“La promessa dei ciliegi”, un manga di Ichiguchi Keiko

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promessa dei ciliegi - keiko ichiguchi - manga sakuraMacerie, rovine, sfollati: questo ci hanno prevalentemente raccontato i mass media nei mesi seguenti il terremoto giapponese dell’11 marzo 2011 e ai successivi avvenimenti di Fukushima. Le telecamere amavano soffermarsi sugli sguardi dei più piccoli, sulla stanchezza degli anziani, sulla grande dignità del popolo nipponico dimostrata anche in queste circostanze. Poco altro sapevamo, poco altro potevamo intuire.

Nel novero relativamente ristretto delle opere pubblicate nel nostro paese legate a questi fatti di cronaca, una di quelle che meglio sa – spingendosi al di là dei luoghi comuni – raccontarci di quei giorni è un delicatissimo manga di Ichiguchi Keiko, La promessa dei ciliegi (trad. di Accademia europea di manga, Euromanga edizioni, 2014, pp. 122, € 9,60), che presenta anche una bella appendice in cui l’autrice spiega le origini del fumetto e le tecniche da lei utilizzate per realizzarlo. 

La promessa dei ciliegi - keiko ichiguchi - tavolaLa protagonista del volume, Itsuko, è una giovane disegnatrice giapponese trasferitasi da tempo in Italia, dove lavora e vive col compagno Angelo. Sembra lontanissima l’epoca in cui, da bambina, a causa di una malattia infantile, era stata a lungo tormentata dall’idea della morte, sino a che non aveva incontrato Tada-sensei, un’insegnante dolce e determinata che l’aveva spinta a cercare e apprezzare le semplici bellezze dell’esistenza. Ora, molti anni più tardi, è la salute della maestra a parere sempre più fragile, ma l’entusiasmo della donna non accenna a diminuire; e così, durante le festività per il Capodanno del 2011, promette alla sua allieva che presto contempleranno insieme i fiori di ciliegio.

Alle soglie della primavera, però, nel corso di una mattina apparentemente anonima di marzo, Itsuko viene svegliata da una terribile notizia: il Giappone è in balia di una serie di eventi naturali catastrofici e, ora dopo ora, la situazione si fa sempre più precaria e disperata. Persino col passare delle settimane l’incertezza e lo strazio non accennano a diminuire; Itsuko ha paura, non capisce e, soprattutto, prova rabbia per i silenzi del governo nipponico – che, anziché rassicurare, creano tensioni e sospetti -, per la distanza che la divide dalla famiglia, per l’impotenza dinanzi a un dramma incommensurabile.

Nonostante ciò, la ragazza non dimentica quanto le aveva giurato Tada-sensei: il desiderio di rivedere i sakura rivestire un paese ferito ma non arresosi la spinge a tornare a casa, a voler ammirare ancora una volta assieme ai suoi cari i boccioli fragili e incantevoli. Perché, come recita il titolo originale del volume, i ciliegi fioriscono malgrado tutto, promesse e simboli di una vita che rinasce testarda, incurante del dolore.


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