“In” di Kirino Natsuo

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natsuo kirino inL’amore (non) è una cosa semplice, è risaputo. Cosa accade, allora, se più passioni si intrecciano assieme, se l’esigenza di scrivere si contende il campo con quella di vivere? E può succedere che coloro che amiamo rischiano talvolta di trasformarsi in attori della storia che tessiamo dentro e fuori di noi?

Questi sono alcuni degli interrogativi che Kirino Natsuo ci pone fra le pagine di In (trad. di Gianluca Coci, Neri Pozza editore, 2018, pp. 384, € 18; qui un corposo estratto del libro), a mio parere uno dei suoi lavori più intimisti e imbevuti di malinconia. Ne è protagonista una scrittrice affermata, Suzuki Tamaki, alle prese con la difficile redazione del suo nuovo romanzo, L’indecenza. Questo vorrebbe essere una sorta di controcanto rispetto all’opera che lo ha ispirato, L’innocenza, (presunto) testo autobiografico composto negli anni Cinquanta da Midorikawa Mikio, che in esso racconta le sofferenze e i tradimenti inflitti alla moglie Chiyoko, spinto dall’ossessione per la letteratura e dall’attrazione per un’enigmatica donna, occultata dietro lo pseudonimo X.

[Tamaki] Si apprestava a scrivere un romanzo intitolato L’indecenza. Il tema era la soppressione del rapporto d’amore. La soppressione, e non la fine. Sopprimere, ovvero: recidere ogni legame con l’altro per volontà personale e annientare il suo cuore, attraverso l’indifferenza, l’abbandono, la fuga e quant’altro.

Tamaki si mette sulle tracce di X e, nel tentare di comprendere cosa davvero sia accaduto a lei e alla famiglia di Midorikawa, ripercorre interiormente la lunga e tormentata relazione clandestina vissuta qualche anno prima con il suo editor, Seiji Abe, che percepisce – più che comprendere con la ragione – essere a un necessario e drammatico punto di svolta.

Ancora una volta, Kirino ricorre alla tagliente lucidità che così tanto ed efficacemente caratterizza i suoi famosi noir, ma, in questo caso, non solo per svelare i misteri che traversano la trama, quanto e soprattutto per indagare la stessa idea d’amore, senza alcuna concessione a facili definizioni o sentimentalismi. Per far ciò, riserva ampio spazio alle voci dei personaggi, nelle modalità che a essi sono più congeniali – lettere, interviste, stralci narrativi… –, portando alla luce un flusso travolgente di emozioni, rimpianti, ricordi.

Sesso, gelosia, vendetta, violenza, ambizione, rabbia, abbandono, desiderio di affermare la propria indipendenza, bisogno di vivere della e nella propria scrittura sono tutti elementi centrali di In. E fondamentale è pure la riflessione sullo statuto della letteratura, che si trasforma, nelle sapienti mani d Kirino, in una lunga dichiarazione di amore alla Parola, capace di sospendere il tempo, far germogliare coincidenze, ricreare – anche solo idealmente – rapporti interrotti, sconfiggendo anche la morte.


“La notte dimenticata dagli angeli” di Kirino Natsuo

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kirino natsuo la notte dimenticata dagli angeliDisordinata, impulsiva, brusca, sarcastica: sulle prime, è difficile fidarsi di Murano Miro, che da poco ha – non senza un pizzico di incoscienza – ereditato dal padre il mestiere di detective privata; e anche il lettore, prima di abbandonarsi al flusso delle pagine, deve mettere da parte alcune riserve nei confronti della protagonista de La notte dimenticata dagli angeli di Kirino Natsuo (trad. di G. Coci, Neri Pozza, 2016, pp. 442, € 18; in offerta su Amazon a 15,30) – nonché del precedente Pioggia sul viso (qui la mia recensione).

D’altronde, Miro è – senza rimpianti – ben lontana dagli stereotipi più comuni sulle donne giapponesi. Trentenne, lavora per conto proprio (eppure non possiede neppure un suo ufficio), talvolta portando avanti le indagini in modo goffo, poco oculato; è gelosa della sua autonomia e, al tempo stesso, dotata di una certa propensione ai colpi di fulmine, ma non pensa affatto a sposarsi, né tantomeno a avere figli, forse (anche) perché ancora segnata dal misterioso suicidio del marito, di cui qualcuno la ritiene addirittura in parte responsabile.

Nel romanzo la troviamo alle prese con un insolito caso: Watanabe, un’attivista per i diritti femminili, le chiede infatti di rintracciare un’adolescente attrice porno forse vittima di violenze, di cui però nessuno sembra sentire la mancanza. Con pazienza e tenacia, l’investigatrice tenta di dipanare l’intricata matassa, attraversando trasversalmente la società nipponica e, di conseguenza, l’intera Tokyo e oltre; Miro si muove così fra ristorantini a buon mercato, set di film a luci rosse ed eleganti dimore dell’alta società, sebbene senta davvero sua solo Shinjuku – frastornante, caotica, insonne -,  dal momento che “le luci artificiali della notte si addicono […] a una donna” come lei. kirino notte dimenticata dagli angeli - donnaE proprio negli interstizi fra luce e ombra, desiderio e perdita, la donna va a scavare, individuando insospettabili nessi tra passato e presente.

Incalzante e ben ritmato malgrado la mole, il noir, certo, ha i suoi difetti e le sue asperità (non tutti i personaggi brillano per caratterizzazione e la trama mostra più di una smagliatura), imputabili probabilmente al fatto che si tratta di una delle prime prove dell’autrice, apparsa in Giappone nel 1994. A dispetto di ciò, la serrata e minuziosa scrittura di Kirino (che incarna la voce di Miro) – grazie al contrasto con l’ambientazione in un gelido inverno che, sotto una patina superficiale di allegria, rivela una coltre di sofferenza e desolazione – ci rende partecipi spettatori di un’eclisse di umanità capace di segnare tanto drammi privati quanto pubbliche manifestazioni di ipocrisia, di “una notte in cui gli angeli si dimenticano di te e ti lasciano sola”, faccia a faccia con i demoni interiori.

 

Per approfondire: Rebecca Copeland (2004): Woman uncovered: pornography and power in the detective fiction of Kirino Natsuo, ‘Japan Forum’, 16:2, 249-269

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Il romanzo è stato scelto per il primo appuntamento del social bookclub dedicato al Giappone: qui si possono trovare ulteriori informazioni.

Attenzione: l’opera contiene contenuti che possono urtare la sensibilità del pubblico.

Immagine tratta da qui.
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Un bookclub tutto giapponese: si comincia con Kirino Natsuo

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kirino natsuo la notte dimenticata dagli angeli

Volete unirvi a un bookclub tutto dedicato al Giappone? A agosto inizia il gruppo di lettura promosso da cinque blogger – Michela (MichelaDePellegrin), Daniela (Tradurre il Giappone), Stefania (Cafè Nihongo), Frida/Nicoletta (OneTwoFrida), e, infine, me – ; protagonista sarà l’ultimo romanzo di Kirino Natsuo, La notte dimenticata dagli angeli (trad. di G. Coci, Neri Pozza, 2016, pp. 442, € 18; in offerta su Amazon a € 15,30), di cui potete leggere qui la mia recensione.

Partecipare è semplicissimo: dal 1 al 7 agosto noi blogger useremo i nostri canali social (alla fine del post trovate tutti i contatti) per esprimere riflessioni, riportare estratti, discutere spunti tratti dal romanzo. Voi potrete a vostra volta scrivere commenti nel blog, condividere immagini, suggerimenti, pensieri su Twitter, Facebook, Instagram; non importa se si tratta di una manciata di parole, di una foto, di una frase che vi ha particolarmente colpito, basta non fare rivelazioni troppo scottanti sulla trama!

Questi sono gli hashtag che vi chiediamo gentilmente di utilizzare: #librogiappone #lanottedegliangeli #KirinoNatsuo

E questi, infine, sono i modi per raggiungerci:

Michela : Twitter – Facebook – Instagram
Frida/Nicoletta: TwitterFacebookInstagram
Daniela : Twitter FacebookInstagram
Stefania : Twitter FacebookInstagram
Anna Lisa (ossia io, bibliotecagiapponese.it): TwitterFacebookInstagram

Vi aspettiamo!


Murakami, Yoshimoto, Kirino, Ōe e Ogawa per l’autunno-inverno 2014 (in progress)

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sonno haruki murakami racconto illustrato letteratura giapponeseQualche anticipazione sulle prossime uscite a tema Giappone: ogni segnalazione è, come sempre, molto gradita! Purtroppo, a causa della mancanza di informazioni disponibili, le schede di alcuni volumi sono piuttosto scarne: mi riprometto di rimpolparle non appena avrò reperito ulteriori dati.

Ps: un grazie particolare va a Barbara, gran consigliera di libri.

Romanzi

  • Sonno di Murakami Haruki (trad. di Antonietta Pastore, Einaudi, pp. 180, € 15), racconto del 1993 illustrato dalla disegnatrice tedesca Kat Menschik  e tratto dalla raccolta L’elefante scomparso e altri racconti. Potete scoprirne di più in proposito e vederne un booktrailer in questo mio post.

  • Pioggia sul viso di Kirino Natsuo (trad. di G. Coci, Neri Pozza, previsto per ottobre 2014)
  • Parenti della vita di Ōe Kenzaburō (trad. di G. Coci, Garzanti, previsto per dicembre 2014)
  • Vendetta di Ogawa Yōko (trad. di L. Testaverde, Il Saggiatore, pp. 224, € 15, in offerta a 12,75). Qui la mia recensione. dalla quarta di copertina:
  • Secondo volume della tetralogia di Banana Yoshimoto (traduttore non pervenuto, ed. Feltrinelli), di cui fa parte anche Andromeda Heights, uscito negli scorsi mesi.
  • Amici di Kazumi Yumoto (trad. di Daniela Guarino, Atmosphere Libri, pp. 160, € 11,90). Dal sito dell’editore: “Inizialmente, si potrebbe pensare che Amici è la storia dei tre ragazzi presenti nel libro. Ma, come la storia si sviluppa, un quarto amico emerge. Lui è un uomo anziano, spiato dai ragazzi: Kiyama, lo spilungone, Kawabe, il pazzo ragazzo con gli occhiali, e Yamashita, il ragazzo grasso. I ragazzi hanno deciso che vogliono sapere della morte: cosa significa, come sembra, ciò che accade. Il vecchio sembra un buon candidato. Mentre i ragazzi guardano l’uomo, cominciano a interessarsi alla sua vita. Quando il vecchio si accorge di essere osservato, si arrabbia, e forse ha un po’ di paura, in un primo momento, ma sceglie di diventare amico degli adolescenti per trascorrere del tempo insieme, quando i ragazzi non sono a scuola. Il vecchio è un esempio per i ragazzi, ma non nel modo in cui lo immaginavano in origine. Lui diventa un amico, un amico adulto che insegna loro la vita solo per passare il tempo con loro ed essere se stesso. Kiyama, Kawabe, e Yamashita sono una sorta di disadattati a scuola. I ragazzi sono vittime di bullismo da parte di alcuni studenti. Si attaccano insieme, anche quando si infastidiscono a vicenda. Anche se il libro è ambientato in Giappone, parla dei problemi dei ragazzi di tutto il mondo. Tutti i ragazzi si preoccupano di non essere vittime di bullismo. La maggior parte di loro è curiosa sulla vita e la morte, se condividono i loro sentimenti con un adulto o meno. Amici è una storia che riesce a trasmettere una prospettiva culturale e un tema universale. I temi della vita e della morte sono pesanti, ma Yumoto è in grado di creare un libro che i ragazzi potranno godere e di cui possono relazionarsi. In definitiva, è la storia per conoscere se stessi e gli altri e il potere di guarigione dell’amicizia”.

Romanzi di autori occidentali ispirati al Giappone

  • Cose che fanno battere più forte il cuore di Mia Kankimäki (trad. di D. Sessa, Piemme, pp. 384, € 18,50). L’editore presenta così il libro: ‘Nel suo “Note Cose che fanno battere più forte il cuore di Mia Kankimäki Giappone Sei Shonagon Note del guancialedel guanciale” Sei Shōnagon scrive quanto le succede e stila liste di tutto, delle cose spiacevoli, delle cose brutte, di quelle sconvenienti. E di quelle che fanno battere più forte il cuore. Più di mille anni dopo Mia, single ultratrentenne in crisi esistenziale, decide di trasferirsi in Giappone sulle tracce di quella cortigiana così moderna e disinibita. Cercando il Giappone antico tra giardini e palazzi, Mia troverà il filo che la lega alla sua eroina e capirà molto se stessa.’

Saggistica

  • Il pensiero giapponese classico di Massimo Raveri (Einaudi, pp. 400, € 25,50). L’editore lo presenta così: “Primo del suo genere in Italia, il saggio di Massimo Raveri analizza il processo di formazione di quel peculiare intreccio di correnti di pensiero e di visioni religiose che ha caratterizzato – e continua a definire – la cultura e la società giapponesi. Due le prospettive d’indagine: quella storica – con lo studio, a partire dai testi dei grandi maestri, delle dottrine buddhiste, daoiste e confuciane – e quella antropologica – che approfondisce la complessità delle visioni religiose espresse da ‘linguaggi’ differenti (come i riti comunitari, le pratiche ascetiche, le narrazioni mitologiche, le forme architettoniche e l’arte). Il volume prende in esame lo sviluppo storico delle diverse dottrine – dallo shintoismo all’ascetismo -, i dibattiti e le tensioni fra Scuole e potere politico, fino all’affermarsi di due grandi correnti di rinnovamento, l’Amidismo e lo Zen, che segneranno l’epoca aurea del Buddhismo. Il libro si chiude con una riflessione sul senso profondamente religioso che illumina talune arti “tradizionali” (la calligrafia, l’ikebana, la cerimonia del tè e l’architettura dei giardini di pietra)“.
  • Gento-ban. Il Giappone dell’Ottocento nelle diapositive colorate della Collezione Perino. Catalogo della mostra (Lugano, 18 luglio-12 ottobre 2014), a cura di Moira Luraschi (Silvana editoriale, pp. 96, € 17).

Per lo studio della lingua giapponesela lingua giapponese marcella mariotti

  • La lingua giapponese di Marcella Mariotti (Carocci, pp. 128, € 12,00). Dalla quarta di copertina: “Il libro offre un percorso introduttivo alla storia e alla grammatica della lingua giapponese. Quali sono gli aspetti principali che regolano il funzionamento della lingua giapponese? Quali sono le interazioni dinamiche fra lingua e suo contesto socio-culturale? E, soprattutto, nel Giappone contemporaneo, qual è il ruolo della lingua nel mediare i processi di costruzione identitaria (nazionale, di genere, di età, di posizione sociale)? I temi sono trattati in modo da essere accessibili al lettore, in modo tale da acquisire una panoramica eterogenea della lingua giapponese, ma anche in modo da proporre un’occasione di ulteriori approfondimenti critici per gli addetti ai lavori”.

Varia

  • Kakebo. Il libro dei conti di casa (trad. di I. Marfori, Vallardi, pp. 190, € 12,90). Francamente, non ho ben capito se si tratti solo di una sorta di agenda per appuntare le spese. In ogni caso, l’editore lo presenta in questo modo: “Il Kakebo è il “Libro dei conti di casa” a cui i giapponesi affidano il proprio budget personale, anche oggi in piena era digitale. La sola azione di trascrivere le spese e i guadagni entro schemi ordinati genera consapevolezza e assicura un risparmio automatico del 35%. Il passo successivo è la possibilità di analizzare nel dettaglio i propri conti per individuare gli sprechi e le voci critiche su cui agire. Tenere un Kakebo evita lo stress da cattiva gestione finanziaria, sviluppa l’autodisciplina e la conoscenza di sé. I giapponesi lo considerano uno strumento che favorisce la tranquillità dell’anima e libera energie mentali”.

Ristampe

  • Vita di una donna licenziosa di Ihara Saikoku (trad. di L. Origlia, ES, pp. 208, € 20)

Infine, una chicca: per la primavera 2015 è prevista la traduzione de Il minatore di Sōseki Natsume (a cura di Antonio Vacca). Presto ve ne parlerò più approfonditamente.


Con le spalle al muro: “Real world” di Kirino Natsuo

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Ci sono libri che non andrebbero sfogliati tra le pareti accoglienti di una libreria o nel tepore amico della propria casa; dovrebbero piuttosto esser affrontati stretti in un vagone della metropolitana o – ancor meglio – con le spalle al muro, privi di alcuna via di fuga; senz’altro, Real World di Kirino Natsuo (Neri Pozza, pp. 281, € 15,50; ora in offerta su Amazon.it cliccando qui a € 13,17) è uno di questi.

Prima di leggerlo, sintonizzatevi su uno di quei programmi cosiddetti di approfondimento che amano annusare le carcasse di un delitto. Fissate allora l’inviato eccitato dal sangue, il poliziotto imbarazzato che guarda altrove, la vicina di casa del serial killer o della vittima con la messa in piega fresca fresca per la tv: vi stupirete nello scoprire che, persino dall’altra parte del mondo, in Giappone, queste cose vanno esattamente come nel nostro paese.

Kirino Natsuo, infatti, nel suo romanzo ci getta addosso senza troppi convenevoli un omicidio da prima pagina: un ragazzo schivo e di buona famiglia ha barbaramente ucciso la propria madre, per poi scappare senza lasciare né tracce, né tantomeno lacrime di pentimento. Le uniche persone a conoscenza dei suoi spostamenti sono quattro liceali, unite da quella confusa miscellanea di amicizia e rivalità che contraddistingue talvolta i rapporti adolescenziali; ciascuna di loro custodisce un segreto legato al proprio carattere o alla propria sessualità che solo il Vermiciattolo – ossia l’assassino – sembra in modo inspiegabile riuscire a cogliere. Terauchi, Youzan, Kirarin e Toshi (questi i loro nomi) s’impegnano, in una sorta di sfida reciproca, a compiacere e al tempo stesso provocare con la loro bellezza o le loro capacità il fuggitivo, che a tutte pare offrire la possibilità – o per lo meno la speranza – di spazzar via una vita monotona di compromessi e incertezze, per dare inizio a un’esistenza violentemente nuova.

La quotidianeità regolata dagli adulti e dalle rigide regole sociali è, in fondo, soltanto l’ennesimo palcoscenico in cui si recitano copioni mal formulati; basta l’irruzione della malattia, della morte, del tradimento, di un’ambizione cieca per rivelare le crepe del fondale e l’ambiguità dei personaggi. The real world, il mondo reale – sembra dire la scrittrice – è tutt’altro: è quello dei love hotel da quattro soldi, dei luoghi equivoci, degli appartamenti-gabbia e dei konbini (supermercati) di periferia; è quello delle pulsioni brutali e segrete, del sesso ambiguo e senza nomi, della solitudine implacabile e tagliente.

E alla realtà, purtroppo, non c’è scampo.


Servizio del tg2 sul nuovo romanzo di Natsuo Kirino

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Ringrazio Fumie che mi ha segnalato questo servizio del Tg2 dedicato a L’isola dei naufraghi di Natsuo Kirino. Per vederlo, cliccate qui.
Purtroppo, la casa editrice Neri Pozza, alla mia richiesta via email di ulteriori informazioni sul libro, ha risposto con il silenzio.
Infine, mi dispiace informarvi che, per un periodo di tempo non determinato, non sarò particolarmente attiva nel blog per cause di forza maggiore; di ciò mi scuso sin da ora.


Un film da "L’isola dei naufraghi" di Natsuo Kirino

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http://www.youtube.com/watch?v=3N_k_jFmjto]

Malgrado le ricerche, purtroppo non sono riuscita a scovare nuove informazioni riguardo l’uscita a breve dell’ultimo  romanzo di Natsuo Kirino, L’isola dei naufraghi (o L’isola di Tokyo), ma ho comunque una buona notizia per tutti i suoi fan (e in particolare per Barbara): ad agosto, infatti, in Giappone dovrebbe essere uscito il film tratto dal libro, chiamato “Tôkyô-jima” per la regia di Makoto Shinozaki.
Questo il trailer:


Nuovo romanzo di Natsuo Kirino tradotto in italiano

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Sembra ufficiale: in autunno, come annunciato dalla newsletter della casa editrice Neri Pozza, dovrebbe uscire un nuovo, coinvolgente romanzo di Natsuo Kirino. Per ora, paiono esserci ancora dubbi sul titolo definitivo: in alcuni siti è chiamato L’isola dei naufraghi, in altri L’isola di Tokyo. In ogni caso, il denso volume (conta 384 pp. per 17 euro) è tradotto da Gianluca Coci direttamente dal giapponese e in via di pubblicazione dalla Giano (un ramo della Neri Pozza). Ed ecco un’anticipazione della storia, a dire il vero un po’  troppo rivelatrice; vi consiglio perciò di leggere solo le prime righe.

Sayako e suo marito Takashi finiscono su un’isola disabitata al largo di Taiwan e delle Filippine in seguito al naufragio della barca a vela su cui viaggiavano. Dopo circa sei mesi, vengono raggiunti prima da venti giovani maschi giapponesi, anch’essi naufraghi, e poi da undici giovani maschi cinesi, abbandonati sull’isola lungo la tratta dei clandestini verso il Giappone. Che cosa può generare la presenza di una sola donna in mezzo a trentadue giovani maschi se non lotta, contesa, abbrutimento e violenta competizione? Takashi muore, precipitato o spinto giù da una scogliera a circa un anno dal naufragio, e Sayako si «risposa» due volte. La prima volta con l’arrogante e violento Kasukabe, che precipita però anche lui dalla scogliera; la seconda volta con Noboru, il buono a nulla, l’inetto della comunità, scelto, in base a una regola stabilita e accettata da tutti, mediante un’estrazione a sorte. Lo status di «marito di Sayako», per fortuna, ha durata limitata a due anni. La «lotteria» assegna perciò a Sayako, come quarto marito, Yutaka, un ragazzo timido e gentile. Sayako se ne innamora, attratta dalla sua natura cortese. Sembra perciò regnare la calma sull’isola, ma il fuoco cova sotto la cenere. Anche se presa dal nuovo marito, Sayako è attratta da Yan, il leader dei cinesi che sembra desiderarla molto più dei suoi connazionali e sta meditando di lasciare l’isola su due rudimentali imbarcazioni. Sedotta da Yan, Sayako ne accetta l’invito di unirsi a lui nell’avventuroso viaggio. Il mare è in tempesta, e una delle due barche viene inghiottita dalle onde, mentre quella su cui si trovano Yan e Sayako riesce a restare a galla. I due si amano, davanti agli altri, come bestie, fino a crollare stremati e affamati. Poi, dopo una decina di giorni, avvistano un’isola e approdano su una spiaggia. Ma si trovano di fronte a una sgradita sorpresa: senza accorgersene, sono ritornati a Tokyojima, l’isola di Tokyo! Dove i giapponesi, quasi come se avessero subito una metamorfosi, si sono enormemente incattiviti!


Natsuo Kirino a Mantova (settembre 2010)

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Tutti coloro che amano Natsuo Kirino e i suoi avvicenti romanzi non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di incontrarla dal vivo in una delle più importanti manifestazioni italiane, vale a dire il Festival della letteratura che ogni anno, a settembre, si tiene a Mantova.
La scrittrice giapponese incontrerà i suoi lettori domenica 12 settembre 2010, presso il Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” (Mantova), per presentare una delle sue ultime fatiche letterarie, L’isola dei naufraghi, in uscita a settembre, di cui vi parlerò presto.


Real world di Natsuo Kirino: trama completa e recensioni

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Una settimana fa, abbiamo segnalato l’uscita di Real world di Natsuo Kirino; oggi, la casa editrice Neri Pozza ha divulgato maggiori dettagli. Ecco tutta la scheda, con tanto di trama e giudizi critici: realworld

In un affollato quartiere residenziale di Tokyo quattro studentesse trascorrono un’estate caldissima e soffocante preparandosi ad affrontare gli esami per il college. Sono delle adolescenti molto diverse tra loro: Toshi è affidabile e sicura, Yuzan è diventata riservata e malinconica per la morte della madre, Terauchi ha grande talento per gli studi, Kirarin occulta dietro la sua dolcezza un’attrazione morbosa per i comportamenti più estremi.
Un rumore inconsueto che proviene da un appartamento improvvisamente spalanca un baratro di eventi inaspettati: il vicino di casa, un liceale che le quattro amiche chiamano il Vermiciattolo, ha ucciso la madre ed è scappato con la bici e il cellulare di Toshi. In fuga dalla polizia, il giovane assassino contempla affascinato il proprio volto riprodotto in innumerevoli fotografie e servizi televisivi, assapora l’improvvisa visibilità mediatica, il racconto della sua vita riscritto da giornalisti e reporter, e asseconda la crescente e ossessiva curiosità di scoprire le ragioni che lo hanno portato a uccidere. Il pigro distacco dalla realtà si trasforma in una consapevolezza crudele: insensibile alle conseguenze del suo crimine, vuole che le ragazze scrivano per lui un manifesto filosofico, che giustifichi ed esalti la lucida follia delle sue azioni…
Immerse in una vita di chat, messaggi sul telefonino e Reality TV, le ragazze scoprono la realtà di un mondo oscuro e pericoloso, in cui la propria esperienza e le proprie inclinazioni sono fonti di tensioni e minacce. Un mondo popolato di bambini e ragazzi in attesa di una guida, di un esempio, di un salvatore che li riscatti dalla noia invincibile di un sistema che li vuole perfetti, incapace di comprendere la loro diversità, la radicale distanzache li separa dai genitori e dalle generazioni che li precedono. E il loro profeta può essere chiunque, anche un assassino, è sufficiente che sia capace di ribellarsi in nome di tutti loro.
Perché anche se non l’hanno fatto davvero, questi ragazzi hanno già ucciso ipropri genitori. Nei propri sogni.

Quattro amiche adolescenti, un omicidio, un ragazzo ambiguo e problematico. Uno sguardo glaciale e perturbante sulla gioventù contemporanea, stregata da una violenza crudele e affascinante.

Un noir estremo, un’immersione nella psicologia del crimine adolescenziale.
L’ultimo romanzo di Natsuo Kirino, la rivelazione della nuova narrativa giapponese.

«Natsuo Kirino si conferma tra quegli scrittori giapponesi d’élite che stanno trasformando il romanzo contemporaneo. Banana Yoshimoto e Murakami Haruki hanno aperto la strada, Kirino continua a tracciare con maestria il proprio territorio: gli estremi della psiche umana che si affacciano sull’orrore».
The Washington Post

«Una delle contestatrici più formidabili delle istituzioni sacre alla società nipponica».
Il Venerdì

«Il noir e il romanzo di formazione sono tradizionalmente generi opposti, ma Kirino li fonde in modo brillante, mostrando come la conoscenza non sempre sia una esperienza felice. I lettori di Murakami Haruki e di romanzi come After Dark si sentiranno a casa».
Booklist

«Affine a Dostoevskij in Delitto e castigo, Kirino porta il suo antieroe a concepire l’omicidio come un gesto filosofico, e descrive un’inquietante preoccupazione per il disagio sociale contemporaneo, capace di distruggere ogni umanità».
The New York Times Book Review

«Invece di creare un semplice crime novel o definire un grottesco ritratto di personaggi dominati da desideri perversi e criminali, il romanzo di Natsuo Kirino sfida i lettori a confrontarsi con la verità della natura umana, a impegnarsi in un giudizio sulla violenza, a guardare oltre l’atto, alle sue radici».
The Miami Herald

«La tristezza e il distacco adolescenziali sono qui i veri protagonisti, e delineano un fenomeno culturale che rende questo romanzo un sublime thriller psicologico».
Time Out Chicago

«Real World non è esattamente un thriller, un mistery, un giallo. È una storia di grande profondità psicologica narrata con la voce vivace e sognante dell’adolescenza. Ricorda Bonjour Tristesse, il rivoluzionario romanzo francese scritto nel linguaggio scontroso e irritato di una teenager».
The Philadelphia Inquirer

«Un brillante noir femminista (…), quasi un Piccole donne sotto acido. Louisa May Alcott rimarrebbe a bocca aperta».
The Cleveland Plain Dealer

«Gelosia, solipsismo, paura, arroganza – la mente degli adolescenti può essere un luogo spaventoso e terribile. Real World ci accompagna nelle teste di questi ragazzi».
Los Angeles Times Book Review

«Se Real World è veramente un’opera di realismo sociale, Natsuo Kirino è allora una maestra di cinismo o la cartografa di una realtà davvero terrificante».
The New York Sun