I (pochi) romanzi giapponesi fra i 1000 migliori del mondo, secondo The Guardian

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beautyandsadness2Innanzitutto: io non sopporto le liste tipo “le-cento-cose-che-devi-fare-prima-di-avere-un-ictus” e la ragione va da sé.

Immaginate dunque la mia espressione nel leggere quella <<1000 novels everyone must read before die>>,  stilata dai critici di <<The Guardian>> e pubblicata lo scorso gennaio; certo non può passare inosservato il fatto che, per la stragrande maggioranza, si tratta di opere inglesi e americane, e -diciamocela tutta- neanche di così grande valore.

Per curiosità, ho cercato i testi di autori giapponesi.  Il primo nipponico a comparire è Kobo Abe con The face of another (Tanin no kao), nella sezione Family and self, seguito da Teach us to outgrow our madness (Warera no kyōki wo ikinobiru michi wo oshieyo; da noi conosciuto come Insegnaci a superare la nostra pazzia) di Kenzaburo Oe.

La presenza più massiccia si registra nella categoria Love, con The Remains of the Day (Ciò che resta del giorno) del nippo britannico Kazuo Ishiguro, Beauty and Saddness (Utsukushisa to kanashimi to, Bellezza e tristezza) di Yasunari Kawabata, Norwegian Wood (Noruwei no mori, da noi conosciuto anche come Tokyo Blues) di Murakami, Diary of a Mad Old Man (Futen rojin nikki, Diario di un vecchio pazzo) di Junichiro Tanizaki.

Tra i libri di Science fiction and fantasy, troviamo soltanto The Unconsoled di Kazuo Ishiguro; nulla in State of the nation, Comedy (in compenso, è citato libro della saga di Don Camillo), Crime e War and travel.

E Genji, direte voi? E perché Mishima e Akutagawa non compaiono, mentre Stephen King sì? Eh, sì, lo so: la vita sa essere ingiusta.

E la classifica di <<The Guardian>> ancora di più.


10 commenti su “I (pochi) romanzi giapponesi fra i 1000 migliori del mondo, secondo The Guardian

  1. Ma il Guardian non ci capisce un ca**o di nulla mi chiedo? Oramai tornato in Italia spero di aver presto tempo di scrivere qualcosa anche sulla keibunsha (che per chi se lo fosse perso è la libreria di cui hai parlato qualche post fa). Vedrò appena posso di commentare con quattro righe in merito e se vuoi passarti un paio di foto…

  2. Anch’io -come si nota dal post- sono rimasta stupita dalle scelte del <>, che un po’ mi puzzano di spinte pubblicitarie verso questo o quell’autore.
    Grazie per la proposta: mi farebbe piacere ricevere qualche foto della libreria, anche perché finora mi sono accontentata di qualche immagine trovata su internet, non troppo eloquente.
    Alla prossima. 🙂

    ps: per quanto riguarda Suikei Maeta, pare sia davvero semi sconosciuto.

  3. Come sempre queste liste lasciano perplessi. Soprattutto la dicitura “del mondo” sarebbe meglio evitarla quando la scelta e’ stata evidentemente fatta tra i soli libri editi in lingua inglese…

  4. @ Massimo: Teoricamente, i romanzi scelti dovrebbero essere “from any decade and in any language” (come scrivono), ma poi, alla fine, si riducono -come giustamente noti- a quelli editi in lingua inglese.
    Mi chiedo cosa verrebbe fuori se la classifica fosse stilata dai critici nostrani; temo che non figurerebbero neppure quei dieci libri giapponesi scelti dal <>.

  5. C’è tutto un mondo di letteratura giapponese che viene ignorato dai più. Eppure, da quanto ho potuto constatare, sia negli States che in Europa gli autori giapponesi vengono tradotti e pubblicati moltissimo, certamente molto più che da noi. Mi sorprende quindi che non compaiano più titoli di autori nipponici nella lista del Guardian.
    Sarebbe interessante confrontarla con una lista, che so, di Le Monde…
    Ad ogni modo, poichè non so dove parlarne, vorrei fare pubblicità ad una autrice speciale, Ariyoshi Sawako. Gli unici due suoi romanzi tradotti in italiano si trovano ancora su IBS, ed a prezzi stracciati!!! Con meno di dieci euro potete impossessarvi di entrambi, approfittatene, perchè temo che quando queste edizioni saranno esaurite non vi saranno altre pubblicazioni!!!
    I romanzi in questione sono editi da Jaka Book, e si intitolano: “Kae o le due rivali” e “Il fiume Ki”.

  6. Da “Kae o le due rivali”, nel 1967, è stato tratto un film “Hanaoka Seishu no Tsuma”, diretto da Masumura Yasuzo.
    Purtroppo, al momento, non è reperibile altro di suo.

  7. finiamola di considerare Ishiguro nippo-inglese. è nato nel Regno Unito, scrive in inglese, la sua cultura di riferimento è britannica. sarebbe come considerare John Fante letteratura italiana.
    grazie.

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