La nostalgia felice e il sapore dell’inverno

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Amèlie Nothomb, La nostalgia felice, dedicato al GiapponeIl 4 aprile l’editore nipponico mi ha organizzato un’intervista. La giornalista mi aspetta all’istituto francese, come l’ammirevole Corinne Quentin, l’interprete franco-giapponese più conosciuta di Tokyo. Non so più per quale giornale lavori questa giornalista, ma straborda entusiasmo: ha molto apprezzato “Metafisica dei tubi”, apparso in Giappone nel novembre 2011, e mi interroga alacremente. Spesso capisco le sue domande senza l’aiuto di Corinne Quentin, e rispondo nel mio giapponese un po’ raffazzonato: parlo quasi soltanto di Nishio-san [la tata che Amèlie ha avuto da bambina in Giappone, ora anziana; ndt], uno dei principali personaggi di questo romanzo. Quando si arriva al di là della mia comprensione, Corinne viene in mio aiuto. Tendo l’orecchio per imparare e ho delle sorprese. Per tradurre quanto io sia nostalgica dei miei anni giovanili nel Kansai, sento l’interprete dire “nostalgic” al posto dell’aggettivo “natsukashii”, che penso sia una delle parole emblematiche del giapponese.

Dopo l’intervista, nel taxi che ci porta al ristorante prenotato dall’editore, provo a chiarire la cosa con Corinne.
– “Natsukashii” indica la nostalgia felice, risponde lei, l’istante in cui il ricordo piacevole ritorna alla memoria e la riempie di dolcezza. I suoi tratti e la sua voce manifestavano il suo dispiacere: si trattava quindi di nostalgia triste, che non è una nozione giapponese.

Alla domanda se la madeleine di Proust sia nostalgica o natsukashii, lei propende per la seconda opzione. Proust è un autore giapponese.

brano tratto da La nostalgie heureuse di Amélie Nothomb (Editions Albin Michel, 2013, pp. 152, € 16,10; traduzione mia; qui è possibile leggere la mia recensione al libro))

Una stazione ferroviaria, forse la più grande in Italia. Mi capita là, fra i binari, di leggere questo brano, e sorrido. Quello che provo per il Giappone – sebbene ci sia stata solo una volta – è proprio natsukashii. E intanto addento un muffin profumato, in cui la morbidezza dell’impasto si mescola alle bacche di goji leggermente aspre. Questo, secondo me, è il sapore della nostalgia. Un po’ dolce, un po’ pungente.

muffin dolcetisana terzaluna*Muffin della nostalgia felice* (ricetta base da Julie & Julia, con qualche ritocco)

  • 120 ml di tisana Dolce inverno di Terzaluna
  • 2 uova
  • 100 g di zucchero
  • 4 cucchiai di olio di semi
  • 250 g farina autolievitante (o, in alternativa, 250 g di farina e un cucchiaino di lievito)
  • una bella manciata di bacche di goji

1) Riscaldate l’acqua e lasciate due cucchiaini di preparato per la tisana in infusione per circa dieci minuti; nel frattempo, preriscaldate il forno a 180°.
2) Setacciate lo zucchero, la farina e il lievito.
3) Con una frusta, amalgamate l’olio, le uova e la tisana.
4) Aggiungete poco alla volta gli ingredienti solidi a quelli liquidi, mescolando bene: non dimenticate le bacche di goji!
5) Versate nello stampo dei muffin (opportunamente oliato) o nei pirottini, e lasciate cuocere a 180° per circa 25 minuti.

Con questi muffin – assolutamente consigliati con una tazza di tè o di tisana – sono felice di dare il via alla collaborazione con Terza Luna: nei prossimi mesi scopriremo nuove parole e fragranze che uniscono est e ovest.

Ps: un grazie particolare a Federica, la fooblogger di Julie & Julia, per la disponibilità. 🙂


9 commenti su “La nostalgia felice e il sapore dell’inverno

  1. Ho appena letto sul sito italiano dedicato alla Nothomb che il libro verrà pubblicato presto anche da noi.
    Inoltre:
    “In occasione dell’uscita di La nostalgia felice, Amélie sarà in Italia per tre presentazioni con sorpresa: il 26 febbraio a Milano e il 27 febbraio a Reggio Emilia e Mantova. ”
    Ciao!!!

      • In questo particolare caso è stato un vero piacere, ho avuto modo di incontrare un paio di volte Amelie Nothomb a delle sue presentazioni ed è una persona squisita, assolutamente paziente ed accogliente con tutto il suo pubblico, disponibile a stare per delle ore a fare autografi e chiacchierare. Inoltre l’ho particolarmente apprezzata quando, alla Fiera del Libro del 20..12? Ha incoraggiato ed invitato tutta la platea a riprendere ad andare in Giappone, che proprio dopo il disastro del 2011 avrebbe avuto bisogno del sostegno del resto del mondo, ed anche il turismo avrebbe contribuito a risollevare gli stati d’animo, etc.

    • Ti ringrazio due volte , Barbara, perché: 1) come sempre, hai sempre informazioni preziose; 2) avevo cercato il documentario senza trovarlo.
      Ancora grazie. ❤

  2. Eccomi!! Dev’essere un libro bellissimo, me lo segno! Ma quindi, fammi capire, tu traduci dal giapponese???
    Grazie per la citazione, sono contenta che i muffin ti siano piaciuti e ne hai data una definizione perfetta!
    Ps_ A proposito di Proust, se vuoi da me trovi anche qualche ricettina per le madeleines! 🙂 Un bacione, Fede

    • Ciao, Fede! Ti stavo per segnalare il post via Facebook, ma mi hai battuta sul tempo. 🙂
      Non mi avventuro a tradurre dal giapponese (ho ancora troppo da imparare), però qualche escursione nell’inglese e nel francese (come nel caso della Nothomb) provo a farla (per quel che riguarda i risultati, lascio decidere alla clemenza dei lettori :p).
      Non mi sono mai cimentata con le madeleines, ma chissà che questa non sia la volta buona. 🙂
      Un bacio a te,
      Anna Lisa

  3. Ho appena terminato di leggere La nostalgia felice. Ovviamente, non aspettatevi un racconto della Nothomb, qui c’è di mezzo il cuore, i ricordi, un amore perduto (non Rinri, il mitico ex – fidanzato, ma proprio il Giappone tutto). Per chi non solo è interessato, non solo è affascinato, ma proprio ha un pezzo di cuore in Giappone, questo libriccino è l’ideale. Per chi in Giappone, anche se per poco, c’è stato, preparatevi ad un’ondata di natsukashii…

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