L’autunno del crisantemo (uno haiku di Takahama Kyoshi)

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Kajita Hanko White Chrysanthemums crisantemo haiku

Kajita Hanko, Crisantemi bianchi (c. 1905 – The Metropolitan Museum of Art)

盛んなる菊の面影残りけり
sakan naru kiku no omokage nokori keri

Nel crisantemo sfiorito,
non resta forse
qualche cosa?

A dead chrysanthemum
and yet – isn’t there still something
remaining in it?

Takahama Kyoshi (1874-1959)

Traduzione italiana tratta dall’Antologia illustrata della poesia a cura di Elvira Marinelli (trad. non specificato, Giunti, 2001)
Traduzione inglese tratta da Terebess


Un commento su “L’autunno del crisantemo (uno haiku di Takahama Kyoshi)

  1. Si può incontrare la sensibilità dei giapponesi e lo spirito del Paese del Sol Levante leggendo un romanzo? Sì, e si possono capire anche i loro comportamenti che a noi sembrano tanto strani.
    Il romanzo di Giuliano Faggiani “Sono lacrime gli occhi dei pesci” (che ha preso in prestito il titolo da un haiku di Matsuo Bashō) racconta l’incontro tra due persone con diverse visioni del mondo ma una stessa concezione della bellezza e dei sentimenti: un medico giapponese e un’elegante signora austriaca osservati in luoghi che rappresentano anche una geografia delle emozioni. Il racconto è affidato prevalentemente a belle immagini che ricordano i fiori: più che svolgere una trama avventurosa, le vicende sono state rese con inquadrature descrittive, flash back di memoria e dissolvenze incrociate. Nelle scene che si svolgono in Giappone la narrazione indugia visivamente su situazioni e comportamenti emblematici del vivere tradizionale nipponico, usando traslitterazioni di ideogrammi che il testo rende immediatamente comprensibili senza bisogno di un glossario.
    Il romanzo è diviso in tre parti. La prima si svolge a Madrid dove i due personaggi principali s’incontrano e, inconsapevolmente, si confrontano per trascorrere la distanza di mentalità che li separa; la seconda parte descrive vicende vissute separatamente dai due protagonisti qui in Europa e laggiù in Giappone, con una concatenazione di richiami visivi che intrecciano a distanza i loro gesti; la terza parte racconta un nuovo incontro fortuito e il progressivo accostamento delle loro diverse sensibilità culturali per ritrovare la prossimità con un medesimo sentimento per la bellezza nella quale germoglia la loro completa intesa emotiva, fisica e spirituale.
    Il romanzo è stato pubblicato in questi giorni e la presentazione del libro avverrà il 4 dicembre alle ore 16,30 all’Istituto San Domenico, l’Università romana per mediatori linguistici nella zona del Pigneto, al 233 della Via Casilina : un’occasione anche per discutere il rapporto tra Oriente e Occidente.
    Per altre informazioni, o se vuoi ricevere in lettura i primi capitoli, puoi rispondere a questo messaggio. G. F.

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