Fior di ciliegio,
tra quante primavere
sarò invecchiata?
L’acqua scorre, quel suono
echeggia nel mio corpo


Akiko Baba
Tanka originariamente in Ouka-denshō, 1977, ora in Cinquanta foglie. Tanka giapponesi e italiani in dialogo, a cura di Paolo Lagazzi. Traduzioni di Yasuko Matsumoto, Ikuko Sagiyama e Yasuko Tatsumura. Tavole di Satoshi Hirose e Daniela Tomerini. Bergamo, Moretti & Vitali Editori, 2016, p. 34

2 commenti il I sakura in un tanka di Akiko Baba

  1. Letti i versi di Akiko Baba, si resta sempre colpiti dalla coincidenza assoluta fra poesia popolare e lirica d’arte. Virtù degli antichi maestri o semplice attribuzione ad un nome noto di versiculi populares?
    Non conosco il giapponese tanto da rispondere a qiuesta domanda nello specifico. Ma spesso il folklore mondiale risponde per noi, propendendo per l’ultima descrizione.

    Silvia GOI

  2. Qi. Forse questa è l’unica risposta valida per l’arte: dove fluisce il Qi, sia che l’artista sia aristocratico che popolare, compaiono le stesse caratteristiche che si fanno riconoscere da chi ha già conosciuto il Qi in quella forma. Dove il Qi non fluisce, fliva o fluirà.
    Buon sabato pomeriggio del 2020.

    Silvia G.

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