“1Q84” libro 3: un commento-recensione di Gabriele Magi

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1q84 romanzo di Murakami HarukiIl 16 ottobre, come annunciato dalla casa editrice Einaudi, finalmente il terzo volume di 1Q84 uscirà anche in Italia. Un amico del blog, Gabriele Magi (che ringrazio molto), l’ha letto in inglese e ha deciso di condividere con noi i suoi pensieri sul libro:

Eccomi qua… come mi era stato richiesto, ho deciso di scrivere alcune delle mie impressioni sul terzo libro di 1Q84. Non vi svelerò il finale, state tranquilli/e. Posso però dirvi che ci saranno diverse sorprese, la prima delle quali sarà proprio all’inizio del libro. Infatti la storia non viene raccontata solo dai punti di vista di Aomame e Tengo, ma anche da un altro personaggio. Questo inevitabilmente vi farà leggere il libro con ancora più curiosità di sapere cosa succede ai protagonisti della storia: se prima si alternavano Aomame e Tengo, ora dovrete attendere un capitolo in più per vedere cosa succede.

1q84 di Murakami Haruki Aomame Tengo Fukaeri

I tre protagonisti dei primi due volumi di “1Q84”: Aomame, Fukaeri e Tengo

Nel terzo libro il ritmo della narrazione è come nei due precedenti: scorre tranquillo in un oceano di dettagli quando di punto in bianco succede qualcosa che ti fa “accendere la lampadina” e dire: “Ecco perché è successo quella tal cosa…” Ed a quel punto ti viene ancora di più la voglia di proseguire nella lettura per vedere cosa succede. 1Q84 mi è piaciuto davvero tanto, è un libro che mi ha subito coinvolto. Ho apprezzato molto anche i tantissimi riferimenti alla cultura giapponese, alla letteratura, alla psicologia, alla musica (alzi la mano chi conosceva la sinfonietta di Janacek!): penso che ciò possa servire da stimolo per approfondire un po’ argomenti che magari non si conoscevano prima. That’s all, folks… almeno per ora non mi viene in mente altro. Scusate se ho scritto cose un po’ scollegate, e se avete qualche curiosità chiedete pure. 🙂

Spoiler [ossia anticipazioni] sul finale (ma non sulla storia)
Un consiglio: lasciatevi trasportare dalla lettura, perché non verranno date le risposte a tutte le domande che vi farete. Io forse ho fatto l’errore di leggere anche per cercare di capire certe cose, e quando ho finito il libro sono rimasto un po’ male smile Però ripensandoci è forse anche giusto così: nel titolo stesso “1Q84” c’è la “Q” di question mark, cioè di punto interrogativo. E il lettore, così come in un’immagine del libro stesso (se non ricordo male), galleggia in una piscina piena di punti interrogativi. E’ se vogliamo come il racconto Il dinosauro di A. Monterroso: le risposte alle domande le diamo noi, ognuno è libero di interpretare le cose (o rispondere alle domande) come meglio crede. Personalmente penso anche che, se Murakami avesse dovuto spiegare tutto, avrebbe avuto bisogno di altre 200 pagine! 😛

Foto tratte da Haruki-Murakami.com


10 commenti su ““1Q84” libro 3: un commento-recensione di Gabriele Magi

  1. Grazie al tuo blog ho “scoperto” il Giappone e i suoi scrittori. Fantastico 1q 84 aspetto con trepidazione il 16 ottobre per leggere il terzo volume. Ottimi altri autori da te
    Sarei felice se mi consigli altri titoli di murakami perché e’ un grande scrittore scoperto grazie a te.

    • Graco, scusami, leggo solo ora il tuo commento. Sono contenta di aver fatto nascere in te una passione inaspettata.
      Di Murakami a me sono piaciuti soprattutto “L’uccello che girava le viti del mondo” e “L’elefante scomparso e altri racconti”. Fammi sapere che ne pensi!

  2. Esattamente ho avuto la stessa interpretazione anche io riguardo al finale, troppe cose non spiegate e la Q nel titolo ti dice tutto…è appunto proprio quello che voleva lo scrittore. Fenomenale come sempre Murakami.

    • Grazie per la tua opinione, Felice. Forse il bello di Murakami sta proprio in ciò che lascia sempre di non detto, di sfuggente.

  3. Non leggete il volume 3 andrete incontro a una delusione enorme. Ho amato le prime due parti e nonostante avessi già letto recensioni negativissime sul 3 mi sono decisa per la lettura. Che dire… personaggi meno credibili e più flosci, narrazione lenta, finale che poi non è un vero finale….le pagine si susseguono, gradevoli per carità ma senza uno scopo, i pochissimi colpi di scena sono prevedibili, il finale deluderà chiunque… E la cosa più brutta è che questa terza parte vi rovinerà anche il ricordo delle prime due, infinitamente meglio scritte. La sensazione è che l’autore per ragioni commerciali abbia dovuto tirare fuori questo secondo volume senza in realtà essere molto ispirato. Sicuramente chiudere il racconto al termine delle parti 1 e 2 sarebbe stata la cosa migliore. Voto 3.

    • Ciao, Carla Lisa, ti ringrazio per la tua opinione. Per ora non posso darti un parere articolato, perché ho letto circa un quarto del terzo volume: in certi punti, comunque, come noti tu, si percepisce un calo di tensione rispetto alle parti precedenti (a me è piaciuta soprattutto la seconda). Mancanza di ispirazione? Fretta di concludere? Chissà…

  4. Concordo con Carla Lisa, libro inutile, il peggiore di murakami.
    Bello il primo libro, scialbo questo.
    Il terzo personaggio che viene inserito è assolutamente fuori dalla storia e la descrizione della sua storia e dei suoi pensieri, visto anche che fine fa, è utile probabilmente solo a fare pagine.
    Peccato.

  5. A me e’ piaciuto tantissimo tutto, libro 1 2 e 3.
    Trovo che sia un libro che affronta temi come la solitudine, l abbandonò, l amore, il bene e il male in maniera che fa riflettere molto, per me, nel complesso e’ veramente un capolavoro!

  6. Non credo che si possa prescindere dalla lettura del III libro, dato che la storia continua e finisce nel terzo libro. Sarebbe come leggere un giallo e non leggere la fine, commentandolo senza sapere chi è il colpevole!è vero, nell’ultima parte la narrazione si fa più lenta…ma il tutto crea una maggiore suspence. Non credo nemmeno che sia inutile il personaggio di Ushikawa; il principio del libro è che non ci siano forze in assoluto “positive” o “negative”nel mondo, e parlare solo di Aomame e Tengo avrebbe dato al libro un tono troppo da “eroe che vince il male”.
    Adoro Murakami e considero 1Q84 uno dei suoi libri migliori!

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