spettri giapponesi. Da La lanterna delle peonie alle arti scaramantiche del periodo Edo (1603-1867), tenuto dalle professoresse Matilde Mastrangelo, Virginia Sica e Maria Teresa Orsi, in collaborazione con l’Associazione Tokyoèvicina, presso Doozo Art books & sushi (Via Palermo 51-53, Roma). Ingresso gratuito.
  • il 27 marzo, alle ore 12.30, presso l’aula P4 del Polo di Mediazione Linguistica e culturale dell’Università degli Studi di Milano (Piazza Indro Montanelli, 1 – Sesto San Giovanni), sarà la volta de L’eredità Heian della letteratura giapponese moderna, conferenza tenuta dai professori Maria Teresa Orsi, Andrea Maurizi e Virginia Sica. L’attenzione sarà concentrata soprattutto sul Genji monogatari e sulla Storia del secondo consigliere di Hamamatsu, nonché sul loro influsso nella produzione recente (come, per esempio, in Mishima e Kawabata). L’ingresso è gratuito.

Fonti notizie: Ichiban e Doozo.