Categoria: cultura giapponese

Milano, 26 novembre: Giornata di studio sul periodo Nara

Ringrazio Francesca per avermi segnalato la Giornata di studio sul periodo Nara, che si terrà a Milano venerdì 26 novembre 2010, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Edificio U6, IV piano, Aula Massa.
Questo il programma:

09:30    Apertura dei lavori

Presiede: Ikuko SAGIYAMA

10:00    TADA Kazuomi
“L’essenza dei waka nel XVI maki del Man’yōshū”

Pausa caffè

Presiede: Ikuko SAGIYAMA

11:30    Giorgio COLOMBO
“Tra norma e principio: storia e mitologia dei codici di epoca Nara”

12:00    Susanna MARINO
“Shōsōingire: ispirazioni continentali e creatività indigena”

12:30    Rossella MENEGAZZO
“Pellegrinaggio ai templi antichi. Immagini di Nara attraverso l’obiettivo di Domon Ken”

Pausa pranzo

Presiede: Andrea MAURIZI

15:00    Maria Chiara MIGLIORE
“Biografia del grande maestro dei Tang che si recò a Oriente”

15:30    Virginia SICA
“Ospiti dalla Cina. Lo zen prima di Myōan Eisai”

16:00    Aldo TOLLINI
“La scrittura kanjikanamajiri fu inventata a Nara? Riflessioni sul Tōdaiji fujumonkō”

16:30    Kuniko TANAKA
“La voce del legno: ciò che raccontano i mokkan”

17:00    Chiusura dei lavori

A Milano presentazione di “Giappone” di Stefano Faravelli

Giovedì 25 novembre, alle ore 18,30, a Milano, presso la libreria Azalai (via Gian Giacomo Mora 15), si terrà la presentazione di Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante dell’artista e orientalista Stefano Faravelli. Qui potete gustarne un assaggio video.
Ringrazio Francesca per la segnalazione.

Intervista a Chiara Gallese, autrice di “Tokyo night”

Solitamente, questo blog tratta di scritti d’autori giapponesi o dedicati a tematiche nipponiche. Oggi, però, le cose andranno in maniera un po’ diversa: non soltanto il volume del giorno è un romanzo composto da una ragazza italiana, Chiara Gallese, appassionata di Sol Levante e giurista, ma sarà lei stessa a parlarci della sua opera in un’intervista.

Ma partiamo con ordine. Il libro è intitolato Tokyo night (Cerebro editore, pp. 218; € 15; per chi lo volesse, è acquistabile su Ibs o, dal 2014, su Amazon) e presenta una struttura piuttosto particolare: ciascuno dei venti capitoli che lo compone è legato a una delle stazioni della metropolitana della capitale.

La storia della giovane Keiko – sognatrice, creativa e amante dell’Italia – s’intreccia  così di continuo con il respiro, i ritmi, i luoghi e le abitudini della città, vera protagonista dell’opera. E’ infatti riservata una grande attenzione a molte componenti della cultura nipponica, classica e contemporanea: accanto agli haiku, ai templi e alla pittura tradizionale, troviamo mode, locali e comportamenti attualissimi. Non mancano, inoltre, numerosi accenni alla vita nipponica quotidiana, fatta di piccole abitudini, oggetti caratteristici e riti.

Ma lasciamo che sia la stessa autrice a raccontarci della sua opera; colgo l’occasione per ringraziarla della sua gentilezza.

Biblio. g.: Chiara, parliamo per prima cosa della gestazione del tuo romanzo: alle sue origini c’è stato un evento particolare?
Chiara Gallese: Non direi proprio un evento, quanto piuttosto un momento di vita da elaborare: nel 2007 sono andata in Giappone per un viaggio studio, e mi sono trovata talmente bene che sarei voluta restare lì a vivere. Poi purtroppo non sono riuscita a organizzarmi con mia figlia, perciò ho scritto questo romanzo per rovesciare nella carta tutte le sensazioni che ho provato in quel periodo.
B. g.: Com’è nata nella tua mente l’idea di abbinare a ogni capitolo una stazione diversa della metropolitana di Tokyo?
C. G.: Nel Giappone moderno, le stazioni della metro svolgono una funzione sociale molto importante. Si possono paragonare all’agorà, quindi mi è venuto spontaneo scandire i momenti più significativi della vita della protagonista con i nomi delle stazioni in cui si svolge la vicenda.
B. g.: Qual è l’episodio che più ami del tuo romanzo? Perché?
C. G.: Sicuramente il terzo capitolo, in cui le sensazioni negative sono del tutto autobiografiche. A diciannove anni, quando mi sono opposta con tutte le mie forze all’idea di abortire, mi sono immaginata come sarebbe stata la mia vita futura se avessi fatto una scelta diversa: quello scenario è confluito nel mio romanzo. Inoltre, come la protagonista, anch’io sono stata lasciata dal mio fidanzato alla vigilia della laurea, e poco prima di andare a convivere. In quel periodo ho preso una parte di me stessa e nel libro ho descritto in modo preciso come mi sono sentita.
B. g.: Ed ora una domanda d’obbligo che si rivolge a tutti gli scrittori: quanto ti rispecchi in Keiko, la protagonista?
C. G.: Ho cercato di fare un modo che Keiko risultasse quasi l’opposto di me sia fisicamente che caratterialmente, mentre quasi tutti gli altri personaggi sono modellati su persone vicine a me.
B. g.: Quali sono i modelli letterari – giapponesi e non – che più credi ti abbiano influenzato?
C. G.: Come ho scritto nella postfazione, ho usato uno stile il più possibile simile a quello di Banana Yoshimoto. Ma ho subito influenze anche da parte di Haruki Murakami, Yasunari Kawabata, Yukio Mishima e Natsuo Kirino.
B. g.: Infine, domanda a bruciapelo: pensi di scrivere un altro libro legato al Giappone?
C. G.: Al momento sto scrivendo un libro di tutt’altro genere, sugli studenti di Giurisprudenza. Ho altri sette progetti in cantiere, perciò non prevedo di parlare del Giappone nell’immediato.

Nuova uscita: “Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860 – 1910”

Chi, come me, non ha la possibilità di recarsi a Lugano per visitare la bellissima mostra fotografica dedicata al Sol Levante in corso, può (in parte) rifarsi con il catalogo ad essa collegato, appena uscito, vale a dire Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860 – 1910 (Giunti, pp. 320, € 48). L’editore ce lo presenta così:

Oltre 300 fotografie d’inattesa bellezza, pervase da un senso di nostalgia, che danno la sensazione di un mondo sospeso in un’indefinita aura d’ineffabile perfezione, di un meraviglioso universo esotico che scomparirà all’alba del XX secolo. Ritraggono il Giappone della seconda metà dell’Ottocento e rappresentano un importante capitolo della storia della fotografia, essendo delle vere e proprie opere d’arte realizzate con la tecnica dell’albumina e il ritocco ad acquerello. Le fotografie sono state presentate all’omonima mostra tenutasi a Lugano, a Villa Ciani, dal 23 ottobre 2010 al 27 febbraio 2011.

A Cagliari “Il Giappone di Yukio Mishima”

Per commemorare il quarantesimo anniversario della morte di Mishima, che ricorre il 25 novembre, in tutta Italia si stanno organizzando eventi e giornate di studio.
Per la stessa ragione, dal 13 novembre, a Cagliari, presso il C.I.S. (Centro di Iniziative Sociali; piazza del Carmine n.4),  avrà luogo la serie di incontri “Il Giappone di Yukio Mishima”, organizzati dall’Associazione Culturale “Caravella”, che spazieranno dal cinema all’Aikido.  Qui sotto il programma completo (cliccateci su per ingrandirlo):

“I ragazzi di Tokyo. Le poetiche zen di una metropoli” di A. Castellani

Ammetto che di questo libro – che mi pare interessante – non so nulla, tranne il titolo; e anche internet non è venuto in mio soccorso. Sto parlando de I ragazzi di Tokyo. Le poetiche zen di una metropoli di Alessandra Castellani (Liguori, pp. 96, € 15), esperta di identità giovanili e di culture metropolitane.
Per chi volesse saperne di più, ecco la presentazione dell’editore:

Il libro si compone di una serie di affreschi sulla capitale del Giappone raffiguranti alcuni aspetti attuali  dell’identità sociale e individuale, in particolare i nuovi punti di aggregazione delle tendenze giovanili e i luoghi più avanzati del consumo. Dalla descrizione dei quartieri centrali di Tokyo e di Yokohama, che formano un unico conglomerato urbano, emerge un mondo vivido e apparentemente contraddittorio agli occhi di un occidentale, mondo in cui la cultura postindustriale si salda con i valori più radicati dello shintoismo e del buddismo zen. Tra realtà virtuale, graphic-art, manga, tatuaggi, sette estremiste, templi shintoisti sui roof garden dei grandi magazzini, I ragazzi di Tokyo è anche una raccolta di impressioni sulla contemporaneità, un’escursione dentro i cuori di tenebre e dentro le fascinazioni che provengono dal Sol Levante.

Nuova edizione dello “Hagakure”

Quando si parla di samurai, all’uomo medio vengono in mente scene degne di Kurosawa Akira o, al contrario, di uno scalcinatissimo film di serie B, a base di “ghesce” sospiranti e “katane” sguainate.
Nella realtà storica, naturalmente (e per fortuna) le cose stanno in ben altro modo. Ci aiuta a comprendere ciò uno dei testi appartenenti alla cultura nipponica più fraintesi, vale a dire l’Hagakure di Yamamoto Tsunetomo, da poco pubblicato in una nuova edizione realizzata da Francesca Meddi (pp. 87, € 8.0) per la casa editrice Solfanelli (che ringrazio per l’omaggio), corredata di due interessanti saggi di approfondimento trasversale (L’ultimo samurai?, dedicato a Mishima, e Lo stoicismo e lo zen).
Il testo – il cui titolo significa <<All’ombra delle foglie>> – è pù spesso conosciuto come Codice segreto dei samurai, quando in realtà – come viene precisato nell’introduzione della curatrice – era originariamente rivolto soltanto ai giovani appartententi allo stesso han (il territorio retto dal daimyo) dell’autore.
I riferimenti alla morte, alla dignità e all’orgoglio (in ambito pubblico e privato) presenti in quest’opera sono stati e purtroppo sono ancora fraintesi, col risultato di ricondurre tutto ad un’errata e riduttiva visione decadente dei valori del Sol Levante, che avrebbe il suo sbocco naturale nel seppuku di Mishima e nella pratica suicida dei kamikaze della seconda guerra mondiale. In realtà, il reale significato di questi raccolta di aneddoti e aforismi va scoperto pagina dopo pagina, con pazienza, alla luce della storia e dei costumi nipponici.
Concludo citandovi uno dei brani che ho preferito:

Un samurai disse: <<Ci sono due tipi di orgoglio: uno interiore ed uno esteriore. Ma solo se si possiedono entrambi, si rivelerà utile. Paragoniamo l’orgoglio alla lama affilata di una spada: sarà bene che questa venga tenuta riposta nel fodero e di tanto in tanto sguainata, brandita, ripulita e poi nuovamente rinfoderata. Se venisse brandita in continuazione susciterebbe il timore degli altri, allontanando non solo i nemici, ma anche gli alleati. Sarebbe un errore anche il tenerla sempre riposta nel fodero, perché perderebbe la sua affilatura e si ricoprirebbe di ruggine, suscitando il disprezzo e lo scherno della gente.>>

Eventi giapponesi in area bolognese

Grazie a Fraimirtilli, vi segnalo alcune interessanti iniziative connesse al mondo della scrittura che si terranno in area bolognese, curate dall’Associazione Culturale Takamori.
Cominciamo con ordine:
– 27 novembre, ore 16: “Donne e scrittura nel Giappone odierno: rinnovate sfide o nuovi limiti?
L’incontro – tenuto dalla dott.ssa  Tiziana Carpi – si terrà presso la Mediateca di San Lazzaro di Savena ed è a ingresso gratuito.
Questa la presentazione:

Se si considera che le scrittrici giapponesi di inizio Novecento hanno avuto, dopo alcuni secoli di invisibilità, il ruolo di portavoce delle donne in un tempo di profondi cambiamenti politici e sociali, quale ruolo può ricoprire ora la nuova generazione di scrittrici che dagli anni ’70-’80 ha invaso, e in alcuni casi sconvolto, il panorama letterario contemporaneo? A partire dalle più note quali Yoshimoto Banana e Yamada Eimi, sino a toccare nomi più recenti come Kawakami Mieko, Kanehara Hitomi e Wataya Risa ed altre ancora, in un breve ma fitto excursus, si indagherà su chi sono, cosa e come scrivono e quali sfide lanciano al nuovo modo di “fare” e “fruire” letteratura in Giappone e al di fuori di esso.

– 11 dicembre, ore 10: “Arte ed educazione alla scrittura nella calligrafia giapponese.”
L’incontro – tenuto dalla dott.ssa Rita Casadei e con la partecipazione di Arimitsu Yasuko – si terrà presso la Sala dello Zodiaco, Palazzo Malvezzi (Via Zamboni 13 Bologna).
Ed ecco la presentazione:

La scrittura giapponese è da secoli considerata una forma d’arte a tutti gli effetti. Per secoli, i monaci buddhisti hanno trascritto sutra elaborando nuove forme di calligrafia che si sono cristallizzate col tempo in nuove forme artistiche di scrittura. Ciò che può sembrare del tutto naturale, è però frutto di un minuzioso studio delle forme. Al fine di penetrare in profondità i meandri di questa forma artistica, verrà illustrato il concetto di forma, tuttora condivisa a livello quotidiano, quale modulo condiviso per lo sviluppo della coscienza morale giapponese,. Alla parte teorica viene affiancata una dimostrazione pratica di calligrafia da parte della Sig.ra Arimitsu Yasuko.

A Roma gruppo di lettura dedicato a “Le note del guanciale” (6 e 20 novembre)

Non di rado accade che alcune interessanti opere della letteratura giapponese siano poco lette a causa dei riferimenti al periodo storico in cui hanno visto la luce, difficilmente comprensibili a chi non ha una buona conoscenza dell’epoca.
Chi frequenta Roma avrà la possibilità di “decifrare” Le note del guanciale sotto la guida della dott.ssa Gala Maria Follaco, all’interno dell’apposito gruppo di lettura promosso da Doozo Art, books and sushi (Via Palermo 51-53), che si riunirà sabato 6 novembre e sabato 20 novembre, dalla 17:30-19:30.
Gli eventi  sono a ingresso gratuito ed è richiesta la prenotazione (info@doozo.it; tel. 06-4815655).
Ecco qualche notizia in più tratta dal comunicato stampa:

Nei due incontri si effettuerà la lettura dell’opera accompagnata da spiegazioni sull’epoca storica, sulla figura  dell’autrice e sulle dinamiche della vita delle dame nella corte Heian.
Nel primo incontro si introdurrà il contesto storico, con particolari riferimenti alla composizione delle due corti, all’educazione impartita alle donne, alla posizione di Sei Shōnagon e alla rivalità con l’altra grande scrittrice sua contemporanea, Murasaki Shikibu. Si presenterà poi l’opera, ponendo in risalto la peculiarità del genere zuihitsu, di cui è archetipo. Si leggeranno i passi più significativi e più famosi.
Nel secondo incontro si procederà con la lettura di parti raggruppate secondo grandi tematiche, come il ciclo delle stagioni, i rapporti tra uomini e donne, le cerimonie religiose e l’atteggiamento verso la letteratura e le arti. A conclusione del secondo incontro si discuterà insieme dell’immagine del Giappone Heian emersa dalla lettura delle note di Shōnagon.

Online l’articolo “Manga: il Giappone alla conquista del mondo”

Vi propongo un interesse articolo di Limes, una delle principali riviste italiane di geopolitica, consultabile online e dedicato agli aspetti politici, storici e sociologici dei manga. Si intitola Manga: il Giappone alla conquista del mondo, e porta le firme di Marcella Zaccagnino e Sebastiano Contrari. Per leggerlo, basta cliccare qui.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi