La distruzione, i fiori di ciliegio e i kamikaze

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Kamikaze giappone seconda guerra mondiale“Mentre il treno correva nella capitale sentivo il cuore stringermisi alla vista delle rovine che rivelavano la tremenda efficacia dei bombardamenti americani. Interi quartieri erano ridotti in cenere. Nei campi incendiati si vedevano solo le baracche coperte di lamiera. Qualcuno bruciava della legna agitando ventole a brandelli davanti ai focolari di fianco alle baracche. Alberi calcinati simili a scheletri sembravano esalare l’ultimo rantolo. Fra gli alberi dovevano esserci dei ciliegi. Pensai per un attimo ai bei fiori di ciliegio che non avrei mai più rivisto. Li avevo ammirati sul viale della caserma tre settimane prima, simbolo della breve vita dei piloti suicidi. Accennai la Canzone dei fiori di uno stesso ciliegio, che avevo cantato coi miei compagni passeggiando sottobraccio per il viale:

Tu e io, fiori di uno stesso ciliegio,
sbocciamo nel cortile dello stesso corpo di aviazione.
Così come sbocciamo alla stessa data,
dovremmo cadere nello stesso giorno.
Siamo destinati a sfiorire con coraggio e insieme
per difendere il nostro paese.”

da Ero un kamikaze di Nagatsuka Ryuji (traduttore non indicato, 2013, Pigreco, pp. 262, € 16, ora in offerta a 13,60); qui la recensione

Immagine tratta da qui


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